Llorente: “All’inizio ho sofferto, ma ora…”

Llorente: “All’inizio ho sofferto, ma ora…”

TORINO – Dopo i primi tempi di ambientamento, il bomber basco Fernando Llorente, negli ultimi due mesi, ha convinto tutti a Torino grazie ad una serie di gol belli ed importanti. Il numero 14 bianconero ha rilasciato una bella intervista al portale del quotidiano “La Stampa”. Ecco alcune delle sue…

TORINO – Dopo i primi tempi di ambientamento, il bomber basco Fernando Llorente, negli ultimi due mesi, ha convinto tutti a Torino grazie ad una serie di gol belli ed importanti. Il numero 14 bianconero ha rilasciato una bella intervista al portale del quotidiano “La Stampa”. Ecco alcune delle sue dichiarazioni:  “Venire qui è stata la scelta migliore che potessi fare: adesso sono un uomo felice. Nella tournée negli Stati Uniti non capivo cosa stesse succedendo, poi a Chatillon stavo bene, ma ho accusato i carichi di lavoro e mi sentivo stanco. Non riconoscevo me stesso, non ero io quel giocatore: Conte però mi diceva di star tranquillo e di lavorare. Ora ho recuperato la forma, mi trovo bene con la squadra e sono felicissimo”.

Llorente confessa chi è il più “cattivo” della Juve, agonisticamente parlando:  “Ho grande ammirazione per Giorgio (Chiellini, ndr): sempre in partita, concentrato e cattivo; basta vedere come si allena, la predisposizione che ha ogni giorno. Qual’è stata la svolta della mia stagione? La fiducia del Mister in ogni partita. Se sono più bravo di piede o di testa? Di piede, il gioco aereo è migliorato nel corso della carriera: sono alto e quindi posso approfittarne. I miei idoli da bambino? Sono cresciuto nell’epoca del ‘Dream Team’ di Cruyff al Barcellona, quindi Michael Laudrup, Stoichkov, Romario e Ronaldo. Ho sempre giocato come attaccante, fin da quando avevo undici anni. La mia ragazza? Si chiama Maria, ora sta facendo il tirocinio in ospedale a Madrid, ma dall’anno prossimo lo farà qui all’ospedale di Molinette. Sono molto felice con lei, stiamo insieme da dieci anni. Tevez? E’ un guerriero, mi piace il suo carattere. Se possiamo vincere tutto? Noi pensiamo proprio a questo, perciò dobbiamo giocare ogni gara alla morte”.

Juvenews.eu

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