Pedullá: “Nainggolan-Juve: in qualsiasi momento”

Pedullá: “Nainggolan-Juve: in qualsiasi momento”

Alfredo Pedullá su tmw parla di mercato: “Cogli la seconda Lamela, ah. Non c’entra Branduardi, ma semplicemente il giovane Erik sembra essere diventato uno di troppo in casa Tottenham. Quasi come se avessero dimenticato il grande esborso della scorsa estate, quando scucirono circa 35 bombe per convincere la Roma a…

Alfredo Pedullá su tmw parla di mercato: “Cogli la seconda Lamela, ah. Non c’entra Branduardi, ma semplicemente il giovane Erik sembra essere diventato uno di troppo in casa Tottenham. Quasi come se avessero dimenticato il grande esborso della scorsa estate, quando scucirono circa 35 bombe per convincere la Roma a lasciarlo andare. Mazzarri vorrebbe Lavezzi, ma per ora il Psg dice picche e dobbiamo stare attenti ai cambiamenti di rotta, la strada è lunga. Mazzarri, se proprio dovesse scegliere, saprebbe cosa fare, qualsiasi tangenziale conduce a casa del Pocho. Ma siccome non dipende soltanto da lui, in quel caso la volontà sarebbe chiara, gli stanno proponendo Erik che Walter apprezza fin dai tempi di Napoli. Siamo alla fase esplorativa, il Tottenham vuole decidere con calma. E sono assolutamente sincero quando dico che fare una minusvalenza del genere sarebbe un tre quarti di suicidio, se non un suicidio completo. Vedremo. Esiste ogni tanto la predisposizione a buttare i soldi dal ventesimo piano del grattacielo. Sarebbe come acquistare una Panamera a luglio per liberarsene ad ottobre. I ricconi possono farlo, ma i ricconi possono anche rischiare una brutta fine. Lamela non è di sicuro diventato un brocco, assolutamente no. Intanto dobbiamo metterci d’accordo sull’Inter: cerca un attaccante, ma con quale caratteristiche? Non l’ho ancora capito, mio limite vero, vi chiedo scusa e vi auguro già un 2014 indimenticabile.
Chi si è affrettato ad annunciare il “sorprendente e clamoroso” appuntamento tra Roma e Cagliari per Nainggolan non ha fatto bene i calcoli. Nicola Salerno, direttore sportivo di fiducia a casa Cellino, ha spiegato chiaramente come stanno le cose. Hanno parlato, non hanno concluso. La Roma vorrebbe, ma ancora non ha messo le mani su un pezzo di alta gioielleria. Già, perché Radja ha la valutazione di una roba pregiata da vetrina luminosa: ottimo centrocampista, nessuno discute, giusto che ci sia la fila. L’asta che voleva Cellino sta andando in onda senza soluzione di continuità. Cellino ha eccellenti rapporti con il Milan, ecco perché prima di parlare di sorpasso Roma bisogna contare fino a cento. Nulla bisogna escludere, ma contare fino a cento si. La Juve può materializzarsi da un momento all’altra; l’Inter oggi è silente, domani chissà; il Paris Saint Germain è stato informato dei fatti in corso d’opera dalle nostre parti, ma per il momento ha deciso di non intervenire. Molto presto conosceremo la sentenza definitiva sul corteggiatissimo Radja: alla luce dei suddetti discorsi, un’idea di massima ce l’abbiamo.
Balotelli oggi e domani. Oggi non si muove dal Milan, a meno di sorpresone che in quanto tali sono difficili da prevedere. Domani, intendo dire luglio, nessuno può immaginare, conoscendo il personaggio variegato alla nutella. Certo, ogni tanto viene fuori la storia della “mela marcia”, frase che Silvio Berlusconi avrebbe pronunciato in tempi non sospetti. Dico avrebbe perché ormai, sappiamo come funziona, anche dinanzi all’evidenza dei fatti in tanti sono pronti a sostenere “non volevo, mi sono spiegato male, i giornalisti non hanno capito”. Balo di oggi è così, Balo di domani è un punto di domanda. Chi sta peggio di tutti è Stefanino perché El Shaarawy non meritava di buttare a mare un’intera stagione così. Gli è capitata qualsiasi cosa: non è entrato nelle grazie di Allegri eppure si è aggrappato al Milan, poi qualsiasi allenamento si è tramutato a rischio infortunio. Fino alla fine della corsa, o quasi, per questa stagione. Coraggio, Faraone, anche se la digestione è difficile.
Tra l’oggi e il domani di Balo si innescano altre storie. Alcune le conoscete da tempo nel dettaglio, per esempio quella di Antonio Cassano che aspetta il semaforo verde del Parma per tornare alla Samp. Ormai un chiodo fisso che diventerebbe ossessione se non venisse accontentato. Aspettiamo, certe cose vanno cucinate a fuoco lento. Come la storia di Ciccio Lodi: il Torino lo aveva puntato e continua a pensarci, ma dopo gli ultimi risultati boom non esiste la frenesia, bisogna ragionarci bene sopra. Vedrete che il Palermo cercherà di inserirsi e farà l’offertona, sperando che quelle di serie A continuino a marcarsi. E che a Lodi torni la voglia di mettersi in discussione da qualche altra parte piuttosto che vivere da sacrificato (non da separato) in casa Genoa. Ma ci sarà tempo e modo per approfondire, intanto la Fiorentina si ritrova dinanzi a un’opportunità forse unica: prendere Leandro Paredes in prestito con diritto di riscatto dal Boca. Lo aveva bloccato la Roma senza chiuderlo, semplicemente perché non ha il posto libero da extracomunitario che i viola hanno. Paredes sarebbe un colpaccio: vent’anni da compiere, il talento del predestinato, con possibile riconversione tattica che gli consentirebbe di adattarsi in un ruolo diverso rispetto agli ultimi trenta-quaranta metri.

Ps mi hanno chiesto chi sono i maghetti, spesso ospiti dei miei editoriali. I maghetti sono quelli che predicano bene e razzolano male: quelli che invocano rispetto, ma poi ne hanno meno degli altri; quelli che sono felici di svegliarsi la mattina e di memorizzare che hanno presunti fan sudamericani, migliaia o decine di migliaia, spuntati all’improvviso da account improbabili; quelli che diventano rossi con se stessi e con il prossimo quando vengono pescati con le mani nella marmellata. I nomi e i cognomi? Non c’è bisogno, sanno riconoscersi da soli. Intanto, buona fortuna a Edy Reja che sta per riprendersi la Lazio dopo il fallimento dell’era Petkovic. Di sicuro Reja non è uno sprovveduto, ma un professionista vero. Non voleva fare il traghettatore, ha trovato una via di mezzo o qualcosa del genere per cautelarsi un po’. Sincero? Al posto di Reja non avrei accettato, se le cose tra cinque mesi non saranno andate decentemente potranno sempre dargli il benservito. Oppure relegarlo nella stanza dei bottoni. Zio Edy merita rispetto a prescindere: mica è un maghetto…”

(fonte tuttomercatoweb.it)

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