ZOOM – Conte non pagherà mai, questa è l’Italia che cambia

ZOOM – Conte non pagherà mai, questa è l’Italia che cambia

di ALBERTO ABBATE ROMA – Non perde mai i gradi, Antoniocapitano. Non fu così alla Juve, non sarà così alla guida della Nazionale. Questa è l’Italia che cambia, questa è la rivoluzione di Tavecchio e Lotito, fra marchette di libri, minacce denunciate e una figuraccia qua e là. L’ultima riguarda…

di ALBERTO ABBATE

 ROMA –  Non perde mai i gradi, Antoniocapitano. Non fu così alla Juve, non sarà così alla guida della Nazionale. Questa è l’Italia che cambia, questa è la rivoluzione di Tavecchio e Lotito, fra marchette di libri, minacce denunciate e una figuraccia qua e là.

 

L’ultima riguarda proprio la panchina azzurra: “Quella di Conte fu frode sportiva”, si ostinano a urlare a Cremona, dopo quattro anni, nell’atto di chiusura delle indagini dell’inchiesta LastBet. Altro che “omessa denuncia”, come frettolosamente deciso dalla giustizia sportiva. Altro che “ha già pagato”, come sottolinea in imbarazzo il presidente del Coni, Malagò, in questo giorno non proprio qualunque. Appena quattro mesi di stop per i fatti di Siena non rientra certo fra le “pene severe” per abbattere tutto il fango che inquina il calcio. Per carità, non c’è nessuna condanna penale, i fatti dovranno essere accertati a processo (probabilmente il prossimo autunno), ma che succederà se il tribunale darà ragione al pm Di Martino? In realtà, potrebbe non esserci mai una risposta, perché – crollando il reato d’associazione a delinquere – l’avvocato De Rensis potrà chiedere la competenza territoriale per la frode contestata. Tradotto: l’iter andrà per le lunghe, i tempi si dilateranno. Sino ad arrivare a prescrizione? Molto, ma molto probabile.

ACCUSE – Ma ricordiamo di cosa venne accusato Conte dall’”invidioso” – per un permesso non concesso (secondo la difesa) – Carobbio e dal portiere Coppola, suoi ex giocatori ai tempi del Siena: il tecnico avrebbe “lasciato” la squadra libera di decidere se giocare davvero oppure regalare agli avversari la partita con l’Albinoleffe e di essere stato a conoscenza dell’accordo per “lasciare” la partita contro il Novara. L’indagine condotta su quei fatti dal servizio centrale operativo della polizia, fu molto approfondita, conobbe ramificazioni e momenti anche drammatici. In uno di questi, davanti ai magistrati di Bari che lo interrogavano su Bari-Salernitana, chiedendogli come mai un allenatore come lui non si fosse accorto del “suk” in cui si era trasformato il suo spogliatoio, Conte in evidente imbarazzo arrivò a darsi “del coglione”.

 

NE BIS IN IDEM – Non ci sarà un nuovo processo sportivo (ne bis in idem) su quelle accuse, rimane macchiata però l’immagine di Conte, che invece ha sempre negato ogni accusa. Tavecchio aveva promesso massima trasparenza dal nuovo corso, questa sembra invece una stagione vista e purtroppo rivista. A proposito: l”udienza preliminare del ct prevista per la tarda Primavera. Che fretta c’era…

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