ZOOM – Mandzukic o Llorente? Il croato è tutta un’altra cosa

ZOOM – Mandzukic o Llorente? Il croato è tutta un’altra cosa

Mario Mandzukic dopo un inizio in sordina, ha saputo conquistare tutti i tifosi juventini. Ora Llorente è solamente un vecchio ricordo

rifinitura

TORINO – E’ stato uno dei dibattiti più accesi in casa Juventus questa estate insieme a quello su Dybala e Tevez, all’inizio combattuto e discordante, ora però in via d’estinzione. A quattro mesi dall’inizio del campionato, tutti sembrano aver pochi dubbi su chi è più forte e ideale per questa Juventus tra Fernando Llorente e Mario Mandzukic. Se a un tifoso bianconero poni ora la fatidica domanda, la maggior parte risponderà: “Nando ti voglio bene, ma il croato è tutta un’altra cosa”. Parole sante se si vedono i numeri dell’ariete ex Atletico Madrid, partito un po’ in sordina nel campionato italiano, poi sbocciato letteralmente nell’ultimo mese e mezzo. Fino ai primi di novembre infatti, il croato aveva messo a segno solamente tre reti da agosto. La prima in Supercoppa Italiana contro la Lazio, poi in Champions contro il Manchester City e in campionato contro il Palermo. Troppo poco per uno abituato a segnare con continuità e naturalezza. 17 gol in 57 gare con l’NK Zagabria, 63 in 128 partite con la Dinamo Zagabria, 20 in 60 con il Wolfsburg, 48 in 88 match con il Bayern Monaco e 20 in 43 partite con l’Atletico Madrid, di sicuro numeri non male e un biglietto da visita confortante.

I NUMERI DI SUPER MARIO ALLA JUVENTUS – Lento e macchinoso nei primi mesi in bianconero, come d’altronde tutta la Juventus, che faticava a trovare la giusta quadratura, Mandzukic ha saputo accettare le critiche, ha lavorato duramente, e i risultati si vedono. Ora per tutti è di nuovo “SuperMario” e il suo bottino è confortante. Sono 9 le marcature stagionali del croato, sei delle quali in campionato, 5 nelle ultime 6 gare e tutte decisive. Numeri che lo hanno eletto come uno dei migliori attaccanti d’area di rigore della Juventus dagli anni 2000. I paragoni iniziano a sprecarsi, e vengono scomodati campioni di un certo calibro. Di pochi giorni fa quello con Ibrahimovic e un colosso della storia juventina, David Trezeguet. Lo svedese al suo primo anno di Juventus a questo punto della stagione, era fermo ad 8 goal stagionali siglati tutti in campionato. Stesso bottino per il francese, lo straniero più prolifico della storia dei bianconeri, che però ne aveva messi a segno 7 in campionato ed uno in Champions contro il Panathinaikos.

MANDZUKIC E IL MAL DI PANCIA DI MORATA – Se l’esplosione di Morata lo scorso anno, aveva destinato Llorente alla panchina, quest’anno è accaduto invece l’inverso. Con un Dybala che prima o poi avrebbe dovuto raccogliere l’eredità di Tevez e prendersi la Juve, di posti liberi ne rimaneva uno solo. Lo spagnolo era sicuramente il favorito visto la sua stagione strabiliante nel 2015, autentico trascinatore della Juventus in Champions fino alla finale di Berlino. Quest’anno invece qualcosa sembra essere cambiato, e Morata ha messo a segno solamente tre goal nelle sue 22 uscite stagionali. Irriconoscibile in questa prima parte di stagione, Allegri ha preferito lasciarlo in panchina e affidarsi alla coppia Mandzukic-Dybala. Scelta che ha provocato non pochi malumori da parte dello spagnolo, e che ha fatto rincorrere le voci su un suo ritorno già a gennaio al Real Madrid. Ipotesi improbabile, almeno per ora. La Juventus comunque non vuole pensarci, e sotto l’albero può godersi l’ariete croata, con la speranza Mario possa diventare Super anche in Champions, quando davanti a sé troverà il suo ex Bayern, l’ostacolo più grande per la scalata dei bianconeri.

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