TEVEZ: “Sto bene, ma vorrei da Conte…”

TEVEZ: “Sto bene, ma vorrei da Conte…”

Carlos Tevez, l’Apache, il top player che la Juve aspettava, si racconta in un’intervista esclusiva a La Stampa e parla di tutto, dall’eredità della maglia numero 10 di Del Piero (”Conosco la sua storia”) a Balotelli, suo ex compagno nel City. Già entrato da protagonista nell’universo bianconero, con il gol…

Carlos Tevez, l’Apache, il top player che la Juve aspettava, si racconta in un’intervista esclusiva a La Stampa e parla di tutto, dall’eredità della maglia numero 10 di Del Piero (”Conosco la sua storia”) a Balotelli, suo ex compagno nel City. Già entrato da protagonista nell’universo bianconero, con il gol alla Lazio in Supercoppa italiana e quello della vittoria nella prima di campionato, sabato scorso a Genova con la Samp, l’argentino svela come si sta adattando alla serie A (”Più difficile della Premier perché non si può tenere troppo il pallone, Conte in dieci lezioni mi ha spiegato tutto”) e dice di vedersi “una seconda punta, quindi adattissima al modulo del tecnico: mi piace stare al centro del gioco”.  

A 29 anni, dopo aver vinto tutto, il fuoriclasse campione d’Europa con il Manchester United (2008) e del Sud America con il Boca Juniors (2003) è pronto a guidare la Juve verso nuovi traguardi: “A noi manca forse qualcosa per essere davvero i più grandi, ma in Champions dobbiamo provarci”.  

TATTICA -«Da voi è più difficile che in Inghilterra, perciò ho dovuto modificare qualcosa. La prima lezione è che in Italia non si può tenere tanto la palla, perché se salti il primo o il secondo avversario ne spunta un terzo e la prende. Un attaccante deve essere bravo nel movimento. Conte mi guida nel cambiamento: mi avrà già consigliato dieci cose che alla fine si sono rivelate esatte. Quando dissi che cura i dettagli come Ferguson lo pensavo davvero. Sono una seconda punta, perciò mi trovo benissimo nel modulo di Conte. Se dovesse virare verso un 4-3-3 invece vorrei fare la punta centrale, stare largo non mi piace, si ricevono pochi palloni e io ho bisogno di essere al centro del gioco. Per i gol dipende dai palloni che riceverò. Il ruolo non è cambiato. Forse a Manchester andavo qualche volta in più in area di rigore ma non c’è una grande differenza».

LAZIO, MILAN E…- “La Lazio sarà una rogna perché immagino la rabbia accumulata con il 4-0 in Supercoppa. Quanto al sorteggio, per vincere la Champions bisogna essere più bravi di tutti. A noi manca forse qualcosa per essere davvero i più grandi ma dobbiamo provarci. Inter e Milan come possibili altre squadre in Italia: «L’Inter nel 2007 mi lasciava perplesso, era una squadra che si stava formando anche se aveva vinto il campionato. Quanto al Milan, Galliani ha insistito però mi hanno detto che non aveva i soldi per convincere il Manchester City.  

 itasportpress.it

 

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