L’EDITORIALE – Non c’è domani

L’EDITORIALE – Non c’è domani

di FRANCESCO REPICE TORINO – “Essere in testa alla classifica non cambia nulla. E avrei detto la stessa cosa se la Roma avesse battuto il Cagliari. Noi sappiamo scindere il campionato dalla Coppa”. Parole e musica di Antonio Conte. Musica, soprattutto, per le orecchie dei tifosi della Juventus che hanno…

di FRANCESCO REPICE

TORINO – “Essere in testa alla classifica non cambia nulla. E avrei detto la stessa cosa se la Roma avesse battuto il Cagliari. Noi sappiamo scindere il campionato dalla Coppa”. Parole e musica di Antonio Conte. Musica, soprattutto, per le orecchie dei tifosi della Juventus che hanno ascoltato esattamente ciò che volevano sentirsi dire. E cioè il meglio che l’allenatore bianconero sa esprimere davanti alle telecamere quando la pressione si allenta. Ecco, questo è il punto: lo stesso equilibrio, la stessa pacatezza, andrebbero palesate nei mlmenti (semi) bui attraversati in questo scorcio di stagione dai campioni d’Italia.

“Contro il Copenaghen sarà una partita senza domani. Il domani sarà tale solo se riusciremo a vincere e tutto ciò per un verso è una cosa buona, perchè non ci lascia alternative alla conquista dei tre punti, dall’altra potrebbe mettere molta pressione ai giocatori”. Ineccepibile. E conoscendo il carattere della truppa, non esitiamo a prevedere che la vittoria sarà inseguita con ferocia ma anche con raziocinio. Il Copenaghen non è tecnicamente equiparabile alla Juve, ma Conte e i giocatori hanno già affrontato i danesi e sanno che rischi possono correre se la gestione dei 90 minuti di domani sera non sarà perfetta. In Europa le distrazioni non sono ammesse, tantomeno i cali di concentrazione. In questo senso pesa l’assenza di Barzagli, così come garantisce tranquillità l’affiatamento della coppia Tevez-LLorente. La morale è questa: niente calcoli e speculazioni sui numeri e sul risultato del confronto tra Real e Galatasaray. Arrivare ad Istanbul contro Mancini, Drogba e Schneider senza qualificazione in tasca potrebbe rivelarsi fatale al cammino europeo dei bianconeri. Nulla che Antonio Conte non abbia già più che aritmeticamente calcolato.

juvenews.eu

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