MORATA: “Cara Juve, mi sono innamorato di te. Stasera dobbiamo vincere”

MORATA: “Cara Juve, mi sono innamorato di te. Stasera dobbiamo vincere”

Alvaro Morata ha parlato a Gazzetta dello Sport, intervistato da Mirko Graziano “Sono felice della mia decisione, questo è un grandissimo club, tutti lavorano attorno alla squadra per non farle mancare nulla. C’è sempre qualcuno pronto a darti una mano. Il presi- dente Agnelli e il direttore Marotta assistono poi…

Alvaro Morata ha parlato a Gazzetta dello Sport, intervistato da Mirko Graziano “Sono felice della mia decisione, questo è un grandissimo club, tutti lavorano attorno alla squadra per non farle mancare nulla. C’è sempre qualcuno pronto a darti una mano. Il presi- dente Agnelli e il direttore Marotta assistono poi a quasi tutti gli allenamenti.

 

Mai vista una simile partecipazione, a Madrid non era così. Ho scelto la Juventus. E non me ne pento. Entro allo stadio, mi guardo attorno e ovunque vedo appese le foto dei fenomeni che sono passati da que. Ai tifosi della Juve dico di stare tranquilli. Sono come a casa mia, mi sembra di essere qui da tre-quattro anni. La società è unica e mi aiuta in ogni circostanza, la gente mi adora, avverto affetto anche quando passeggio per la città. C’è tanta fiducia attorno a me. Non penso proprio a un’altra squadra, mi sono davvero innamorato della Juve e vorrei fare gran parte della mia storia in bianconero. Ha investito parecchio, nonostante non fossi reduce da una stagione da 25 reti. Sono cose che contano, lasciano il segno. Insomma, con tutto quello che hanno fatto per me non posso avere altri pen- sieri…”. 

Chi non conosce il campionato italiano parla di un calcio un po’ più brutto rispetto a Inghilterra e Spagna. Ma non è vero, non è così. Voi stessi siete a volte troppo critici. Vi posso garantire che nella Liga non mancano partite noiose. Certo, in Italia c’è parecchia tattica, e questo a volte sacrifica lo spettacolo, ma di gare divertenti ne ho viste in questi mesi. Qui c’è un gruppo eccezionale, unito anche fuori dal campo. Sembra davvero una famiglia, coi più esperti sempre pronti a dare il consiglio giusto, l’incoraggiamento che serve. In questo senso, so- no eccezionali Gigi Buffon e Andrea Pirlo, esem- pi di professionalità e compagni divertentissimi nella vita di tutti i giorni. Trasmettono serenità, tirano fuori il meglio dallo spogliatoio. 

Juve-Milan: “Che sfida! Quei colori, mesco- lati, mettono i brividi. E’ una partita che sognavo già quando ero in Spagna, un po’ come voi attendete Real Madrid-Barcellona. Sarà uno spettacolo lo Stadium, e vinceremo noi, dob- biamo vincere. Di certo, questo è il momento di allunga- re il più possibile, perché la Roma è fortissima e presto ripartirà su ritmi eccezionali.

Llorente: “In questi mesi ho studiato, im-parato, preso esempio da compagni più esperti. Proprio come Llorente, uno che ho sempre am- mirato. Non potrei mai parlare male di Fernando, amico vero. Sicuro, sarà un grande finale di stagione per me e per la Juventus. Se la fortuna mi assisterà dal punto di vista fisico, d’ora in poi vedrete il vero Morata. Sono sempre cresciuto alla distan- za in queste mie prime stagioni da professionista. E migliorerò anche dal punto di vista realizzativo: potevo segnare molto di più, a prescindere dai minuti giocati. A volte ho incontrato portieri in giornata di grazia, ma altre volte ho sbagliato io. Sono a quota sei, e avrei potuto fare almeno 15-16 reti”.

Gli allenatori passati: “Da Mourinho ho appreso la ferocia. Per Mourinho non esisteva niente al di là della vittoria. Non impor- ta come, ma bisogna fare risultato: questa è la sua ossessione. Ancelotti, un tecnico sereno, molto attento nel preparare la partita. Aveva bei modi, ma non per questo era meno efficace nel trasmetterci la giusta cari-ca. Diciamo che a Madrid era ciò che serviva dopo il ciclone Mourinho. Allegri è un po’ Mourinho e un po’ Ancelotti. E’ molto sereno quando serve, ma lo vedi cattivo come pochi in certi momenti: lo si avverte in campo, lotta con la squadra anche dalla panchina”. 

Borussia: “Non ci sono dubbi che la situazione in campionato possa lasciare qualche segno all’interno del gruppo, però in generale temo parecchio l’orgo- glio del Borussia Dortmund. Me lo aspetto infatti molto arrabbiato, voglioso di dimostrare quanto sia bugiardo questo ultimo ultimo posto. E comunque da qui alla nostra doppia sfida le cose potrebbero anche cambiare. Il valore del Borussia non va misurato in base a questi sei me- si, ma agli ultimi tre anni, stagioni che hanno visto Klopp e i suoi ragazzi sempre fra le grandi d’Europa”. (Tuttojuve.com)

 


Juvenews.eu

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy