Monaco-Juve 0-0: Allegri soffre, resiste e conquista le semifinali di Champions

Monaco-Juve 0-0: Allegri soffre, resiste e conquista le semifinali di Champions

MONACO – Fra le migliori quattro d’Europa. Fa festa grande la Juve dopo una prova di resistenza a Monaco. Lo 0-0 non accontenterà i palati fini, ma regala al gruppo di Allegri un risultato storico per il calcio italiano degli ultimi anni. Certo il Bayern visto col Porto è un’altra…

MONACO – Fra le migliori quattro d’Europa. Fa festa grande la Juve dopo una prova di resistenza a Monaco. Lo 0-0 non accontenterà i palati fini, ma regala al gruppo di Allegri un risultato storico per il calcio italiano degli ultimi anni. Certo il Bayern visto col Porto è un’altra cosa. Il Barcellona che ha schiantato il Psg anche. Però anche se non è stata brillante, con le grandi d’Europa c’è la Juve. E allora godiamoci se non lo spettacolo, di certo il risultato finale. Zero a zero, la Juve entra in semifinale di Champions. Barcollando. Ma entra, e il Monaco no: e alla fine questo conta. Conta che non ce l’abbia fatta la Juve dei record di Conte, e nemmeno quella delle stelle di Capello. Ma questa di Allegri sì, dopo 12 anni. Che lo faccia così, dopo una partita sofferta, non giocando bene, può anche essere preso come un segnale. Certe stagioni sono più benedette di altre.

 

RIGORE? — Il Monaco può recriminare: non solo per non aver segnato quando la Juve era in sua balia, non solo per essersi spento sul più bello, ma anche per un rigore su Kondogbia, nel primo tempo, che è sembrato a tutti starci. Sommatelo ai centimetri del penalty dell’andata: fosse successo – che so – contro la Roma, ne parleremmo per mesi. E invece tutto è bene quel che finisce bene (per le nostre): Buffon corre ad abbracciare tutti al triplice fischio. Pericolo scampato, ma che paura. Alla Juve in Europa, a quanto pare, non piace il ruolo di favorita. Le prende l’ansia. E si addormenta. In semifinale, qualunque cosa dica il sorteggio, ci sarà di che stare svegli. Il primo squillo della sveglia che dovrebbe scuotere dal torpore la Signora dormiente arriva presto: 2’, Chiellini scivola (ancora!), stavolta riesce a fermare la palla con le mani, da terra, con un intervento rugbystico. Vai di fotomontaggi sui social e vai di giallo. Bernardo Silva salta netto due bianconeri dopo 15’, cross basso e Barzagli salva in angolo. Paura. Prima e dopo due rintocchi di Kondogbia: tiri da fuori. Niente, la Juve si rigira nelle coperte, non torna quella di Dortmund, ma nemmeno quella dell’andata. Si passa alle maniere forti: è una sirena di allarme, quella del 36’, con Vidal e Chiellini che chiudono a sandwich Kondogbia. Lo stadio grida al rigore e, diciamocelo, ha ragione. L’arbitro, per fortuna di Allegri, è piuttosto assopito, pure lui: si gioca. Quando Vidal con un retropassaggio sciagurato (è il 55’) costringe Buffon all’impresa in uscita su Berbatov, la Juve è sveglia: impossibile dormire con quel casino. Sveglia, ma non ci capisce nulla. Si aggira frastornata mentre il Monaco la prende a schiaffoni.

QUANTI ERRORI — Il 3-5-2 di Allegri è basso, non copre bene il campo perché i suoi sono spesso in ritardo: il pressing del Monaco è tambureggiante, le punte sono lontane, Tevez prova il primo tiro al 44’: fuori di poco. Ma soprattutto i bianconeri sbagliano tutto lo sbagliabile: dalle distanze in difesa ai passaggi di tre metri. Persino Pirlo sparacchia a caso, persino Buffon manda in fallo laterale due rinvii. Tevez guarda sconsolato palloni a campanile passargli sopra la testa: altro che ripartenze, lanci di alleggerimento. Nel marasma si salvano Barzagli, che ci mette più di una pezza, e Marchisio, che lotta in solitaria. Per fortuna di Pirlo e compagni, al Monaco manca il killer instinct. Anche perché negli ultimi venti minuti un minimo ci si inquadra. Llorente entra e prova a tenere qualche pallone (Morata puntava la porta senza trovarla), Pereyra è più in palla dei predecessori. La punizione di Pirlo che scheggia il palo pare una rivendicazione: “Guardate che non siamo mica brutti come siamo sembrati…”. Lo sappiano anche Bayern, Real e Barcellona. Il peggio è passato, la Juve è tornata. Anche così, nonostante tutto. (gazzetta.it)

Juvenews.eu

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