Vucinic, il Genio della lampada

Vucinic, il Genio della lampada

Entrato in campo a venti minuti dal termine, con la Juventus in svantaggio contro un Cagliari quanto mai agguerrito, Mirko Vucinic ha contribuito alla rimonta e alla vittoria finale degli uomini di Antonio Conte. Il montenegrino ha cercato più volte la conclusione e, proprio su una respinta di un suo…

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           Entrato in campo a venti minuti dal termine, con la Juventus in svantaggio contro un Cagliari quanto mai agguerrito, Mirko Vucinic ha contribuito alla rimonta e alla vittoria finale degli uomini di Antonio Conte. Il montenegrino ha cercato più volte la conclusione e, proprio su una respinta di un suo tiro da parte di Agazzi, Matri ha siglato il pareggio ad un quarto d’ora dal triplice fischio. L’ ex giallorosso è entrato immediatamente in partita e ha rotto gli equilibri a favore della Vecchia Signora, come accaduto spesso nell’ ultimo anno e mezzo.

Qualcuno gli rimprovera di essere poco prolifico, ma il numero 9 bianconero non è il classico centravanti da 20 goal a stagione, bensì una punta completa, moderna, che partecipa attivamente alla costruzione del gioco e permette ai compagni (soprattutto i centrocampisti) di presentarsi nell’ area di rigore avversaria. A Marassi, contro il Genoa, Vucinic è entrato in campo ad inizio ripresa, con i rossoblù avanti per 1-0: nel giro di un tempo, ha fornito due assist (per Giaccherini ed Asamoah) e segnato il rigore del sorpasso. Il 9 dicembre, a Palermo, con un tacco illuminante ha permesso a Lichtsteiner di siglare la rete che ha deciso il match, nel giorno in cui Conte tornava a sedere in panchina dopo la squalifica.

Il bottino stagionale del “Genio” (come lo hanno ribattezzato i tifosi giallorossi, soprannome che gli è rimasto anche a Torino) ammonta a sei reti e sei assist: numeri importanti, che testimoniano la sua importanza non solo come terminale offensivo, ma anche come rifinitore. Il montenegrino, infatti, spesso si abbassa per ricevere il pallone dai centrocampisti, quasi fosse un vero e proprio trequartista; a 25-30 metri dalla porta, infatti, può godere di maggiore libertà da parte dei difensori avversari, per imporre quegli “strappi” improvvisi che stanno alla base del gioco offensivo della squadra bianconera. A Copenhagen, contro il Nordsjaelland, subentrando dalla panchina ha messo a segno la rete del pari: un goal importantissimo in un momento complicato, che vedeva la Juventus ad un passo dal baratro nella massima competizione continentale per club.

Dopo qualche problema fisico che lo ha tenuto lontano dal campo per diverse partite, a dicembre Mirko è tornato a brillare: nelle ultime due partite del 2012, infatti, il capitano della Nazionale montenegrina ha realizzato due gol, quello dell’ 1-0 contro l’ Atalanta e quello del definitivo 3-1 con il Cagliari a tempo ormai scaduto. Il suo apporto sarà, ovviamente, fondamentale anche nella seconda parte della stagione, durante la quale la Vecchia Signora sarà chiamata a confermarsi in campionato e a fare più strada possibile in Champions’ League.

Lorenzo Latini

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