VIDAL: “Lo scorso anno, per amore della Juve ho rischiato di farmi male seriamente”

VIDAL: “Lo scorso anno, per amore della Juve ho rischiato di farmi male seriamente”

Arturo Vidal ha parlato alla Gazzetta dello Sport parlando dei problemi fisici dell’anno scorso e del recupero: “il finale della scorsa stagione e’ stato maledetto, nel quale il mio rendimento calò notevolmente. A livello personale finì male con Juve e nazionale, adesso ho una grande occasione di riscatto. So che…

Arturo Vidal ha parlato alla Gazzetta dello Sport parlando dei problemi fisici dell’anno scorso e del recupero: “il finale della scorsa stagione e’ stato maledetto, nel quale il mio rendimento calò notevolmente. A livello personale finì male con Juve e nazionale, adesso ho una grande occasione di riscatto. So che il popolo juventino si aspetta molto da me, ma è sempre stato così, e non è un problema, l’operazione dell’anno scorso mi ha condizionato molto ma rifarei tutto negli stessi tempi, purtroppo l’anno scorso recuperando con tanta velocità ho seriamente rischiato di farmi male in modo anche irreparabile.

 

La mia è stata una scelta d’amore nei confronti della Juve. Non potevo lasciare la squa- dra prima della semifinale di Europa League con il Benfica. Sì, è vero, di fatto mi sono giocato il Mon-diale e pure buona parte dell’attuale annata, però ho deciso con il cuore, amo la Juve, sono fatto così. E devo dire grazie anche al c.t. del Cile, che mi ha aspettato. Un altro non lo avrebbe fatto. Le critiche spesso sono state ingiuste, ho giocato in condizioni fisiche disastrose, solo io e i dottori lo sappiamo. Ma se c’è bisogno di me non mi tiro certo indietro, mai! Non ho nulla da rimproverarmi a livello pro- fessionale, ho sempre dato il mille per cento in campo, a prescindere da come stavo. Penso di aver giocato davvero bene contro il Real Madrid l’anno scorso, e soprattutto contro il Chelsea nel primo anno di Champions League con Conte. A Londra eravamo sotto di due gol, rimontammo con personalità e io segnai l’1-2.

 

Gran serata, era l’esordio fra l’altro. Poi, andai in gol pure nello straordinario 3-0 del ritorno. Mi manca il gol ma quelli che contano arrivano soltanto adesso. L’anno scorso ne feci cinque nella fase a gironi, e furono tutti inutili perché andammo fuori…”. Il cambio di gioco e gli obiettivi: “Mi devo abituare, il sistema di Conte esaltava gli inserimenti dei centrocampisti, mi trovavo spesso davanti alla porta avversaria, avevo maggiore libertà in fase offensiva. Oggi là davanti c’è un trequartista alle spalle delle punte, e quindi agli interni spettano altri compiti. Detto questo, il ruolo che ricopro è perfetto per le mie caratteristiche, sono nel cuore del gioco e ho più palloni da gestire. Presto, tornerò anche a segnare con una certa continuità. Ora sto al cento per cento, sono al top fisicamente e mentalmente. Mi manca solo un pizzico di fortuna sotto porta, ai tifosi dico “tranquilli, adesso ci penso io”. Le responsabilità mi esaltano, soprattutto quando il gioco si fa duro. Abbiamo ben chiaro in testa quanto sia importante e delicato il periodo che ci apprestiamo a vivere. La fiducia è tanta, vogliamo prenderci il massimo, siamo maturi per puntare ad arrivare in fondo ovunque. Il gruppo ha fame. La Champions non è semplice, ma ormai siamo lì…per sederci al tavolo di Real, Bayern Barcellona dobbiamo vincere la Champions. Credo che valiamo già le prime quattro squadre del mondo, e una volta che sei in semifinale tutto può succedere”. Il Monaco: “Merita grande rispetto. È forte, tatticamente preparata e pericolosissima in contropiede. I francesi ripartono veloci e sanno fare parecchio male, basta vedere il trattamento riservato all’Arsenal, ci vorrà concentrazione e pazienza. Conte e Allegri: “Con Conte ho lavorato tre anni, mi ha fatto diventare un giocatore vero, completo. Insomma, mi ha cambiato la testa. Allegri? È molto diverso, lo conosco da poco, però mi piace il suo gusto per il bel gioco. Preferisce ritmi più lenti, punta molto sulla tecnica e dà grande spazio alle qualità dei giocatori di cui dispone”. Presente e futuro: “La Serie A è stata la mia università. Qui da voi ho fatto il salto di qualità, sono maturato. Non sento la necessità di andare in altre realtà. Io vivo il presente, e fare certe promesse non ha senso. Il futuro non lo conosce nessuno, ma se dovessi decidere ora resterei anche fino a 40 anni. Sto bene io e sta bene la mia famiglia a Torino”. Il Cile: “Spero di completare la più bella stagione della mia vita col club e con il Cile. Ci giochiamo la vita, il mio Paese non ha mai vinto un torneo importante e mai abbiamo avuto una nazionale tanto forte: un mix perfetto di gioventù ed esperienza, soprattutto tanta qualità tecnica. Al mondiale sono convinto che una volta buttati fuori i padroni di casa, saremmo arrivati in fondo”.

Tuttojuve.com

 

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