PINTURICCHIO – Maxi intervista ad Alex Del Piero: “Paul il 10 perfetto, e per lo scudetto ecco che vi dico”

PINTURICCHIO – Maxi intervista ad Alex Del Piero: “Paul il 10 perfetto, e per lo scudetto ecco che vi dico”

PINTURICCHIO – Quando parlano le leggende, il resto deve tacere. Ecco l’intervista al n.10 Alex Del Piero, rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Si parte da Conte, passando per la Juve, con tanti ricordi e qualche retroscena. Intanto, ecco la prima palombella morbida sulla Nazionale: “La panchina della Nazionale? Prima di andare all’estero avrei detto che fare l’allenatore non mi interessava, poi ho conosciuto altre sfumature dell’ambiente nel quale ho sempre vissuto. Le esperienze che ho fatto mi hanno aperto la mente, mi hanno avvicinato alle tante forme del calcio. Detto questo, per il momento non ho in programma di fare un corso per allenatori. Mi guardo intorno, mi informo e mi diverto”. Ricordi a non finire, a cascata, anche di Champions: “Gol al Bayern? Sì, mi ricordo. Era una partita del girone di qualificazione, c’era Capello in panchina. A Monaco vincemmo 1-0 all’ultimo minuto. Consigli per Allegri e per i miei ex compagni? Eh, è un po’ presto per dare consigli. In due mesi possono cambiare tantissime cose. Credo che per la Juventus sia importante avere tutto questo tempo per preparare la partita. In ogni caso, meglio per tanti motivi incontrare una squadra come il Bayern Monaco agli ottavi piuttosto che più avanti nella stagione. La Juve in casa ha le potenzialità per fare benissimo contro i tedeschi, lo stadio e il pubblico hanno un valore e possono dare una spinta importante alla squadra. C’è il modo per prepararsi anche dal punto di vista psicologico e affrontare questa sfida al meglio”. Ecco la situazione scudetto:  “Duello Scudetto con l’Inter? Si delinea quel duello antico, ma io non dimenticherei le squadre che ancora sono in mezzo. La Roma ha nelle corde tutte le potenzialità per lottare fino in fondo, ha sorpreso in positivo a Napoli in un momento complicato, poi c’è stata la scivolata in coppa Italia, ma in campionato è ripartita. Il Napoli gioca il calcio più divertente insieme con la Roma. Anche la Fiorentina del suo ex compagno Paulo Sousa? Dico Napoli e Roma prima della Fiorentina in attesa di conferme di continuità che si potranno avere nei prossimi mesi, ma sul piano della qualità del gioco non c’è dubbio che la Fiorentina sia una bella realtà. Ha perso a Torino contro la Juve e ci sta, perché se spinge al cento per cento la Juve in casa può battere qualsiasi avversario. Non è un passo falso che rovina i progressi di questi mesi. La Fiorentina fin qui ha sorpreso, vediamo che cosa succederà sulla lunga distanza, ma proprio perché ci sono tutte queste squadre che stanno facendo buone cose mi pare presto per ridurre la lotta scudetto a Inter e Juve. Il Milan rimane indietro? Sì, direi che il Milan in questo momento ha bisogno di essere lasciato tranquillo. Che cosa favorisce la Juve in un’eventuale volata? La struttura del club e della squadra, la pre- senza dello zoccolo duro dei senatori e di giovani bravi che hanno già fatto parecchie belle cose. Questo significa tanto: quando decidi di ricostruire, la creazione di un mix fra esperti e giovani è fondamentale. Nella Juve c’è stata continuità. L’Inter ha dalla sua la fame di vittorie dopo il periodo di transizione? E la compattezza che ha raggiunto, in maniera sorprendente. Mancini ha creato una squadra solida: vincere tante partite 1-0 non è un fatto casuale, è un dato importante. Mi pare che il gruppo Inter sia un gruppo che si diverte ma che allo stesso tempo è impegnato e unito”. E poi ancora ricordi, ed il nuovo uomo-immagine Juve: “Il mio ricordo più bello dei duelli con la Juve? Credo che per i tifosi sia la punizione del 2-1 a San Siro, raggiunto negli ultimi minuti (12 febbraio 2006, n.d.r.). Penso che sia rimasto nella memoria di tanti per il peso che ha avuto nel campionato e soprattutto per come era arrivato quel successo: nel finale di partita, a casa dei rivali di sempre. Ma ci sono state tante sfide in quegli anni e a livello personale mi piace ricordare i confronti con Ronaldo: per me erano emozionanti e stimolanti, oltre che importanti per i risultati. Erano un duello nel duello, un capitolo a parte in ogni partita. Sono molto affezionato a quei momenti, mettermi alla prova contro un fuoriclasse simile mi dava una carica particolare. Chi è il nuovo uomo simbolo della Juventus? Credo che la Juve lo stia ancora cercando, almeno per il futuro. Per quanto riguarda il presente è inevitabile nominare la vecchia guardia, fondamentale anche per la personalità: Buffon, Chiellini, Marchisio, e poi Bonucci, e Barzagli. Al momento i trascinatori sono ancora loro. E’ stato giusto dare il dieci a Pogba? Non lo so, so che Paul è un giocatore di grande talento. Se pensiamo al dieci come l’uomo che deve stupire con le sue giocate durante la partita, Paul è perfetto perché sa come farlo, può riuscirci e lo ha già fatto tante volte. Nelle sue corde ci sono i grandi colpi che un protagonista deve avere. Poi nei club importanti c’è dell’altro, perché il dieci è molto di più di un’espressione tecnica, è una cosa ancora più complicata, strutturata. Ma Pogba ci può arrivare. Bisogna soltanto lasciargli il tempo di provarci”.

 

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