QUI MILAN – Robinho:’ Voglio segnare alla Juve’

QUI MILAN – Robinho:’ Voglio segnare alla Juve’

A forza di insistere, devono averlo convinto davvero. E se Berlusconi si è limitato a un discorso istituzionale (“per noi sei molto importante, vorremmo restassi qui”), Galliani invece è andato al di là della fantasia, raccontandogli che “quella di Milanello non è neve, ma sabbia bianca”, che “le temperature milanesi…

A forza di insistere, devono averlo convinto davvero. E se Berlusconi si è limitato a un discorso istituzionale (“per noi sei molto importante, vorremmo restassi qui”), Galliani invece è andato al di là della fantasia, raccontandogli che “quella di Milanello non è neve, ma sabbia bianca”, che “le temperature milanesi non sono poi così male” e che “per fare i bagni in mare puoi aspettare ancora qualche anno”. Beh, il pressing ha spedito la palla in rete perché Robinho alla fine è rimasto. Certo, se il Santos in quei giorni di gennaio avesse alzato ancora un po’ l’offerta (si fermò a 9 milioni), adesso probabilmente staremmo parlando di un’altra storia. Robi, nonostante fosse iniziato il ritiro invernale rossonero, rimase in Brasile addirittura di persona (autorizzato dalla società) per curare i propri interessi. Ma l’affare non è andato in porto. A un certo punto a Robinho non è rimasto altro che comprare il biglietto aereo di ritorno e ripresentarsi a Milanello.

Rettilineo — Inizialmente un po’ amareggiato. Sono passati tre mesi e la lotta alla saudade continua, ma ora non sembra più tutta quella montagna da scalare. Robi ha fatto chiarezza nella sua testa, si è confrontato con la famiglia e col Milan, e ha deciso di proseguire l’avventura in rossonero. La stagione, fra problemi fisici, scelte tecniche dell’allenatore e tentazioni di mercato è stata molto complicata ma il brasiliano vuole arrivare all’ultimo rettilineo dimostrando di essere vivo. Di poterci stare. Domenica scorsa col Napoli è stato preferito a El Shaarawy e ora sta per arrivare la Juve, che riporta alla mente ricordi dolci: la gara di andata fu decisa dal suo rigore, a coronamento di una partita stellare da parte di tutti. Dopodomani, a Torino, Robi non sa ancora se scenderà in campo dal primo minuto, ma di una cosa è sicuro: sente di essere finalmente “tornato”. Anche se ora la cresta si è sgonfiata: “Ho scelto di tenerla bassa, tanto faccio gol anche così”.

Robinho, che cosa le ricorda Milan-Juve?
“Una vittoria fantastica e la mia rete. Francamente mi aspetto di segnare anche a Torino”.

La sta facendo facile…
“Tutt’altro, so bene il loro valore. La Juve merita il primo posto ma noi siamo in grado di vincere. Abbiamo la squadra per batterli. Peccato per la squalifica di Balotelli: saremmo stati ancora più forti. Mi piace molto, in campo e come persona”.

Qual è la tattica giusta per affrontare i bianconeri?
“Dobbiamo attaccarli, non lasciarli giocare. Come all’andata. Avevamo marcato benissimo e fatto girare palla molto velocemente. Fu la partita perfetta. Occorre ripeterla per raggiungere il secondo posto. Ci crediamo, ed è normale che sia così: noi siamo il Milan”.

Ci sembra davvero molto calato nella parte. Non dà l’idea di qualcuno vicino al ritorno in Brasile…
“E chi lo dice? Sento dire continuamente che a giugno me ne dovrei andare ma a me non risulta. La saudade, la nostalgia è passata. A gennaio ero in un momento di difficoltà ma ora è passato. Sono molto felice al Milan, piano piano sto ritrovando la condizione e voglio ricominciare qui”.

E con i bagni in mare come la mettiamo?
“Ho tutta la vita per farli, c’è tempo. So di essere in un grande club. Quando sono arrivato qui dissi che avrei voluto rimanere dieci anni: be’, ne mancano ancora sette”.

Lei scade nel 2014, intende dire che le piacerebbe rinnovare?
“Certo, se ne può parlare. Ora voglio chiudere bene la stagione, giocare alla grande la prossima e poi sarà ora del rinnovo. Posso assicurare che queste non saranno le mie ultime sei partite in rossonero”.

Come mai questo cambio di vedute rispetto a qualche mese fa?
“Intanto vorrei precisare che io non ho mai chiesto di essere ceduto, ma è sempre stato il Santos a cercarmi. Comunque, ne ho parlato in famiglia, e insieme abbiamo deciso di restare. Dopo mi sono chiarito con Galliani, gli ho spiegato che era un discorso familiare e non calcistico, perché al Milan non mi manca nulla”.

 

Che cosa le ha detto di particolare Berlusconi?
“Che al Milan sono passati tanti campioni brasiliani e che quindi dovevo restare. E io sono felice di farlo”.

Allegri però la sta facendo giocare poco. Ma lei non veniva dipinto come uno dei suoi “figli”?
“Mio papà ha la pelle scura, non bianca… (ride, ndr). Rispetto le scelte dell’allenatore, d’altronde il Milan ha solo giocatori di livello. Ho un grande rispetto nei suoi confronti, ma diciamo che se fossi in lui, Robinho lo farei giocare… Scherzi a parte, so di dover fare meglio, e lo farò: se uno non fa la differenza o gioca poco, è difficile arrivare al Mondiale. E io voglio arrivarci col Milan”.

Lei li ha sentiti gli ululati razzisti contro Balotelli a Firenze?
“Non credo che glieli abbiano fatti per il colore della pelle. Semplicemente, Mario è un personaggio che ha una presenza forte, fa la differenza e preoccupa i tifosi avversari”.

Ci dica ancora una cosa: ma come ha fatto a convincere sua moglie che il Milan era meglio del Brasile?
“E’ contenta che io stia qui perché Milano è più tranquilla, mentre là farei del gran casino…”.

(FONTE:Gazzetta.it)

Juvenews.eu

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy