Tacchinardi: “Contro l’Atalanta sarà dura”

Tacchinardi: “Contro l’Atalanta sarà dura”

TORINO – Alessio Tacchinardi, due anni nell’Atalanta fra settore giovanile e prima squadra, 11 nella Juve in cui ha vinto tutto. Solo lei può sapere cosa devono aspettarsi oggi i bianconeri. Qualcuno sostiene che oggi i campioni d’Italia andranno a passeggio. Anche lei nota tutto questo squilibrio? «In Italia non…

TORINO – Alessio Tacchinardi, due anni nell’Atalanta fra settore giovanile e prima squadra, 11 nella Juve in cui ha vinto tutto. Solo lei può sapere cosa devono aspettarsi oggi i bianconeri. Qualcuno sostiene che oggi i campioni d’Italia andranno a passeggio. Anche lei nota tutto questo squilibrio?
«In Italia non è mai così. Anzi, quella di Bergamo sarà una trasferta terribilmente difficile, una delle più toste nella stagione dei bianconeri. L’ambiente è bello caldo, la partita è molto sentita. Aggiungiamoci un grande allenatore come Colantuono, un presidente ambizioso come Percassi, il fatto che i nerazzurri facciano più punti in casa che fuori e si capirà bene come oggi anche una Juventus, già così eccezionale, troverà delle difficoltà».

Certo, Tevez e soci stanno viaggiando a ritmi pazzeschi in campionato.
«Vero, ma la gara sarà comunque insidiosa. Conosco molto bene la piazza di Bergamo: la tifoseria sente molto questa partita, ci sarà tensione, in campo si respirerà un’aria elettrica. Il popolo atalantino ti dà molto, ma è altrettanto esigente».

Sarà per caso una riedizione in “piccolo” della bolgia di Istanbul?
«Sì. La verità è che, se non hai personalità, non riesci a giocare nell’Atalanta».

Tra le società non mancano i punti in comune.
«Tutt’altro, si assomigliano molto. Il detto “poche parole e tanti fatti” vale per entrambe».

Baselli e Bonaventura, come ammesso su queste colonne dal dg Pierpaolo Marino, sono nel mirino della Juve. Sarebbe meglio per loro restare ancora un po’ in provincia?
«Non li metto sullo stesso piano. Da anni Bonaventura migliora a livello di continuità di rendimento. È pronto a fare il grande salto, la sua sarà una carriera promettente: nella Juve starebbe bene. Baselli, dal canto suo, sta sviluppando qualità notevoli e una buona personalità, però gli servirebbe ancora un paio d’anni per maturare. Perché di Pogba ne nasce uno ogni cent’anni…».

Intanto il gossip racconta che Giovinco e Vucinic avrebbero
«Ma io ci penserei due volte prima di lasciare una società come la Juventus. Certo, quando ti senti importante, provi il bisogno di giocare e metterti in mostra ma l’allenatore fa determinate scelte, lo capisco. In questo momento Conte ha trovato la coppia perfetta in Llorente e Tevez, senza contare che col 3-5-2 sta facendo grandissime cose: se il modulo non cambierà, ci sarà sempre meno spazio per Giovinco e Vucinic. Ma in bianconero ci sono ancora tanti trofei da provare a conquistare».

Lei non vede un’alternativa, appunto, al 3-5-2?
«Mi piacerebbe veder giocare tre mezze punte dietro Llorente, magari con l’innesto di Menez. In quel senso, forse, tutti potrebbero trovare spazio, compreso Giovinco che si gioca pure i Mondiali e sa che, ora come ora, Prandelli non può convocarlo. Ecco, se proprio dovesse andar via, meglio comunque restare in Italia: all’estero perdi prestigio».

Cosa manca ai campioni d’Italia per tornare vincenti anche in Champions?
«Quest’anno il percorso si è interrotto bruscamente perché è stata la Juve a sbagliare, al di là del fatto che sia stata danneggiata contro il Real e per il campo di Istanbul. È un problema mentale: i bianconeri non possono non passare questo turno e sarebbero potuti arrivare fino ai quarti senza problemi. In Europa la squadra è ancora un po’ bloccata, non azzanna gli avversari come in Italia. In questo senso la vittoria in Europa League farebbe solo bene. Se invece si parla di rivincere la Champions…».

Basterebbe Nani?
«Il portoghese è un grande calciatore, ma non un fuoriclasse. E nel 3-5-2 farebbe parecchia fatica a giocare, a meno che non si voglia snaturare. Nani non è Cuadrado. E lo stesso discorso vale per Menez».

Il Mondiale senza Tevez è un controsenso?
«Non esiste che l’Argentina giochi senza di lui: ha grandi attributi, voglia, attaccamento alla maglia, ama moltissimo la sua terra. La sua assenza sarà un peccato, anche se con Higuain, Aguero e Messi l’Argentina è chiamata a vincere. Diversamente, sarebbe un piccolo fallimento generazionale».

Buffon, se l’Atalanta acconsentirà, salirà sul podio dei portieri più imbattuti di sempre.
«Se lo merita, anche se una carriera non si giudica dai record. Gigi l’ho visto crescere, è un ragazzo fantastico: è nettamente superiore a Sebastiano Rossi e Dino Zoff, da anni è il più forte portiere al mondo. Però lui banchetterebbe volentieri questo primato con qualche trofeo in più, tipo una Champions».

Cosa pensa del corteggiamento di alcuni top club europei su Conte?
«Antonio è il miglior allenatore in circolazione. E i migliori sono competitivi e ambiziosi: a loro darebbe fastidio il fatto di non potersi confrontare con chi spende cifre importanti. Lui vorrà di più dalla Juve e la società cercherà di accontentarlo. Credo che, almeno per un altro anno, resterà per provare ad azzannare la Champions: l’incastro con la Juventus è perfetto. Poi magari si guarderà attorno: farebbe bene ovunque in Europa. Per la Nazionale ci sarà tempo: Antonio ha ancora la passione e il fuoco dentro, vuole vivere le sensazioni del campo ogni giorno».

(fonte tuttosport.com)

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