TEVEZ: ” Il Boca è la mia casa, ma ora penso solo alla Juve”

TEVEZ: ” Il Boca è la mia casa, ma ora penso solo alla Juve”

A poche ore dal primo, fondamentale round di Champions con il Borussia Dortmund, Carlos Tevez è stato protagonista di una lunga intervista al quotidiano spagnolo El Pais. Tra passato e presente, il fuoriclasse argentino ha ripercorso tante tappe della propria vita, dalla dura infanzia nei pericolosi barrios di Buenos Aires,…

A poche ore dal primo, fondamentale round di Champions con il Borussia Dortmund, Carlos Tevez è stato protagonista di una lunga intervista al quotidiano spagnolo El Pais.

Tra passato e presente, il fuoriclasse argentino ha ripercorso tante tappe della propria vita, dalla dura infanzia nei pericolosi barrios di Buenos Aires, alla genesi della propria passione calcistica, fino all’ammirazione per i miti Maradona e Batistuta. 

Ma ai tifosi juventini interessano soprattutto le parole sul futuro, e il tormentone legato al ritorno al Boca Juniors, club in cui El Diez è cresciuto e ha giocato i primi 4 anni della carriera, conquistando un Apertura, una Libertadores e un’Intercontinentale (contro il Milan).

 

 

Che avverrà, come l’Apache ha già detto più volte. 

Ma, con buona pace del presidente Xeneise Angelici e dell’ultimo arrivato Pablo Osvaldo, non prima del 2016:

Il Boca per me è una questione di famiglia, una passione difficile da spiegare. Prima di essere stato un giocatore, sono un tifoso – dice Tevez – Ogni domenica alla Bombonera è una festa, che si vinca o si perda. Qualunque tifoseria del mondo contesta o fischia quando la propria squadra perde, al Boca invece c’è sempre allegria”.

Ma il presente ha i colori bianconeri: “La Juve è la mia seconda casa. Mi hanno trattato benissimo dal primo giorno, dal presidente alla persona meno importante, mi hanno sempre fatto essere felice. Adesso sto bene, e fino a quando sarà così il mio obiettivo è restituire in campo tutto il bene che ho ricevuto”.E a proposito di presente, Tevez non si rifugia nella retorica per descrivere le differenze tra Conte e Allegri. 

L’Apache era subito entrato in sintonia con l’attuale c.t. dell’Italia: stessa fame di vittorie, stesso attaccamento al lavoro.

Forse troppo…: “Conte era un vincente, con lui non ci si poteva rilassare un secondo con lui, né in allenamento, né tantomeno in partita. Per lui esisteva solo la vittoria, e dopo averla ottenuta pensava subito a quella successiva. 

Allegri è più rilassato, ci concede delle pause soprattutto dopo una vittoria”.Il passaggio ha comportato anche cambiamenti nelle mansioni tattiche:

Con Conte giocavamo con due punte vicine, mentre Allegri ci chiede movimenti fissi solo in fase difensiva, mentre in attacco siamo più liberi di spaziare. Io ho più libertà di movimento” spiega Tevez.

Così Tevez arriva a confermare quanto già emerso nella prima fase dellaChampions, ovvero come il nuovo corso juventino sembri più adatto a fare strada in Europa:

Quest’anno in Champions giochiamo diversamente, siamo più preparati sotto l’aspetto fisico e mentale. Vogliamo andare il più avanti possibile“.

Il numero 10 bianconero ha poi parole dolci per il calcio italiano:

“In Italia ho ritrovato il piacere di giocare a calcio, che avevo perso in Inghilterra. Quando litigai con Mancini a Manchester, pensai anche al ritiro, poi per fortuna è arrivata la Juve. La Serie A mi ha fatto maturare molto anche dal punto di vista professionale. Qui si pensa molto alla tattica, ci sono molte squadre che pensano soprattutto a difendersi, per fare risultato serve un’ottima preparazione fisica, e mentale. Non mi ero mai allenato così tanto e bene come da quando sono in Italia…”. (90min.com)

 

Juvenews.eu

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