IL CASO – Comunicato su quanto pubblicato oggi dalla Gazzetta

IL CASO – Comunicato su quanto pubblicato oggi dalla Gazzetta

“Il numero della Gazzetta dello Sport in edicola oggi è a suo modo da collezione, per lo spazio dedicato al cordoglio per l’abbandono di Massimo Moratti e i relativi toni strazianti, di un pathos che ricorda quello dell’Unità nel 1953 per la morte di Stalin. Un servilismo grottesco, fantozziano, che…

“Il numero della Gazzetta dello Sport in edicola oggi è a suo modo da collezione, per lo spazio dedicato al cordoglio per l’abbandono di Massimo Moratti e i relativi toni strazianti, di un pathos che ricorda quello dell’Unità nel 1953 per la morte di Stalin. Un servilismo grottesco, fantozziano, che farebbe solo ridere se non fosse per l’articolo di Nicola Cecere. Questo pezzo, nelle intenzioni una cronistoria in breve dei 18 anni di Moratti alla presidenza dell’Inter, finisce in realtà per essere dedicato alla celebrazione della leggenda nera della Juventus, attraverso un incredibile crescendo di calunnie. Si comincia manco a dirlo col campionato 97-98, dove – scrive il Cecere – l’Inter “contende lo scudetto alla Juve sino allo scontro diretto di Torino, dove l’arbitro «pensionando» Ceccarini non assegna un rigore a Ronaldo parso solare”, laddove la solarità del rigore pare a Cecere, né si capisce bene il senso del “pensionando”. Archiviato comunque un secondo posto che “moralmente per tanti vale il tricolore”, si arriva al 5 maggio 2002, definito “epilogo allucinante”. Ma l’allucinato Cecere ha la spiegazione: “Rivedendo certi episodi avversi di quell’avverso epilogo del torneo, ascoltando alcune voci su promesse arrivate negli spogliatoi dell’Olimpico, Moratti si convince che dietro la rimonta dei bianconeri ci sia stata una spinta arbitrale orchestrata da forze esterne. Quello che nel 1998 (RonaldoIuliano) era solo un sospetto diventa una certezza: la Juve è aiutata.”. Una certezza. Nel racconto di cecere Moratti diventa un detective, che lascia la presidenza a Facchetti per essere “libero di indagare” (sic!). Ed ecco il frutto di tanta fatica: nel 2006 “al termine del processo Calciopoli, la giustizia sportiva assegna a Moratti lo scudetto tolto alla Juve: il presidente lo considererà il più significativo della sua collezione privata proprio perché accerta il marcio da lui sospettato da tempo. E cioè che il calcio italiano ha «usato» per anni i suoi milioni spesi sul mercato per ricavare vantaggi economici salvo poi bidonarlo sul piano sportivo con una rete illecita di connivenze e alleanze”.

Ora, non è questa la sede per riaprire il discorso-calciopoli in tutte le sue implicazioni, e del resto sono ancora in corso procedimenti penali. Ma qui si va oltre la sentenza sportiva, a oggi agli atti. Qui, andando ben oltre le (presunte) risultanze del procedimento del 2006 si afferma senza mezzi termini l’irregolarità costante dei campionati vinti dalla Juventus, “aiutata” con “certezza” nel “marcio accertato” di “una rete illecita di connivenze e alleanze”, a partire come minimo dal 1998, con tanto di corruzione perpetrata verso la Lazio nel 2002, se la lingua italiana ha un significato.

Mai la Gazzetta era stata tanto esplicita in questo tipo di affermazioni. Ora, dire che la Juventus è stata riconosciuta colpevole di illecito sportivo per uno specifico campionato al momento è – purtroppo – cronaca. Dire che almeno dal 1998 è certo che la Juventus fosse aiutata da una rete.illecita di connivenze e alleanze e da un sistema sicuramente marcio, e che ha ottenuto con “promesse illecite” che la Lazio facesse il suo dovere di club professionistico nel 2002, è diffamazione.

Cos’altro si vuole di più? La Juventus FC che fa?
Vecchiasignora.com chiede che in questo caso plateale, la società si muova, e agisca con tutti i mezzi del caso per tutelare la sua immagine, la sua reputazione, la sua storia.

Chiediamo di reagire. Di esserci. Di battere un colpo.

Lo staff di vecchiasignora.com

NB: Chiediamo all’utenza di condividere e far girare il comunicato, evitiamo di andare oltre con i contenuti dei post: non è nel nostro stile, non serve e si tende un fianco verso chi è nel torto.”

 

Juvenews.eu

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