MANDZUKIC:” Buffon il mio idolo. La Juve mi è sempre stata simpatica”

MANDZUKIC:” Buffon il mio idolo. La Juve mi è sempre stata simpatica”

Oggi in casa Juventus è il giorno di Mario Mandzukic. L’attaccante croato, uno dei grandi colpi di mercato della squadra Campione d’Italia, sarà presentato ufficialmente alle 17:00 nella sala stampa dello Stadium. Tuttojuve.com seguirà in diretta la conferenza, riportando integralmente e in tempo reale le prime parole bianconere dell’ex bomber…

Oggi in casa Juventus è il giorno di Mario Mandzukic. L’attaccante croato, uno dei grandi colpi di mercato della squadra Campione d’Italia, sarà presentato ufficialmente alle 17:00 nella sala stampa dello Stadium. Tuttojuve.com seguirà in diretta la conferenza, riportando integralmente e in tempo reale le prime parole bianconere dell’ex bomber di Bayern Monaco e Atletico Madrid.

Cosa ti ha portato a scegliere la Juventus?
“Grazie molte della domanda. Un caro saluti a tutti. La ragione è molto semplice, è una grande squadra e da anni nutro una grande simpatia per la Juventus, dunque la decisione non è stata molto difficile. Ci sono degli ottimi, eccezionali giocatori, una squadra bellissima, i primi in Italia ed è il motivo principale della mia scelta”.

 

Quando avete giocato con l’Italia a Spalato tu ti sei fermato a parlare con Buffon. Già allora è iniziata la trattativa?
“Grazie ancora della domanda. In realtà ho parlato con Buffon più volte, gli ho detto che è stato un mio idolo da quando ero bambino, spesso ci salutavamo con simpatia, ma nessun discorso particolare”.

Hai affrontato la Juve tre stagioni fa col Bayern e l’anno scorso con l’Atletico. I ricordi di quelle due sfide? Ti è sembrata cresciuta? Come si dice esattamente il tuo cognome?
“E’ difficilissimo giocare con la Juventus, sempre. In particolare contro la difesa, sono state tra le partite più difficili della mia carriera, hanno una squadra magnifica e la mia decisione è anche frutto di questo, non devo più combattere contro la Juventus. Sono entusiasta di poter giocare in questa squadra e il mio cognome si pronuncia ‘Mangiukic’. Non è molto difficile, spero”.

Tu arrivi dopo Tevez che ha fatto due grandi stagioni, facendo 50 gol. E’ un motivo di pressione per te?
“Non ho particolari sentimenti, sono sempre per me delle grandi squadre. Sappiamo tutti che Tevez è un grande giocatore, che ha fatto una brillante carriera. Ogni giocatore si costruisce la propria carriera da sè. vedremo come andrà la mia”.

Per le tue caratteristiche sarai portato a subire tanti falli. Ti hanno già detto che gli arbitri italiani sono i più permalosi? 
“In realtà non mi sono fatto particolari pensieri, ogni squadra è una storia a sé. io darò del mio meglio, anzi un bel gioco è ciò che mi piace. Non è compito mio commentare il lavoro degli arbitri. E poi sono appena arrivato, non mi aspetto davvero… non mi è mai piaciuto commentare il lavoro degli arbitri”.

Hai visto Barcellona-Juventus? Hai visto così tanta differenza? Ti segni quasi il 99% dei tuoi gol dentro l’area. Alla Juventus pensi di continuare così o proverai anche da fuori area?
“Sì, ho visto la finale. Devo dire che le squadre erano ben bilanciate, avevano entrambe delle ottime opportunità di vincere. La Juventus è stata un po’ meno fortunata. Per quanto riguarda la mia abilità nell’area di rigore, spero di continuare, ma non sono soltanto le reti quelle che contano, io spero di dare un contributo più ampio alla squadra, in base a quello che mi chiederanno”.

Quest’anno a differenza del passato ci sono molti giocatori che dall’estero scelgono di venire in Serie A. Volevo un paragone tra la Serie A e gli altri campionati in cui ha giocato. E perchè ha scelto l’Italia.
“Credo di aver già spiegato le ragioni della mia scelta. La Juve è la miglior squadra della Serie A, i trofei, i premi sono tanti, è una squadra pluripremiata. Fare confronti non me la sento, sono appena arrivato, chiedetemelo tra un po’ di tempo”.

 

Cosa pensa di poter dare in più alla Juventus anche in  base alla sua esperienza internazionale? Se la Juventus dovesse perdere Vidal, la Juventus perdere qualcosa? Gotze può essere utile a questa Juve?
“Il mio contributo, beh, la Juventus è abituata a vincere, a conquistare traguardi e premi e spero che il mio contributo andrà in questo senso. Continuare a contribuire a vincere, ad andare avanti. Darò davvero del mio meglio, mi metto al servizio della squadra. Per quanto riguarda la domanda su Mario Gotze, ho giocato con lui e credo possa giocare in qualsiasi squadra, davvero, è un giocatore di grande qualità, una brava persona”.

Quanto pensi che la Juve perda con le uscite di Pirlo, Tevez e molto probabilmente Vidal? Quanti gol ti senti di promettere? Più o meno di 15? E dove può arrivare la Juventus in Europa?
“Per quanto riguarda Pirlo e Tevez, sono giocatori straordinari, qualsiasi squadra ne sentirebbe la mancanza. Ma come alcuni partono, altri arrivano. La Juve pensa sempre al futuro, ci sono nuovi rinforzi, forze fresche, spero e mi auguro che resteremo forti come l’anno scorso. Non me la sento di promettere un certo numero di gol, però prometto di mettermi al servizio della squadra e di giocare al mio meglio. Non sono tanti importanti i successi personali, quanto i trofei. Nessuno si aspettava che la Juventus arrivasse in finale ed è la dimostrazione del buon lavoro svolto, dalla squadra e dall’allenatore. Purtroppo in finale non ce l’hanno fatta, però delle volte è un buon inizio per la stagione successiva, per ripartire e conquistare alla fine il trofeo agognato”.

Che tipo di giocatore sei? Ti piacerebbe giocare accanto a Morata o Zaza, oppure uno come Dybala? Che numero di maglia hai scelto?
“In ogni squadra i più numerosi sono gli attaccanti, in tutte le squadre in cui sono stata gli attaccanti erano numerosi. Non ho mai scelto o fatto preferenze per quanto riguarda colleghi con cui giocare. Credo sia l’approccio migliore. Mi auguro che siamo una famiglia, siamo qui per far sì che la squadra vada avanti, che vinca e non mi piace tanto parlare di me. Non mi dilungherei sulle mie caratteristiche. Per quanto riguarda il numero ho scelto il 17, dai miei inizi in Croazia, nella seconda divisione, quando ho iniziato tra i professionisti a Zagabria, avevo continuato col 17. E il 17 è anche il mio numero nella Nazionale. Qui avevo l’opportunità di sceglierlo e così ho fatto. Poi spero che sarà fortunato come lo è sempre stato”.

Ha sentito Gotze al telefono? Potrebbe fargli una telefonata per farli arrivare a Torino?
“(ride, ndr) Nooo, non mi sono sentito con lui, nè ho seguito i media negli ultimi giorni. Non ero al corrente davvero, non posso commentare. Non ci siamo sentiti. Non sono ancora al corrente di informazioni di questo tipo”.

Quanti tatuaggi hai e l’ultimo che ti sei fatto…
“No, davvero, non parlerei di questo. Credo sia una cosa personale. E’ un po’ irrilevante. Non mi piace parlare di questo”. Tuttojuve.com

 

Juvenews.eu

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