PANCHINA – Allegri e Conte, vite parallele di 2 mister

PANCHINA – Allegri e Conte, vite parallele di 2 mister

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PANCHINA – Allegri-Conte, vite parallele di 2 mister: il loro settembre comincia così, un andamento lento, come le ginnaste sulle vite parallele. Ondeggiano, dovrebbero dare fisionomia alle loro creature, faticano come i loro giocatori, personaggi in cerca di forma d’autore. In comune la Juve, e qualche problema di troppo.  Credono, ma diversamente: Allegri sta costruendo la Juventus 2.0, nel mentre costruisce la sua nuova App. Conte sta stretto nell’abito azzurro, viene corteggiato più o meno da tutti i giornali d’Europa (nel senso che gli vengono affibbiate quasi tutte le squadre, dallo United in giù, dai giornalisti, per ora). Minimo comun denominatore: le loro squadre si specchiano e si ritrovano bruttine, alla Dorian Gray, frutto di peccato di preprogrammazione. Preparazione+programmazione: la Juventus stecca la prima, la seconda, salvo solo l’antefatto. La Nazionale sul doppio impegno, proibitivo quanto una passeggiata di salute, più o meno, lentamente muore addosso a Malta e Bulgaria, ma l’importante è partecipare solo per chi non vince, e l’Italia vince. Che per ora è quello che conta, e quello che non fa la Juve. Le speranze dei 2 mister si sovrappongono: l’uno, l’Allegri vive una specie di Truman Show, dove tutti fanno la loro parte, senza un reale protagonismo, con tante telecamere, con un po’ di automatismo non autentico. La sconfitta dell’Olimpico ha spaccato un po’ il cielo, gli ultimi 10′ salvano la faccia. A quel punto delle due l’una: o si crede alla realtà posticcia del rinnovamento, o si torna all’unico vero verbo degno della Juve. Vincere, perché rinnovamento è lessico alternativo di chi pensa negativo, negativissimo. Conte, dall’altra parte, incassa un piede e mezzo in Francia 2016, con 2 vittorie, l’opposto, non il parallelo, delle due sconfitte juventine. Anche qui si sfiora il cielo di cartone: non si convocherà più chi non gioca, però Zaza è stato chiamato, evidentemente con rimorso, e nello stesso tempo si trova un altro ariete, Pellè. La risposta, forse, potrebbe esser quella di Truman: fuggire, Conte dalla Nazionale, Allegri dall’idea che sia un anno di transizione. Allegri-Conte, 2 vite parallele,  paragonati di continuo, osservati sempre, panettone da mangiare o app da lanciare. In onda di continuo, fiduciosi o arrabbiati, con qualcosa in comune e qualcosa di totalmente diverso, con le loro squadre in cerca d’autore.

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