Totti e Buffon, i “Capitani coraggiosi” amici da sempre

Totti e Buffon, i “Capitani coraggiosi” amici da sempre

TORINO – Gigi Buffon e Francesco Totti si conoscono da una vita, nel vero senso della parola; da quando, giovanissimi, iniziarono insieme la trafila nelle varie Nazionali giovanili: classe 1976 il capitano giallorosso, classe 1978 quello bianconero, questi due campioni sono tra i simboli assoluti del calcio italiano. Gigi è…

TORINO – Gigi Buffon e Francesco Totti si conoscono da una vita, nel vero senso della parola; da quando, giovanissimi, iniziarono insieme la trafila nelle varie Nazionali giovanili: classe 1976 il capitano giallorosso, classe 1978 quello bianconero, questi due campioni sono tra i simboli assoluti del calcio italiano. Gigi è ritenuto quasi all’unanimità il miglior portiere nostrano dal dopoguerra ad oggi, Francesco è invece il goleador più profilico degli ultimi 80 anni in Serie A, con 230 gol all’attivo. Tra i due c’è un rapporto di sincera stima, di amicizia vera, come dimostrano i frequenti attestati di stima che, nel corso degli ultimi venti anni, i due si sono vicendevolmente riservati. Sul terreno di gioco, però, non si sono risparmiati degli “sgambetti”: come quando il numero 1 bianconero, nel dicembre del 2011, neutralizzò un rigore di Totti all’Olimpico in un confronto poi terminato 1-1. Il capitano capitolino, però, ha nel trentacinquenne di Carrara la sua vittima preferita: sono dieci le reti segnate dal numero 10 al suo collega ed amico. La più recente risale all’ultimo confronto tra Roma e Juve, lo scorso febbraio, quando un missile di Totti a metà ripresa regalò ai giallorossi la vittoria e inflisse alla squadra di Conte una delle rarissime sconfitte di questo 2013.

Un’amicizia, come dicevamo, iniziata negli anni ’90, in maglia azzurra, in una cavalcata che li ha portati a conquistare il Mondiale di Germania nel 2006: il romanista veniva da un grave infortunio e non rese al massimo, mentre l’estremo difensore juventino fu protagonista assoluto. Domenica sera, loro due, insieme a Pirlo, Barzagli e De Rossi, saranno i reduci di quell’avventura magnifica, culminata nella notte del 9 luglio a Berlino. Si abbracceranno per l’ennesima volta, i due Campioni, al momento dello scambio dei gagliardetti, come fanno ormai da una vita: Gigi con la sua espressione affabile e divertita, Francesco col suo sorrise sornione ma sincero; due “capitani coraggiosi”, che hanno scelto di rimanere nelle loro squadre anche quando le cose andavano male e avrebbero potuto benissimo andare altrove, per collezionare gloria, trofei e moneta sonante. “No, grazie”, hanno risposto i due alle lusinghe straniere, alle sirene dei vari Real Madrid, Inter, Chelsea e Barcellona. E pensare che Totti, giusto qualche anno fa, aveva iniziato a “marcare stretto” Buffon per convincerlo a vestire il giallorosso: niente da fare.

Oggigiorno si fa un gran parlare dell’assenza delle bandiere nel calcio. Ebbene, Gigi e Francesco sono le eccezioni: in un ambiente dove il Dio denaro può comprare tutto e tutti, loro sono due mosche bianche. Non potrebbe essere altrimenti, del resto: non sono uguali agli altri, non potrebbero esserlo nemmeno se volessero. E proprio in questo risiede il segreto della loro grandezza: non sono rari, sono unici.

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