Marotta: “Conte con noi a lungo”

Marotta: “Conte con noi a lungo”

TORINO – Giuseppe Marotta, direttore generale della Juventus, è intervenuto alla “Domenica Sportiva”, su Rai 2 di tanti temi legati alla sua squadra, iniziando dalla posizione di favorita assoluta per lo scudetto dopo il 3-0 ottenuto domenica contro la Roma che proiettato i bianconeri a +8 sugli immediati inseguitori: “Ci…

TORINO – Giuseppe Marotta, direttore generale della Juventus, è intervenuto alla “Domenica Sportiva”, su Rai 2 di tanti temi legati alla sua squadra, iniziando dalla posizione di favorita assoluta per lo scudetto dopo il 3-0 ottenuto domenica contro la Roma che proiettato i bianconeri a +8 sugli immediati inseguitori: “Ci sono squadre agguerrite in questo campionato, come la Roma che abbiamo affrontato ieri, ma anche Napoli e Fiorentina. Abbiamo un vantaggio importante ma non lo è in termini significativi per il titolo finale. L’avvio straordinario della Roma poteva averci messo in chiaroscuro, ma anche l’inizio è stato sulla falsariga di quello dell’anno. La cavalcata va ascritta con grande merito, a Cotnte e suoi ragazzi”.

L’uscita dalla Champions vi ha caricato ulteriormente in vista di un possibile terzo scudetto?
“Era un obiettivo sin dall’inizio, così come fare bene in Champions e Coppa Italia. Siamo usciti dalla Champions, per cui è venuto naturale concentrarsi sul campionato”.

Lo Juventus Stadium è un fattore importante nelle vostre vittorie?
“Penso propro di sì, la presenza fisica dei nostri tifosi è uno stimolo in più, come sapete nel nostro stadio non ci sono barriere”.

Pirlo, Pogba e Conte: chi può allontanarsi a giugno?
“In questo momento credo nessuno: Pirlo è in scadenza è vero, ma si è rilanciato a Torino. I rapporti tra lui e la società sono ottimi, quanto prima prolungherà la sua permanenza. Pogba è un calciatore molto bravo e su di lui ci sono gli occhi di grandi club, ma noi siamo abituati a comprare e non a vendere. A medio termine ci troveremo con il suo entourage per fare il punto, ma siamo tranquilli”.

Il piccolo contrasto con Conte in estate circa le cessioni di Matri e Giaccherini, è stato risolto?
“Non ho mai temuto che queste dinamiche si trasformassero in divorzio. Delle dinamiche in termini di calciomercato tra società e allenatore ci saranno sempre: la società prova ad accontentare l’allenatore ma mira anche ad ottenere l’ottimo in termini finanziari”.

E’ vero che Conte vuole cambiare modulo?
“Conte ha sposato questo atteggiamento tattico del 3-5-2 e penso possa continuare così, anche se è evidente che gli esterni siano molto importanti per il suo gioco. La duttilità tattica ci deve stare nel mondo del calcio e il fatto che come esterni non siamo coperti possa generare in lui e in noi la necessità di colmare questa lacuna è normale. Non dimentichiamoci che abbiamo fuori Pepe da un anno e mezzo”.

E’ la migliore Juve di sempre?
“I numeri sono importanti e quelli di quest’anno sono abbastanza sintomatici di una Juve al top in Italia. Il calcio è in continua evoluzione, è difficile fare questo tipo di paragoni. La squadra è forte e sviluppa un gioco collettivo in cui tutti sono portati ad avere utilità. Può benissimo competere anche a livello europeo. In Champions se sbagli una partita puoi essere eliminato, non è un campionato ma un torneo”.

La Fiorentina potrebbe aver bisogno di un attaccante: è pensabile un prestito di Quagliarella o una cessione a titolo definitivo?
“Abbiamo cinque attaccanti, che valutando quelli che sono gli impegni della stagione è un numero congruo. Sta anche al giocatore decidere se voler rimanere o meno. Quagliarella in ogni caso non ha chiesto la cessione”.

In un ambiente in cui tutto funziona a meraviglia, è difficile non ci siano scontenti. Che intenzioni ci sono con Vucinic?
“Non vogliamo cedere nessuno, questi sono giocatori che giocano nella Juventus, club in cui non esistono titolarissimi. Tutti hanno avuto la possibilità di giocare, le competizioni sono tre e la rosa deve essere numericamente valida”.

Biabiany e Menez bocciati?
“Sono ottimi giocatori ma non abbiamo queste esigenze, il gruppo è forte e duttile. Il mercato di riparazione non ci trova particolarmente interessati”.

Quanto può durare il ciclo di Conte alla Juve?
“Sarebbe bello vedere un ciclo di lunga durata come succede in Inghilterra. In Italia non ci si riesce per la grande tensione. Il ciclo di Antonio è iniziato in maniera trionfale, può continuare ancora a lungo perchè ha grande fiducia da parte della società”.

Le grandi squadre internazionali fanno un calcio molto offensivo, la Juventus non ci riesce e paga dazio in Europa?
“Abbiamo iniziato un ciclo quattro anni fa con un percorso quasi interamente positivo. L’anno scorso il cammino europeo è stato positivo, quest’anno no. Il gironcino era abbordabile e abbiamo perso la qualificazione a Copenhagen. Abbiamo detto che cercheremo di mettere ogni anno un innesto importante in rosa, in estate l’abbiamo fatto e continueremo a farlo ma questo va di pari passo con la crescita aziendale. Oggi abbiamo un fatturato in crescita, ma non siamo ancora al livello dei grandi club, cercheremo di avvicinarci”.

Cosa state facendo per il settore giovanile?
“Il settore giovanile deve avere un valore notevolissimo per qualsiasi società: noi ci stiamo lavorando tantissimo, ma è normale che quando hai obiettivi a breve termine non puoi avere tanti giovani in rosa. In ogni caso abbiamo 30 giocatori tra Serie A italiana e straniere. E’ difficile inserirli ora in prima squadra, perchè c’è un gruppo consolidato e per i motivi che ho detto prima”.

Un pensiero su Giuseppe Rossi:
“Aveva dimostrato di essere un buon attaccante, con qualità uniche, è una grossa perdita per la Nazionale e per la Fiorentina. Un calciatore che mi è sempre piaciuto”.

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