Vidal a 360 gradi

Vidal a 360 gradi

TORINO – Parla cuore aperto. Una confessione molto intima, famigliare. Ecco papà Arturo Vidal come non lo avete mai vista, a casa. Un’altra dimensione del campione bianconero. Un idolo in Cile, un idolo griffato Juventus. Un’esclusiva che va su Las Ultimas Noticias. Che parte così: Arturo ha due acquari; in…

TORINO – Parla cuore aperto. Una confessione molto intima, famigliare. Ecco papà Arturo Vidal come non lo avete mai vista, a casa. Un’altra dimensione del campione bianconero. Un idolo in Cile, un idolo griffato Juventus. Un’esclusiva che va su Las Ultimas Noticias. Che parte così: Arturo ha due acquari; in uno c’è una tartaruga, nell’altro un pesce nero piuttosto prepotente che insegue gli altri di vario colore. Ci sono anche un cane di razza pomeriana che si chiama Pascual (più o meno come il giocatore della Fiorentina, eh), un quadro gigante con le corse dei suoi cavalli del Club Hipico e, la cosa più importante, e della palle rosa sul tetto, collegate a una serpentina che illumina la stanza e reca la scritta: «Benvenuta Elisabetta». «E’ stata la mia famiglia a fare queste decorazioni. Mi piacciono, sono venute bene». Su, nella collina di Moncalieri, c’è la sua casa, formata da tre ambienti, con la piscina riscaldata nel sotterraneo, il tavolo da biliardo a lato della cucina e della sala da pranzo. Giorni movimentati per l’arrivo della secondogenita, un viavai con l’ospedale. la famiglia è sempre al suo fianco. La moglie Maria Teresa Matus, il figlio Alonso, la mamma di Arturo, il suocero, la sorella, un cugino e un amico che gli fa anche da autista. «la mia piccola è venuta al mondo in un bel momento, in cui mi riesce tutto bene anche sul campo, siamo molto felici e ci aspettiamo in un anno-due di allargare ulteriormente la famiglia», racconta seduto sul divano. «Sono un buon papà, ma dovresti chiederlo alla mia sposa. Cerco di essere più presente possibile. A volte torno a casa stanco, però, ugualmente, mi prendo tempo per giocare con Alonso. Gli piace disegnare, gli piacciono le maschere dei supereroi ed è curioso di imparare sempre più. La piccola? Mi piace averla tra le mie braccia, vedere il suo faccino. Alla sua nascita mi sono emozionato. Uno aspetta nove mesi il momento di poterla abbracciare il prima possibile». I problemi di Alonso, dalla nascita, sono stati problemi di salute (il diabete). «Uno ha sempre timori ed è nervoso, è logico. Ma grazie al cielo è andato tutto al meglio. Con Alonsito è stato difficile, eravamo in Germania, non parlavamo la lingua,. Ma le cure sono state veloci, i progressi anche. Per la mia seconda figlioletta, invece, non ci sono stati ostacoli. Sono tornare subito a casa. una squadra di calcio tutta di Vidal? Vediamo. Mi piacerebbe creare un bel gruppetto di figlioletti». Una colta appeso le scarpette al chiodo, ecco il sogno: «Dormire. Soprattutto la prima settimana, senza che nessuno possa venire a disturbarmi. Mi godo ogni momento della mia carriera di calciatore e sono soddisfatto. Ma dopo mi alzerò sempre tardi… Sto dormendo poco, un po’ per la bimba, ma riesco a riposarmi, eh. Grazie a Dio c’è gente che mi sta a fianco, in casa, e mi aiuta. Alonso può essere un pochino geloso, ma ha le sue attenzioni, com’è normale. Ci abitueremo tutti alla situazione. Lui dovrà imparare a trattare bene la sorellina».   

ROCK STAR In via Roma, il reportage tra il negozio di Louis Vuitton e la strada, con la folla che lo attende. Manco fosse uno dei Beatles… «Come in Cile, sono carini con me. La gente sa che sono umile, sa come sono in campo e fuori. Sono un giovane normale, che ha la fortuna di fare quello che sognava e che grazie alla fortuna attraversa un gran momento. Nella professione le cose possono andare bene o male. possono dire quello che vogliono, ma non che non metto il cuore in campo e che sono professionale». Poca voglia di evadere. «Prevale la stanchezza, spesso e così penso solo a stare con la mia famiglia, in assoluta tranquillità». Si parla di questioni cilene, nazionali. «Non abbiamo problemi fra di noi, ci conosciamo sin da bambini, con Alexis Sanchez. E’ un buon amico, ci conosciamo da tanto. Eravamo insieme nella Sub 20, nel Colo Colo e ci lega una bella amicizia»-. Si dice che Sanchez lo vorrebbe a Barcellona… «Con lui mi piacerebbe giocare, sempre… Se viene qui alla Juventus… Col tempo… La Nazionale è più unita che mai». Inconsciamente, se si guarda all’infortunio del colombiano Radamel Falcao verrebbe da tirare indietro la gamba, in vista dei mondiali. Ma no, Arturo non ci sta. «Quando difendo i colori della Juventus do tutto me stesso in campo, come richiede la mia professione».

OLE’ JUVE E’ la terza stagione in maglia Juventus. Il calciomercato lo assedia. «Tengo i piedi per terra, altrimenti diventerei matto. Non penso molto a quel che si dice. Mi concentro al massimo per allenarmi e giocare, mi focalizzo sulle cose belle, alla mia famiglia. Grazie a loro resto umile, nonostante la fama». Real Madrid e Barcellona e via discorrendo. «Il mio nome è nei piani del Real, del Barcellona o del Manchester, ma, lo ripeto, penso solo al lavoro e alle gare, a dare tutto con la maglia della Juventus. D’altro canto, un giorno si vedrà, chi può saperlo. Però quando uno va con la testa altrove finisce con l’allontanarsi dal calcio ed è ciò che esattamente non voglio. Voglio restare concentrato sulla Juventus. Nulla mi deve distrarre». Capito?

fonte: tuttosport

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