Ogbonna: “Curve chiuse? Non è razzismo”

Ogbonna: “Curve chiuse? Non è razzismo”

TORINO – Angelo oGbonna ha rilasciato una lunga intervista a “La Stampa”, pubblicata sull’ edizione odierna del quotidiano torinese. Ecco le sue parole: “Mi sono sentito juventino fin dal giorno in cui ho firmato. Azzerare dodici anni al Torino non è come girare un interruttore. C’è molta differenza: la Juve…

TORINO – Angelo oGbonna ha rilasciato una lunga intervista a “La Stampa”, pubblicata sull’ edizione odierna del quotidiano torinese. Ecco le sue parole:  “Mi sono sentito juventino fin dal giorno in cui ho firmato. Azzerare dodici anni al Torino non è come girare un interruttore. C’è molta differenza: la Juve è più blasonata e ha obiettivi che possono pesare. Devo comunque ringraziare il Toro per quello che sono oggi, sia come uomo che come calciatore. La cosa più difficile alla Juve sono i carichi di lavoro, duri da assimilare. Mi dicono che sono troppo buono, anche Conte mi dice di essere più feroce e di imparare a leggere in anticipo le giocate”.

Ogbonna, poi, ha aggiunto:  “Rispetto al Torino, qui alla Juve è cambiato il traguardo, che è uno solo: la vittoria. Al Bernabeu ero un po’ emozionato, ma non sono uno che perde la calma. Oltre al calcio ho altri hobby: leggo tanto e ascolto musica. Le curve chiuse per discriminazione? Mi spiace, per noi è meglio avere i tifosi accanto, ma se la legislazione decide così è giusto che la tifoseria paghi. Secondo me non si tratta di discriminazione razziale, ma è una maniera di intimidire l’avversario. Non è il colore della pelle: c’entra il comportamento ed il tipo di giocatore che sei. I tifosi cercano di intimidire quello più in forma, bianco o nero non importa: Mario tentano di intimidirlo con i buu, uno come Toni insultandogli la madre”.

Juvenews.eu

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