Tevez: «Messi meraviglioso: sarà il suo Mondiale»

Tevez: «Messi meraviglioso: sarà il suo Mondiale»

TORINO (e.e.) L’urlo dell’Apache. Che parla in Argentina, che spiega e si spiega, sulla questione Nazionale, sul presunto attrito con Leo Messi, su Maradona, sul Boca. Lo juventini ne discute con Luis Ventura, giornalista degli spettacoli di Cronica. Già, perché la sua vicenda più che lo sport riguarda ormai lo…

TORINO (e.e.) L’urlo dell’Apache. Che parla in Argentina, che spiega e si spiega, sulla questione Nazionale, sul presunto attrito con Leo Messi, su Maradona, sul Boca. Lo juventini ne discute con Luis Ventura, giornalista degli spettacoli di Cronica. Già, perché la sua vicenda più che lo sport riguarda ormai lo show mediatico. Lui sul campo segna in maglia bianconera, fa il suo dovere, è vicino al primo scudetto, eppure non basta (almeno sembra non bastare) per andare ai mondiali. «Tutti mi chiedono perché non ci sto (nella Seleccion, ndr), però io non devo rispondere a questa domanda perché mancherei di rispetto a Sabella. Le cose stanno come stanno, punto».

 

AMICO LEO L’attaccante della Juventus, dicono in tanti, sarebbe osteggiato dall’Albiceleste dopo uno screzio con Lionel Messi. «Non so da dove escono simili barbarità. Tutti le pubblicano ma la verità è che con Messi mi levo dieci punti. Abbiamo condiviso tanti momenti, allenamenti, partite e mai c’è stata una differenza di vedute. E’ una persona deliziosa e molto educata. Questo deve essere il suo Mondiale e glielo auguro di cuore, perché è un giocatore meraviglioso. Lui e Cristiano (Ronaldo), con il quale ho giocato a Manchester, sono i migliori giocatori del mondo». Tevez nega pure di aver un brutto rapporto con il ct Alejandro Sabella. «Siamo stati insieme nel mio passaggio in Brasile, quando giocavo nel Corinthians e abbiamo avuto una relazione fantastica. Mai un problema, era un rapporto cordiale, molto buono».

IL BOCA Carlitos vuole vincere tutto nei tre anni di contratto con la Juventus, poi vorrebbe tornare al Boca, l’amore di sempre. «E’ la mia gente, la mia “camiseta” e lo sarà per tutto la mia vita. Però ci vorrei tornare in un club pacificato, non con i dirigenti contro i giocatori e i tifosi. Vorrei tornare in un Boca dove si discute solo di entrare in campo per vincere campionati in allegria. Questo è il Boca dove vorrei tornare un giorno». E poi non manca l’argomento Diego Maradona. «Forse sono stato equivocato, un tempo. Ma io lo vorrei sempre allenatore del’Argentina».

tuttosport

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