Una Juve verde di rabbia e speranza annienta il Malmoe! Ottavi a un passo

Una Juve verde di rabbia e speranza annienta il Malmoe! Ottavi a un passo

Verde speranza. Se la Juve vestita come il prato si era tristemente mimetizzata al Calderon, quella di Malmoe vive la serata ideale: vince 2-0, apprende la notizia del tracollo dell’Olympiacos e vede più vicini gli ottavi di Champions League. In Svezia decidono Llorente e Tevez, a curare il mal di…

Verde speranza. Se la Juve vestita come il prato si era tristemente mimetizzata al Calderon, quella di Malmoe vive la serata ideale: vince 2-0, apprende la notizia del tracollo dell’Olympiacos e vede più vicini gli ottavi di Champions League. In Svezia decidono Llorente e Tevez, a curare il mal di trasferta ci pensano gli attaccanti titolari (è sempre un buon segno). A Torino, il 9 dicembre, basterà un pari con l’Atletico Madrid per la qualificazione. Più complicato l’obiettivo primo posto, raggiungibile attraverso una vittoria con almeno due gol di scarto sui vicecampioni d’Europa. Ma per oggi va benissimo così. Cali di tensione all’impianto elettrico dello Swedbank Stadion, gli stessi che la Juve non può permettersi, se vuole sfruttare l’assist che il calendario le offre. Le luci dei riflettori vanno e vengono, così come l’efficacia della manovra bianconera: il primo tempo non è granché sul piano della continuità, anche perché tra le caratteristiche del rombo di Allegri non c’è quella di un recupero palla immediato, ma le occasioni non mancano. Vidal, vertice alto, è il primo a scaldare le mani a Olsen, imbeccato da Lichtsteiner che si era auto-lanciato in una cavalcata sulla destra. Sul lato opposto, Padoin non se la cava male da esterno sinistro improvvisato.

 

MARCHISIO DUE VOLTE — La qualità è affidata a Pirlo e alla coppia Pogba-Marchisio, che completa il reparto. E in effetti capitano a Marchisio le due chance migliori, che svelano la fragilità della difesa svedese quando viene attaccata al centro: il nazionale azzurro arriva con poca convinzione sull’imbucata di Pirlo, mentre sul lancio di Vidal trova un acrobatico Olsen a sbarrargli la strada. Pochi rischi per Buffon prima dell’intervallo: due tiri sballati di Thelin in apertura, un diagonale di Forsberg sull’esterno della rete in chiusura di tempo.

SBLOCCA LLORENTE — Allegri tocca i tasti giusti in spogliatoio, perché l’avvio di ripresa della Juve è col turbo: in quattro minuti arrivano altre due palle-gol per Marchisio e Tevez, ma soprattutto l’1-0 di Llorente, che sblocca la gara e se stesso. Già prezioso nel causare l’autogol di Roberto con l’Olympiacos, lo spagnolo stavolta si assicura una rete tutta sua, gestendo al meglio una verticalizzazione di Marchisio e depositando in porta.


ECCO TEVEZ
— Gli svedesi sbandano e la Juve spreca altre tre possibilità per chiudere i conti, prendendo di mira Olsen con i tiri di Marchisio e Tevez, nonché con un colpo di testa di Llorente. Allegri s’imbufalisce e manda in campo Morata proprio al posto del connazionale, poi Pereyra per Marchisio. Ma lo spagnolo più giovane colpisce la traversa da zero metri, aumentando la paura di una beffa nel finale. La scaccia Tevez a due minuti dal 90′: Morata conquista palla (forse fallosamente), Pogba s’invola e porge all’Apache l’assist del raddoppio. Gli svedesi si accendono nelle proteste come i noti fiammiferi locali, Johansson viene espulso per le proteste, ma la sostanza cambia poco: Juve vittoriosa con merito e ottavi a un passo. Ma guai a pensare che sia fatta. (gazzetta.it)

Juvenews.eu

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