Roma-Juve, possibile inversione di campo

Roma-Juve, possibile inversione di campo

ROMA – Altro giro altra corsa. E così, esattamente dopo un anno, ecco di nuovo la stessa identica storia. Ancora la parola “concomitanza” a non lasciare tranquilla la Roma. Concomitanza… Il termine è inserito nel regolamento di Coppa Italia, si riferisce al turno di gioco e non a due partite.…

ROMA – Altro giro altra corsa. E così, esattamente dopo un anno, ecco di nuovo la stessa identica storia. Ancora la parola “concomitanza” a non lasciare tranquilla la Roma. Concomitanza… Il termine è inserito nel regolamento di Coppa Italia, si riferisce al turno di gioco e non a due partite. La possibilità? Che i giallorossi di Garcia siano costretti a giocare in casa della Juventus il quarto di finale già in programma all’Olimpico di Roma per martedì 21 gennaio. Nel caso specifico le due partite con carattere di “concomitanza” (di turno appunto, vale a dire il quarto di finale) potrebbero essere proprio Roma-Juventus e un eventuale Lazio-Atalanta (gli ottavi Lazio-Parma e Napoli-Atalanta si giocheranno la prossima settimana). Due quarti di finale, quindi, con le due squadre romane che da calendario dovrebbero giocare entrambe all’Olimpico. A quel punto la Lazio avrebbe diritto al campo di casa, non per essere arrivata davanti alla Roma nello scorso campionato (i giallorossi hanno chiuso davanti) ma perché detentrice della Tim Cup. Nulla accadrebbe se la Lazio non dovesse ottenere la qualificazione. O se, in alternativa, passasse il Napoli: a quel punto contro la squadra di Reja si giocherebbe al San Paolo (Napoli secondo l’anno scorso).

PRECEDENTE – Tutto proprio come nella scorsa stagione, quando la Roma dopo aver pensato al ricorso, giocò al Franchi contro la Fiorentina e passò grazie a un gol di Destro nei supplementari. I calendari, non solo quello di Coppa Italia, sono stilati anche in base alle esigenze televisive. Della Rai in questo caso. Ma i palinsesti televisivi c’entrano fino a un certo punto. Anche l’anno scorso la Lazio aveva giocato più di due settimane prima all’Olimpico ma alla fine la Roma fu ugualmente costretta ad andare a Firenze. Proprio di questi tempi la dirigenza giallorossa, con l’ex dg Baldini in prima linea, era alle prese con il caso inversione: la Roma chiese delucidazioni alla Giustizia Sportiva fino ad arrivare alla Corte Federale, pensò al ricorso e comunque fece sentire in maniera decisa le sue ragioni. Alla fine però fu quasi costretta alla trasferta.

CAOS – Oggi però, a distanza di un anno, sembra quasi che la Lega abbia deciso di complicarsi la vita: il regolamento di Tim Cup è pressochè immutato e quindi il nodo è di nuovo al pettine, con tutte le distinzioni del caso visto che stavolta si tratta di Roma-Juve (o Juve-Roma) a distanza di soli quindici giorni dal 3-0 di Conte e i suoi inflitto alla squadra che più di tutte le altre aveva dimostrato di poterne tenere il passo. Il punto 3.7 del regolamento, relativo ai quarti di finale, è lì e parla chiaro: «…la vincente della Competizione (Coppa Italia, ndr) o in subordine la società meglio classificata nell’ultimo campionato mantiene il diritto di giocare in casa». Al di là del fatto che a un anno di distanza si pensava di non dover di nuovo avere a che fare con tali problemi, stupisce che proprio la Lega, con comunicato ufficiale del 9 dicembre 2013, aveva stabilito il programma: Roma-Juventus martedì 21 gennaio e l’altra partita in questione (quella in cui potrebbe esserci la Lazio con diritto di giocare a Roma) mercoledì 29 gennaio. Dov’è la concomitanza? Eppure oggi, con otto giorni di distanza tra una partita e l’altra e un programma già stabilito dalla Lega un mese fa, c’è ancora lo stesso problema. E c’è sempre la Roma come “vittima” di una situazione poco chiara. Ah già, è questione di concomitanza…

(fonte: corrieredellosport.it)

Juvenews.eu

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