Luis Enrique e la dedica: “Ho fatto felice anche Roma…”

Luis Enrique e la dedica: “Ho fatto felice anche Roma…”

Che Luis Enrique non fosse l’allenatore che aveva lasciato la serie A così esaurito da prendersi un anno di riposo, a fronte di una dirigenza intenzionata a dargli fiducia per una seconda stagione, i tifosi della Roma lo avevano capito da tempo. Ma il Triplete conquistato a Barcellona è più…

Che Luis Enrique non fosse l’allenatore che aveva lasciato la serie A così esaurito da prendersi un anno di riposo, a fronte di una dirigenza intenzionata a dargli fiducia per una seconda stagione, i tifosi della Roma lo avevano capito da tempo.

Ma il Triplete conquistato a Barcellona è più di una rivincita. E Lucho se la gode tutta dopo il trionfo in Champions: “La partita sembrava complicata come deve essere contro una squadra pericolosissima come la Juve – spiega -. Ma siamo stati bravi nel ripartire e ora siamo i campioni, credo giustamente”.

 

 

IL SALUTO — Luis Enrique ha una parola dolce anche per gli italiani: “Quanto mi ha fatto arrabbiare Buffon con le sue parate? Mai, è un grande uomo. Mi dispiace per lui e per Pirlo”. Infine una risposta sul futuro e un pensiero agli ex tifosi e colleghi: “Il prossimo anno? Pensiamo a fare una grande notte, saluto tutti i tifosi della Roma che saranno contenti per la nostra vittoria contro la Juve. E tutta la società giallorossa”.

 

 

LA STRADA — Il cammino verso la gloria del centrocampista che giocò 11 anni con la sua nazionale, passando per la gomitata di Tassotti a Usa ’94, non è stato certo percorso a passo di carica: tre anni di Barcellona B, nella bambagia, uno di roventi critiche e dubbi sulle sue qualità a Roma, uno di riposo, uno al Celta Vigo, alla periferia del grande calcio, bene ma non benissimo.

ERA IN BILICO… — Poi il ritorno al Barça, dopo il dramma di Tito Vilanova e il fallimento di Gerardo “Tata” Martino, e i problemi di metà stagione, con Leo Messi, uno dei tanti – capitava anche a Roma – che lo ritiene troppo rigido, poco disposto a fare sconti a campioni, senatori e fuoriclasse, su orari, regole e allenamenti. Poi, pian piano, hanno cominciato a capirlo: quella di stasera è la sua vittoria: in cinque anni al Real Madrid e otto al Barcellona “Lucho” non aveva mai alzato la Coppa più importante d’Europa. gazzetta.it

 

Juvenews.eu

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