“SE NON SERVO VADO VIA”

“SE NON SERVO VADO VIA”

(di Francesco Repice – Radiocronista Radio Rai) – C’era proprio bisogno di stuzzicare il fan che placidamente e beatamente dormiva sonni e sogni di gloria? C’era proprio bisogno di inquietare una delle pedine fondamentali del “double” fino a costringerlo ad uscire così roboantemente allo scoperto? Immaginiamo che il malumore palesato…

(di Francesco Repice – Radiocronista Radio Rai) – C’era proprio bisogno di stuzzicare il fan che placidamente e beatamente dormiva sonni e sogni di gloria? C’era proprio bisogno di inquietare una delle pedine fondamentali del “double” fino a costringerlo ad uscire così roboantemente allo scoperto? Immaginiamo che il malumore palesato da Mirko Vucinic non avrà reso felice Antonio Conte. Che per parte sua non ha deragliato di un millimetro dalla sua condotta: giocano i più in forma a prescindere dal nome e dal numero di maglia scritti sulle spalle. Prendete LLorente, oggetto misterioso per almeno 3 mesi, fino a quando cioè lo spagnolo non si è messo in pari con la condizione atletica dei compagni di squadra. Oggi, così come Tevez, è considerato un titolare inamovibile. Evidentemente troppo per l’autostima di Vucinic che ha dalla sua una tecnica sopraffina, ma una discontinuità altrettanto evidente. Di fatto non è stato LLorente a togliergli la prima squadra, bensì Tevez. L’Apache, dall’alto del suo valore internazionale è capace di interpretare al meglio il ruolo cucitogli dall’allenatore nello spartito bianconero: fare gol d’accordo, ma anche inventare per gli altri.

Esattamente ciò che è sempre stato chiesto all’ex romanista. Il quale ha risposto con una certa intermittenza alle richieste di Conte, specie nelle ultime settimane.
Epperò, c’era proprio bisogno di turbare l’armonia dello spogliatoio scatenando la reazione di Mirko? Al dopo Atalanta l’ardua sentenza.

juvenews.eu

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