Sig.ra Benitez: “Oggi vinciamo. Gli italiani del nord non sono come quelli del sud”

Sig.ra Benitez: “Oggi vinciamo. Gli italiani del nord non sono come quelli del sud”

A Il Mattino, ha parlato la signora, Montse, miglie di Rafa Benitez: 46 anni, madrilena, occhi color nocciola: “Non vi preoccupate, oggi vinciamo. È una partita difficile, perché negarlo, ma sono ottimista, incrociamo le dita e forza Napoli, coraggio ragazzi. Rafa dice sempre che bisogna fare tesoro degli errori commessi,…

A Il Mattino, ha parlato la signora, Montse, miglie di Rafa Benitez: 46 anni, madrilena, occhi color nocciola: “Non vi preoccupate, oggi vinciamo. È una partita difficile, perché negarlo, ma sono ottimista, incrociamo le dita e forza Napoli, coraggio ragazzi. Rafa dice sempre che bisogna fare tesoro degli errori commessi, si perde e si va avanti. Dopo ogni partita guarda e riguarda il video cento volte per capire dove ha sbagliato e come correggere il tiro. Il mio Rafa, un uomo gentileanche quando allena la famiglia. Ormai si gioca ogni tre giorni, muoversi per lui è praticamente impossibile. Ci vediamo poco, una  volta al mese, non di più. A Napoli. Vengo con le bambine, hanno sempre una grande nostalgia. Non riesco a tenerle lontane dal padre troppo tempo. Vanno fiere di essere le figlie di Benitez, sono orgogliose.

 

 

L’unica cosa che non riescono a capire è perché con il loro papà non possono fare una vita normale. Vorrebbero andare al cinema con lui, a mangiare un gelato, al parco giochi. Invece è impossibile. Siamo blindati. Quando usciamo, neanche troppo spesso, lo facciamo sempre in gran segreto altrimenti è il caos. Rischiamo regolarmente di creare problemi di ordine pubblico. Ma qualcosa dobbiamo pur fare. Non è che posso tenere le bambine perennemente segregate. Quando è possibile andiamo in giro per monumenti. Adoro l’arte e la storia, quella di Napoli in particolare. Sono io che faccio da guida a Rafa, gli ho fatto scoprire il meglio di questa città. I nostri tour sono privati, dopo l’orario di chiusura. Con Rafa al seguito non si potrebbe fare diversamente. Anche quando ci organizzano le visite private si parte solo noi quattro con la guida e si finisce in corteo. Un po’ alla volta spuntano i parenti della guida, i figli degli uomini della vigilanza, la sorella della cassiera, l’impiegato, suo fratello… E allora ”Rafa una foto. Mio marito è abituato, secondo me gli piace pure, si lascia fotografare volentieri, i tifosi napoletani fanno parte della sua vita. E adesso anche della nostra. Non ho un buon ricordo del periodo a Milano. Gli italiani del nord non sono come quelli del sud, un po’ come in Spagna d’altronde. Avevo molte difficoltà a comunicare con la gente, anche per le bambine non è stato facile. Perfino i tifosi erano diversi. In ogni caso è durato tutto molto poco. In Inghilterra mi sento a casa, ormai viviamo qui da dieci anni. Ho seguito Rafa fino a quando è stato possibile convinta come sono che la famiglia deve essere unita e viene prima di tutto. Purtroppo arriva il momento in cui non è più possibile farllo. Liverpool è la loro città, la scuola, gli amici, lo sport. No, non hanno alcuna intenzione di andar via. E poi anche Rafa ed io qui ci stiamo volentieri. Liverpool è una città dove si vive bene. Lo lasciano tranquillo, può andare in giro come e quando vuole senza problemi. Recentemente lo hanno anche nominato cittadino onorario. Mette gli shorts, fa lunghe passeggiate nel bosco, nuota, si allena, gioca con le figlie. Abbiamo vissuto prima a Madrid, poi ci siamo trasferiti in Estremadura, dove è nata Claudia, quindi a Tenerife e a Valencia, dove invece è nata Agata, a Liverpool circa otto anni e a Milano per non più di sei mesi. Claudia e Agata hanno bisogno di stabilità. Quando erano piccole potevo portarle in giro più facilmente, adesso che hanno 15 e 11 anni no”.

(Tuttojuve.com)

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