Juve-Vintage contro il Real: tosta e operaia

Juve-Vintage contro il Real: tosta e operaia

(di Francesco Repice – Radiocronista “Tutto il calcio Minuto per Minuto) Altro che Real Madrid, altro che Coppa Campioni, altro che distrazioni insomma. In casa Juventus certi lussi non può concederseli nessuno, nemmeno dopo due campionati stravinti. Altro giro, altra corsa, altra formazione sempre però con il 3-5-2 d’ordinanza. Il…

(di Francesco Repice – Radiocronista “Tutto il calcio Minuto per Minuto) Altro che Real Madrid, altro che Coppa Campioni, altro che distrazioni insomma. In casa Juventus certi lussi non può concederseli nessuno, nemmeno dopo due campionati stravinti. Altro giro, altra corsa, altra formazione sempre però con il 3-5-2 d’ordinanza. Il centrocampo da corsa e senza regista è l’ennesima intuizione di Conte preparata giusto giusto per la trasferta di Parma. Squadra da battaglia. Dove a perdere terreno sono Giovinco, all’ennesima occasione persa e Claudio Marchisio ancora lontano parente del giocatore che tutti conosciamo.
Per il resto tutto come prvisto: il calcio da cortile (nel senso più nobile della parola) di Tevez, come la rabbia di Quagliarella che lo sostituisce e, di fatto, risolve la partita con il contributo decisivo di Pogba.
Ora, se in campionato il copione è decisamente scritto, con tre squadre che lotteranno fino all’ultimo per la vittoria finale, in Champion’s la solfa cambia e non di poco. Dopodomani sera la Juve si giocherá molto del suo futuro europeo e sarà costretta a farlo contro la favorita assoluta della competizione. Che però mostra qualche crepa. Soprattutto nella concentrazione dei singoli sull’evento. Prendete ad esempio il derby con il Rayo Vallecano: d’accordo, la partita il Real alla fine l’ha vinta; certo, le merengues erano avanti 3 a 0 e forse hanno archiviato la pratica con troppi minuti d’anticipo. Epperò, una partita come quella di ieri non può essere messa a repentaglio quando ti chiami Real Madrid. Ciò che alla Juventus è successo ed ha fatto giustamente notizia è capitato una volta in 3 anni: il kappaò di Firenze ha rappresentato l’eccezione non certo la regola della quale invece soffre con una certa continuità l’Armada Blanca.

Ed è qui che Conte dovrà fare la differenza con la squadra di Carletto Ancelotti: far beare gli spagnoli nella loro supponente grandezza può essere la strada giusta per una vittoria di esiziale importanza. Per tanti motivi, non ultimo quello economico. Ve la immaginate la Juve fuori dagli ottavi di Champion’s? Ve lo immaginate il clima nella stanza dei bottoni bianconera, quella vera, quella dove si allargano e si stringono i cordoni della borsa, all’indomani di un flop continentale? E vi meraviglierste, in questo caso, se riprendessero a circolare le voci su Pogba, con, immediatamente dopo, quelle sulla sindrome da accerchiamento destabilizzante? Ecco, allora evitiamoci tutto questo e chiediamo alla Juve di fare la Juve: bella, cinica e operaia, così come ci ha insegnato nel corso della sua gloriosa storia.

juvenews.eu

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