OGBONNA: “Dobbiamo mantenere il primato”

OGBONNA: “Dobbiamo mantenere il primato”

TORINO – Angelo Ogbonna ospite a “Filo Diretto”, programma in onda su JTV: “Sono molto orgoglioso di essere qui perché questa è una delle migliori squadre e delle migliori società al mondo. Sono passati 5 mesi ormai e penso di avere incamerato molte cose. Perché la maglia numero 5. Era…

TORINO – Angelo Ogbonna ospite a “Filo Diretto”, programma in onda su JTV: “Sono molto orgoglioso di essere qui perché questa è una delle migliori squadre e delle migliori società al mondo. Sono passati 5 mesi ormai e penso di avere incamerato molte cose. Perché la maglia numero 5. Era l’unica disponibile (ride, ndr) In genere ho sempre avuto il 6, ho cercato di fare la somma, ma tutte le maglie erano già state prese, quindi ho scelto il numero 5”.

Come hai vissuto il passaggio dal Toro alla Juve?

“Mi ha colpito l’accoglienza dei tifosi: non capita tutti i giorni uno scambio tra il Torino e la Juventus. Mi ha colpito anche l’accoglienza del gruppo: io per mia fortuna sono potuto venire qui e ringrazio anche i dirigenti che mi hanno voluto. Il mio modello? Mi sono sempre piaciuti molto Thuram e Desailly, sia a livello umano che nell’aspetto tecnico”.

Il tuo debutto in Champions?

“Ero un po’ emozionato, era la mia prima uscita in Champions’. Avevo un ruolo dove dovevo dirigere, ma i miei compagni erano più liberi. E’ una competizione un po’ differente, sappiamo quanto sia importante l’Europa, quindi per me è stato davvero bello”.

Quale aspetto dell’ambiente bianconero ti ha colpito di più?

“Lo stile molto elegante, che si avvicina al mio. L’accoglienza dei tifosi, anche, e la professionalità che a tutt’oggi è una cosa molto rara”.

Preferisci giocare da terzino o da centrale?

“Da centrale posso esprimere tutte le qualità, ma i primi passi in Serie A li ho mossi da terzino. Sono ruoli differenti, da terzino forse devi avere più continuità. Alla Juve la competizione è molto ampia, ma non è che io giochi meno, perché ci sono più competizioni e si gioca ogni tre giorni, quindi alterni campionato e Champions'”.

Come giudichi questa tua prima parte di stagione?

“La giudico positiva: magari ci ho messo un po’ ad assemblare i carichi, perché qui il lavoro è differente. Una volta assimilati i movimenti, con il tempo le cose si sono sciolte. Le avversarie della Juventus? Tutte, ogni volta, cercano di dare il massimo, quindi non abbiamo un solo avversario come la Roma o il Napoli, ma tutte le squadre che si chiudono e cercano di metterti in difficoltà”.

Preferisci la difesa a 3 o quella a 4?

“Avere due soluzioni è meglio: in base alla disposizione dell’avversario uno adotta un tipo di formazione. Avere soluzioni in più aiuta: non c’è una preferenza”.

 Chi vince il Pallone d’Oro?

“Io lo darei a Pirlo sinceramente. Poi ci sono Ribery, Ronaldo e Messi, anche se non sta rendendo come negli altri anni. Ma noi lo diamo a Pirlo!”.

Differenze di allenamento tra Ventura e Conte? Chi ti ha impressionato di più dei bianconeri?

“Ventura e Conte potrei dire che sono allenatori molto simili, ma giocando con moduli diversi ognuno focalizza il suo gioco in una posizione del campo. Non do pro e contro a nessuno. Chi mi ha colpito di più? Pogba ha molto talento. Abbiamo un bellissimo rapporto”.

Che cosa senti giocando con la Juve?

“Cerco sempre di dare il massimo. E’ la squadra più blasonata d’Italia, quindi gli stimoli vengono da soli”.

Chi ti ha dato la forza di venire alla Juventus, dopo essere stato il capitano del Torino?

“Naturalmente la forza l’ho avuta da me stesso. Può sembrare una forzatura, ma avevo l’ambizione di poter vivere altri scenari, pur non dimenticando che devo molto al Torino. Penso che fa parte del gioco, alcuni possono capire e altri no, ma non sono un traditore, perché penso di aver dato molto al Torino. Non tutto dipende da me, ma anche da altri fattori”.

Che cosa ti aspetti da questa tua avventura alla Juve?

“Di vincere. Può essere banale, ma è molto importante, un input che ti dà soddisfazione e ti aiuta a superare qualsiasi tipo di limite che hai”.

Scudetto e Champions?

“Se proprio dobbiamo scegliere, lavoriamo per entrambe le cose”.

Quante possibilità hai di disputare il Mondiale?

“Non è che sono concentrato su questo: il sogno c’è, ma non ho la bacchetta magica. C’è un tecnico che può valutare il mio cambiamento e vedere se è stato positivo e negativo”.

Un parere su Barzagli e su tutta la difesa…

“Barzagli è un campione, un ottimo giocatore: diligente e intelligente nell’intuire la giocata dell’avversario. Molto pulito, poco irruenti: in Italia ce ne sono pochi come lui”.

Come vedi la prossima sfida con l’Udinese?

“E’ impegnativa, dobbiamo mantenere il primato: cerchiamo di mantenere la costanza, poi ci sarà un’altra partita molto importante tra 15 giorni. E’ importante essere primi: non è semplice, perché le pressioni sono tante. Devi mantenere sempre lo stesso standard”.

I bambini allo Stadium?

“E’ bellissimo, non solo per la Juventus, ma deve esserlo per qualsiasi società. Cerchiamo di mandare un messaggio ai bambini: così il calcio è più armonioso e più bello”.

Una frase per i tifosi juventini?

“Sempre forza Juve!”.

 

 Juvenews.eu

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