NEDVED: “In Europa serve di più”

NEDVED: “In Europa serve di più”

TORINO – «Se la Juventus venisse eliminata dalla Champions e quindi fossi un po’ più libero, ci prometti di tornare nostro ospite?», gli chiedono quelli della televisione ceca. Pavel Nedved li fulmina con lo sguardo e gelido risponde: «Preferirei proprio di no». La piccola gaffe nel finale, tuttavia, non rovina…

TORINO – «Se la Juventus venisse eliminata dalla Champions e quindi fossi un po’ più libero, ci prometti di tornare nostro ospite?», gli chiedono quelli della televisione ceca. Pavel Nedved li fulmina con lo sguardo e gelido risponde: «Preferirei proprio di no». La piccola gaffe nel finale, tuttavia, non rovina la gustosa ospitata alla tv ceca del consigliere d’amministrazione della Juventus. A Praga per i sorteggi dell’Europeo Under 21, Nedved ha commentato in studio le partite di Champions League, ma è stata anche l’occasione per parlare tanto di Juventus.

 

E della palpitante partita di martedì sera: «Contro l’Olympiacos era importante vincere e la reazione è stata da grande squadra, ma sappiamo benissimo che in Europa bisogna dare di più!», quasi un avvertimento o un argine all’euforia generata dalle emozioni della rimonta. Nedved è un giudice severo, non basta vincere, lui vuole sempre di più. Anche perché è consapevole delle difficoltà del calcio italiano in Europa.

«Il gap tra il Bayern e le squadre italiane è grande, l’abbiamo visto anche con la Juventus due stagioni fa, anche se non era così clamoroso. Il calcio italiano non è più all’altezza del suo passato, lo vediamo tutti. Ma sono convinto che può tornare grande. Il problema fondamentale restano gli stadi, che non sono ancora di livello europeo. Oltretutto quando giocavo io c’erano molte più stelle nel campionato che rendevano il torneo interessante per le tv straniere che adesso ci snobbano e trovano più interessanti la Premier League e perfino la Bundesliga. L’Italia si è addormentata. La Juventus ha il suo stadio di proprietà ed è esaurito per ogni partita. L’esempio andrebbe seguito dagli altri club per rinascere. Lo Juventus Stadium ed il museo sono due delle cose più belle che abbia mai visto nella mia carriera calcistica. Sono molto orgoglioso di fare parte di questo momento della storia bianconera».

E proprio la Juventus torna al centro dei discorsi di Nedved: «Sono in contatto con la squadra ogni giorno. Vado all’allenamento, parlo con l’allenatore e i suoi assistenti e poi parlo con il presidente e con il direttore generale. Discutiamo praticamente di tutto: dalla situazione in classifica alla forma dei giocatori, ai quali di tanto in tanto cerco di dare dei consigli. Mi ascoltano perché sanno che tipo di giocatore ero… Mi piace la mia attuale posizione e mi sto divertendo». Resta la curiosità di capire cosa Nedved farà da grande e un siparietto con l’ex compagno di nazionale Jankulovski apre uno scenario affascinante: «Gli ho chiesto se diventerà il presidente della Juventus», rivela il ceco passato da Udinese e Milan: «Ma non mi ha risposto, si è messo a ridere». E proprio Jankulovski rivela le abitudini assai morigerate dell’amico: «Agli Europei del 2004, dopo la storica vittoria contro l’Olanda, avevamo deciso di festeggiare andando a bere una birra. Siamo andati a chiamare Pavel in camera e l’abbiamo trovato in pigiama!». Pavel ride: «Sono bei ricordi e credo che con Bruckned abbiamo giocato il calcio più bello». (Tuttosport.com)

Juvenews.eu

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