Mazzarri attacca la Juve: “Quella Supercoppa…”

Mazzarri attacca la Juve: “Quella Supercoppa…”

TORINO – E’ uscita da pochi giorni l’autobiografia di Walter Mazzarri, “Il meglio deve ancora venire”. L’edizione odierna del quotidiano La Stampa ne riporta una piccola anticipazione, dove l’attuale tecnico ricorda, con toni a dir poco polemici, la finale di Supercoppa Italiana del 2012 disputata a Pechino da Juventus e…

TORINO – E’ uscita da pochi giorni l’autobiografia di Walter Mazzarri, “Il meglio deve ancora venire”. L’edizione odierna del quotidiano La Stampa ne riporta una piccola anticipazione, dove l’attuale tecnico ricorda, con toni a dir poco polemici, la finale di Supercoppa Italiana del 2012 disputata a Pechino da Juventus e Napoli e vinta dai bianconeri per 4-2 dopo i tempi supplementari:  “Abbiamo perso ai tempi supplementari, 4-2 per loro, ma non digerirò mai i modi in cui è maturata quella sconfitta. La partita è finita undici contro nove e ovviamente i nove eravamo noi, dopo le ingiuste espulsioni di Pandev e Zuniga…Eravamo talmente furibondi che non ci siamo presentati alla premiazione…Un giocatore della Juventus protestava con un guardalinee? Non accadeva nulla. Ha protestato Pandev? Cartellino rosso. E poi fuori anche Zuniga, che prima di fare fallo su Giovinco ne aveva subìto uno da Vidal… Ancora oggi penso che il Napoli non abbia perso quella Supercoppa, mi sarebbe piaciuto rigiocare la finale ad armi pari. Si poteva soccombere ma non in quel modo. La disparità di valutazione è stata clamorosa, da lì è nata la scelta, ponderata, di disertare la premiazione. Si era appena toccato il fondo e volevamo che il mondo se ne accorgesse… In quei momenti ho anche pensato di non allenare più, l’ingiustizia era grossa come la Muraglia. 

Nelle settimane successive ho incontrato tifosi bianconeri che mi hanno ripetuto, in coro, la stessa cosa: «Avremmo preferito alzare la Coppa dopo averla conquistata ad armi pari»…Si è favoleggiato molto, invece, sul mio rapporto con Antonio Conte. Nelle prime interviste dicevo che mi piaceva molto, in lui vedevo lo stesso atteggiamento che avevo alla Reggina…Quando l’hanno chiamato a Torino sono stato felice, aveva sfatato uno stupido tabù intellettuale. Se uno è bravo lo è dappertutto, anzi, quella carica emotiva può fare la differenza ad alti livelli. Sinceramente ho pensato: «Questo mi sta simpatico». Poi a un certo punto ho detto che, proprio affrontando noi, aveva cambiato il sistema di gioco in cui credeva, certo di fargli un complimento. Intendevo dire che sa adattarsi a tutte le situazioni, un elogio che invece i suoi secondi – molto nervosi a Pechino, mentre Conte scontava la sua squalifica – hanno preso male. Io la parola copiato, che li ha irritati così tanto, non l’ho mai pronunciata. Sempre in Cina, a finale archiviata, lo staff tecnico della Juventus voleva far passare il proprio come un successo meritato,ma vorrei ribadire ancora una volta che si vince meritatamente solo undici contro undici. Non ci sono stati assegnati due calci di rigore forse anche più netti rispetto a quello dato a loro, senza contare le due espulsioni, e quelle sì che hanno falsato l’esito dell’incontro. Anche da Conte sono arrivate dichiarazioni ingiuste e inopportune, ma mi è sempre rimasto il dubbio che fossero farina di un sacco altrui, magari di quello del suo ufficio stampa alla ricerca dell’ennesima polemica. Conte è migliore di certe sue parole del passato”.

Juvenews.eu

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