Sciopero de ‘La Gazzetta dello Sport’ e attacco alla FIAT

Sciopero de ‘La Gazzetta dello Sport’ e attacco alla FIAT

TORINO – Chi si sarà recato oggi in edicola, come riporta tuttojuve, non avrà trovato la Gazzetta dello Sport. Sciopero, motivazioni? Quelle di un comunicato di ieri: “La redazione ha deciso di scioperare di fronte all’ennesimo episodio di mala gestione da parte della proprietà e del management dell’azienda. Ci voleva…

TORINO – Chi si sarà recato oggi in edicola, come riporta tuttojuve,  non avrà trovato la Gazzetta dello Sport. Sciopero, motivazioni? Quelle di un comunicato di ieri: “La redazione ha deciso di scioperare di fronte all’ennesimo episodio di mala gestione da parte della proprietà e del management dell’azienda. Ci voleva il ritorno della Fiat come azionista di maggioranza del gruppo Rcs per assistere allo scempio della “svendita” del palazzo storico di via Solferino e di quello di via San Marco a Milano, deliberata mercoledì dal consiglio di amministrazione e comunicata in tardissima ora sperando non facesse troppo rumore. (…)”.

Ovviamente dispiace per i tanti bravi giornalisti che scrivono per lo storico giornale sportivo italiano, dispiace meno per coloro che da anni hanno spinto i tifosi della Juvenfus lontano dalla Gazzetta, tenendo posizioni che la maggioranza del popolo bianconero considera non uniformi ed equidistanti. Dispiace anche per coloro che hanno fatto abbonamenti on line e cartacei e non godranno per due giorni di un servizio regolarmente pagato. 

Detto questo ieri nei forum e online si è diffusa la sensazione o quanto meno la paura che quelle parole sulla Fiat, rinforzata da quella successiva: “Errori che partono da lontano ma hanno nomi e cognomi. Dagli Anni 90, quando la stessa Fiat rifila a Rcs la Fabbri decotta facendosela pagare ampiamente (risultato: zavorra di debiti e svariati posti di lavoro in fumo). Per arrivare alla fallimentare operazione spagnola per l’acquisto di Recoletos nel 2007, che definire torbida è poco. Vittorio Colao, ultimo manager indipendente di questa azienda, boccia l’acquisto. E allora cosa fanno gli azionisti? Via Colao e dentro Antonello Perricone, “suggerito” da Luca di Montezemolo. Immediato semaforo verde per la frittata spagnola, con un’azienda già in crisi strapagata 1.100 milioni di euro. Dopo di che, al termine di un lustro di vuoto pneumatico in termini di idee e investimenti, Perricone saluta portandosi via una lautissima e clamorosamente immeritata buonuscita da 3,4 milioni di euro. Dove finisce? A fare l’amministratore delegato di Italo, il treno di Montezemolo e Della Valle (…)”, possano portare a qualche ritorsione futura verso chi rappresenta la Fiat nello sport, non è difficile capire chi. Già in passato i tifosi bianconeri si sono allontanati dal giornale proprio per questo e per le valutazioni francamente poco comprensibili sulle vicende del 2006. Come sempre vigileremo e resteremo attenti affinché la Juventus non venga danneggiata, fin dalle prossime volutazioni della sfida di Torino.

 

 

Juvenews.eu

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy