Pirlo: “Voglio rimanere, a breve incontro la società”

Pirlo: “Voglio rimanere, a breve incontro la società”

TORINO – Lunga intervista ai microfoni di radio 105 per il regista bianconero Andrea Pirlo, che ha parlato del suo futuro, del suo passato, della lotta-scudetto e di tanti altri argomenti. Ecco le dichiarazioni del numero 21: “Il black-out di Firenze ci ha fatto pensare: da lì sono arrivate dieci…

TORINO – Lunga intervista ai microfoni di radio 105 per il regista bianconero Andrea Pirlo, che ha parlato del suo futuro, del suo passato, della lotta-scudetto e di tanti altri argomenti. Ecco le dichiarazioni del numero 21:  “Il black-out di Firenze ci ha fatto pensare: da lì sono arrivate dieci vittorie consecutive. Vincere non è la normalità: ci vogliono sacrifici e la voglia di portare a casa il risultato che ci contraddistingue. Vincere aiuta a vincere e dà consapevolezza. Noi abbiamo tanta autostima e i risultati si vedono in campo. Le avversarie? La Roma è una grandissima squadra, come anche il Napoli: ci sarà da lottare. A Cagliari una trasferta difficile, ma noi faremo di tutto per proseguire la striscia di vittorie”.

Sul rapporto con Conte, Pirlo ha detto: “Lui ti dà molto, ma vuole anche molto. Ha saputo riportare lo spirito vincente alla Juve: ha grandissimo merito nei risultati della squadra. Pogba? Può diventare uno dei migliori al mondo. L’eliminazione dalla Champions’? Abbiamo compromesso la qualificazione nelle prime due gare. Ora abbiamo voltato pagina, dobbiamo pensare agli altri obiettivi. Il mio futuro? La mia volontà è sempre stata quella di rimanere qui: nei prossimi giorni ci incontreremo con la società e decideremo insieme, c’è ottimismo. Quando non avrò più voglia di allenarmi e di giocare e non proverò più emozioni, allora smetterò, ma non mi sono posto un limite”.

Infine, Pirlo ha ricordato il momento più bello della sua carriera: “Penso sia la vittoria del Mondiale: al prossimo Mondiale sappiamo di non essere favoriti, ma se faremo le cose per bene potremo levarci grandi soddisfazioni. I calci di punizione? C’è un po’ di Juninho, ma anche un po’ di mio: ho iniziato vedendo lui, poi pian piano è uscito un tiro tutto mio. Balotelli? A volte per spronarlo gli parlo anche in bresciano…”.

Juvenews.eu

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