L’editoriale – Felici e (S)Conte…nti

L’editoriale – Felici e (S)Conte…nti

di FRANCESCO REPICE TORINO – Per capire a fondo Antonio Conte è necessario addentrarsi nelle pieghe delle sue dichiarazioni, anche quelle che sembrano di più evidente lettura. Juventus Stadium, interno notte, mercoledì 30 ottobre, post partita col Catania: “Avevamo bisogno di non subire gol”. Così l’allenatore bianconero. Ovvietà? Nemmeno per…

di FRANCESCO REPICE

TORINO – Per capire a fondo Antonio Conte è necessario addentrarsi nelle pieghe delle sue dichiarazioni, anche quelle che sembrano di più evidente lettura. Juventus Stadium, interno notte, mercoledì 30 ottobre, post partita col Catania: “Avevamo bisogno di non subire gol”. Così l’allenatore bianconero. Ovvietà? Nemmeno per sogno. Banalità? Assolutamente no. E allora, cosa avrà voluto dire il tecnico campione d’Italia con una frase dal significato solo apparentemente scontato?
La risposta è facile facile e la si può rintracciare nei primi 20 minuti di ieri sera nel corso dei quali la tolda bianconera ha rischato di naufragare sotto l’arrembaggio tattico organizzato dal bravo De Canio. Il quale avrà pensato che prenderne 2 o 4 non avrebbe fatto poi tutta questa differenza; tanto valeva giocarsela e provare il colpaccio. E così è stato: Keko nel mare di nessuno ad inventare per Pektovich e Bergessio, con il resto della ciurma a remare duro per 90 minuti. Risultato, Keko prima e Bergessio poi mettono i brividi allo Juventus Stadium, mentre gli uomini in bianconero si limitano a tiracci dalla distanza di rara inefficacia. 

Non solo. In mezzo al campo i campioni d’Italia commettono un errore di grammatica dietro l’altro, portando Conte a schiumare di rabbia seppur ai limiti dell’area tecnica.
Poi, naturalmente, tutto è bene ciò che finisce bene. E la Juve trova nella conclusione (fortunata) di Vidal e nella (splendida) punizione di Pirlo i solidi ancoraggi per un tranquillo approdo ai tre punti. Ma quel modo di approcciare la partita proprio non è piaciuto a Conte consapevole del fatto che, se ieri sera allo “Stadium” ci fossero state la Roma o il Napoli e non il Catania, l’esito finale non sarebbe stato così felice. Anzi.
Capito allora cosa intendeva il tecnico della Juve con quella dichiarazione che alle orecchie dei più è sembrata dettata da Monsieur Lapalisse?
Se ancora non fosse chiaro, parola a Giorgio Chiellini che ha il merito di rendere certamente più esplicito il concetto: “Abbiamo rischiato davvero troppo all’inizio di entrambi i tempi, anche se abbiamo capitalizzato al massimo le occasioni che ci sono capitate. Certo è stato importante non prendere gol ed è su questa strada che dobbiamo proseguire. Quindi lavoriamo e non guardiamo la classifica perchè è ancora presto per parlare di scudetto”. Capito l’antifona?

juvenews.eu

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