VIDAL:”Sogno il pallone d’oro”

VIDAL:”Sogno il pallone d’oro”

In Cile è “Celia Punk”, in Germania è stato “Kleiner Krieger”, in Italia è il “Guerriero”. Per tutti è semplicemente Arturo Erasmo Vidal Pardo, uno dei punti di forza della Juventus di Antonio Conte. Sembra collegato con i bianconeri con un filo invisibile. Infatti, è nato il 22 maggio del…

In Cile è “Celia Punk”, in Germania è stato “Kleiner Krieger”, in Italia è il “Guerriero”. Per tutti è semplicemente Arturo Erasmo Vidal Pardo, uno dei punti di forza della Juventus di Antonio Conte. Sembra collegato con i bianconeri con un filo invisibile. Infatti, è nato il 22 maggio del 1987, nove anni prima della seconda e ultima Champions League vinta dalla Vecchia Signora, all’Olimpico contro l’Ajax ai rigori. 

PRIMI PASSI, PRIMI CALCI – Vidal è uno abituato a lottare, in campo e fuori. I primi calci al pallone avvengono sulla cancha, il campo, del Rodelindo Romàn, oratorio di San Joaquin, quartiere di Santiago del Cile. A El Huasco, il campetto è condiviso da due società: il Club Serena e, appunto, il Rodelindo Romàn. Entrambe società amatoriali, attirano l’attenzione di tutto il barrio quando si sfidano nel derby di quartiere. Vidal è quindi abituato fin da subito a lottare su ogni pallone, a giocare e vincere le stracittadine, per segnare la supremazia territoriale della squadra per cui gioca.  “Il primo ricordo che ho su un campo da calcio è proprio quello del Rodelindo Romàn. E’ la squadra del mio quartiere, lì ho mosso i miei primi passi tirando calci ad un pallone. Ricordo sempre con affetto questa squadra e faccio il tifo per loro”, dice a FourFourTwo Italia. 

 

 

‘MALEDETTO’ BAGGIO – Dal Cile alla fredda Germania, il modo di vivere il calcio cambia radicalmente: “Il calcio, però, si vive bene ovunque, anche se in modo diverso. In Germania, ci sono certe tradizioni, in Italia e Cile altre. In questi ultimi due Paesi, ho notato che ci sono molte similitudini, in particolare per quanto riguarda il calore dei tifosi”.  Il primo contatto con il calcio italiano non avviene nel 2011, bensì nel 1998. E’ l’11 giugno, l’Italia affronta il Cile a Bordeaux e pareggia 2-2 nella gara inaugurale per gli azzurri nel mondiale francese: “Mi stavo già pregustando la vittoria – ammette Vidal -, poi purtroppo non è andata così. L’impressione che ho avuto dell’Italia è stata comunque di una squadra fortissima di cui faceva parte anche un campione come Gigi Buffon, che ora ho avuto la fortuna di avere come compagno di squadra”. 

DOPPIA DELUSIONE – La Champions League 2012/2013 della Juventus finisce ai quarti di finale contro il Bayern Monaco, poi campione. Quella di quest’anno si è chiusa, invece, ancora prima: il terzo posto nella fase a gironi, dietro a Real Madrid e Galatasaray, condanna i bianconeri all’Europa League. “La Champions è una competizione davvero impegnativa, nella quale contano moltissimi fattori. Se devo giudicare nello specifico le due stagioni in cui l’ho disputata in maglia bianconera, ritengo che l’anno scorso il percorso sia stato positivo e che siamo usciti soltanto contro la squadra che poi ha alzato il trofeo.Quest’anno invece dobbiamo fare un po’ di autocritica perché ci siamo giocati la qualificazione perdendo punti contro squadre che erano alla nostra portata”. Mea culpa necessario, ma a 26 anni si può già parlare di massima delusione in carriera? “Queste risposte è più facile darle a un punto più avanzato della carriera. Se devo proprio rispondere, la prima risposta che mi viene in mente è proprio il dispiacere per l’eliminazione dalla Champions League subita in questa stagione”.

SOGNI D’ORO – Agli ordini di Conte, Vidal ha avuto la possibilità di migliorare molto, crescendo tanto e lui lo sa bene, tanto che, più volte, ha dichiarato di essere il miglior centrocampista centrale del mondo: “In realtà non ho mai detto questo, deve essere stata una interpretazione un po’ esasperata di una mia risposta in un occasione di un’intervista rilasciata di recente. Infatti, preferisco che siano gli altri a giudicarmi. Poi se mi viene chiesto se un giorno mi piacerebbe vincere il Pallone d’Oro, come potrei rispondere di no? Quello che posso dire è che da quando sono alla Juventus, mi sento molto cambiato, anche migliorato. Ho imparato molto da tutti, soprattutto da compagni come Pirlo e Buffon che in carriera hanno vinto tutto”.

(Calciomercato.com)

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