RITORNO – Marchisio al centro del mondo di Allegri

RITORNO – Marchisio al centro del mondo di Allegri

Marchisio

RITORNO – E’ sempre lui, al centro del mondo: Claudio Marchisio è la medicina, buona, questa volta, che la Juve aspetta con ansia per guarire dalle febbri sudate di questo inizio di stagioni. Tra visioni, Draxler, dove sei?, e lunghi sonni, il primo tempo con la Roma, la Juve ancora scotta di febbre, dopo un inizio di stagione shock, come non accadeva da millenni, più o meno. Torna Marchisio, a Torino si contano i minuti: la qualità del centrocampo ha smesso di crescere come la famosa erbetta sotto i piedi di Attila. Non è ben chiaro se l’Attila bianconero si chiami Assenza (troppi gli addii, troppo importanti, anche dal punto di vista sentimentale), assenza al quadro (di un mercato un po’ avari di emozioni dell’ultimo minuto) o assenza al cubo di spiegazioni plausibili per questo inizio di stagione, in cui con i nuovi acquisti si segue la linea Maginot dell’attesa dell’autobus. Quando si accenderà uno di quelli che aspettano, arriverà il suo autobus a portarlo in campo. E in tempi magri, con vuoti affettivi, le radici di cui può fregiarsi Marchisio, e la sua promessa di amore pressoché eterno, almeno fino al 2020, troveranno di nuovo terreno fertile nel centrocampo ideato e composto da Allegri: con Hernanes, pochi metri più avanti, la qualità del Principino, elevato dalla proprietà bianconera fin d’in su la vetta de la torre antica del mito, potrà trovare la massima espressione. E la tifoseria potrà riconoscersi ancora, innamorarsi ancora, senza il rischio che arrivi una vecchia fiamma, un Boca affascinante e prepotente, a portarselo via.

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