Decide Chiellini, se rinuncia c’è Caceres

Decide Chiellini, se rinuncia c’è Caceres

Andrea Agnelli è il presidente della Juventus, e come tale nel pianeta calcio non sarà mai amato all’unanimità. Ma di certo parla giovane, parla chiaro, prende posizioni anche nette. E come dice Petrucci, numero uno dello sport italiano ancora per qualche settimana, «Andrea è uno che porta idee, entusiasmo, ha…

Andrea Agnelli è il presidente della Juventus, e come tale nel pianeta calcio non sarà mai amato all’unanimità. Ma di certo parla giovane,  parla chiaro, prende posizioni anche nette. E come dice Petrucci, numero uno dello sport italiano ancora per qualche settimana,  «Andrea è uno che porta idee, entusiasmo, ha voglia di cambiare e
migliorare in meglio il sistema tutto». Così, succede che nell’ambito di un’iniziativa con l’Unesco (legata ai bimbi meno difesi) il numero uno di corso Galileo Ferraris decida di «scaricare », senza mezze misure, gli
autori-espositori dell’indegno striscione su Superga comparso durante il derby di sabato scorso: «Credo che la supremazia del tifo non si manifesti ricordando le tragedie altrui. Sono striscioni che generalmente vedo purtroppo esposti in tutti gli stadi d’Italia, con insulti gratuiti. Vanno assolutamente condannati. E li condanno. Spiace, perché spesso è proprio la Curva che dà la giusta personalità
all’interno di uno stadio.Ma, ripeto, la supremazia a livello di tifo non è questa. Le tragedie, per quanto mi riguarda, non hanno fede». Agnelli chiude qui il capitolo «sporco» dell’ultimo derby. E in un certo senso è
una finezza anche questa. Perché in effetti avrebbe potuto poi ricordare lo scempio compiuto dagli ultrà del Torino: settore ospiti devastato (era già successo con i tifosi del Napoli), 200 seggiolini saltati, fili elettrici allo scoperto, porte antincendio divelte, lavandini in
frantumi e bagni praticamente da rifare. E invece il presidente bianconero passa subito «alla  oarte positiva dell’altra serata, quella in cui, dopo le 22.30, mi sono impegnato a cercare metà deimiei amici (di fede granata, ndr), scoprendo che erano però  tutti irraggiungibili: via telefonino, via i Pad, via qualsiasi cosa  (sorride). Davvero una bella
soddisfazione, grazie oltretutto a due ragazzi usciti dal nostro  settore giovanili, Marchisio e Giovinco. Il primo è addirittura con noi da 20 anni, fa un certo effetto…». 

Spartiacque europeo Ma i pensieri di Agnelli e della nazione bianconera in generale sono già tutti rivolti alla gara di domani  sera. Al «dentro o fuori» di Champions League, al primo vero  e proprio spartiacque stagionale. «Concentrazione, determinazione e rabbia: questo ci vuole
a Donetsk – dice il presidente bianconero -.Dopo le ultime gare dell’anno, fra coppe e  campionato, faremo un bilancio più  completo, è comunque chiaro che siamo di fronte a un appuntamento  fondamentale. Servirà  la giusta determinazione, anchecattiveria. Davanti a noi ci  sono solo due possibilità, opposte. E gli estremi dicono che dopo i 90’ in Ucraina o saremo fuori o continueremo a sognare, magari chiudendo addirittura in testa il girone. Sì, servirà la massima attenzione per evitare brutte sorprese». E ad Agnelli proprio non va di uscire «da una manifestazione che ci sta profondamente a cuore». Anche solo per una questione di semplice orgoglio, «perché la Juve è sempre stata fra le grandi d’Europa e lì deve restare. Ho provato grande orgoglio poco tempo fa a Mosca (dove era in programma una riunione dell’Eca, l’European Club Association, ndr), quando il presidente del Barcellona Sandro Rosell e Karl Heinz Rummenigge (dirigente del Bayern e  presidente proprio dell’Eca) mi hanno manifestato tutta la loro gioia nel rivedere la Juve ai massimi  livelli. Hanno detto che si sentiva la nostra mancanza. Li ho guardati negli occhi: erano davvero sinceri».

Oggi a Donetsk Non è partito ieri con la squadra Agnelli. Impegni di Lega lo hanno portato a Milano, insieme a Beppe Marotta.  E proprio con il suo amministratore delegato raggiungerà  oggi, in serata, il ritiro della banda Conte a Donetsk. Probabilissimo che entrambi siamo presenti alla rifinitura che seguirà le conferenze stampa di Angelo Alessio e Gigi Buffon.

La Gazzetta dello Sport

Juvenews

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