Vialli: “Tevez ha il sangue bianconero”

Vialli: “Tevez ha il sangue bianconero”

ROMA – C’ha messo veramente poco ad entrare nel cuore dei tifosi. carlitos Tevez già un idolo juventino, ha il DNA bianconero. Questo è quanto afferma Gianluca Vialli, che di storia juventina se ne intende, in una intervista per Tuttosport. Il 22 maggio del 1996 Gianluca Vialli c’era. La sua…

ROMA – C’ha messo veramente poco ad entrare nel cuore dei tifosi. carlitos Tevez  già un idolo juventino, ha il DNA bianconero. Questo è quanto afferma Gianluca Vialli, che di storia juventina se ne intende, in una intervista per Tuttosport. Il 22 maggio del 1996 Gianluca Vialli c’era. La sua Juventus, nella finale dell’Olimpico, riuscì a battere ai rigori l’Ajax di Van Gaal. Dopo il rigore decisivo calciato da Jugovic fu l’apoteosi. Fu l’ultimo juventino ad alzare la coppa dalle grandi orecchie. Da quel giorno, ne sono passati tanti di anni. Ora, l’ex bianconero da puro centravanti cerca di far gol alla Sla, vuole vincere questa sfida. Intervistato dal quotidiano Tuttosport in un evento benefico sul green di un campo da golf, Vialli affronta diversi argomenti. Quello principale è lo scopo benefico della manifestazione. “Il nostro evento cresce, ci mettiamo impegno, ma senza la collaborazione dei nostri ospiti non riusciremmo mai ad onorare gli impegni presi con la ricerca”.  L’evento, disputatosi al Royal Park di Torino, è stato vinto proprio da Vialli, infallibile sottoporta quando indossava la casacca bianconera, ora preciso nei colpi con la mazza da golf. Poi inevitabilmente l’attenzione si sposta sul suo vecchio amore, la Juventus. Lui, come detto, dopo diciassette anni, rimane l’ultimo bianconero da aver alzato la Champions. “E’ molto piacevole quando i tifosi vengono a ricordarmelo con commozione. Un po’ come per Paolo Rossi prima che l’Italia rivincesse il Mondiale. Dopodichè mi piacerebbe vedere un altro juventino fare lo stesso, anche perchè ho visto che Rossi continuano a fermarlo”. Gli scappa un sorriso. La Juventus di allora era più forte di quella di oggi? “No, forse erano più scarse le avversarie. No eravamo forti, indubbiamente, anche se era la prima volta che pertecipavamo. Ma la Champions era forse un po’ più semplice, non c’erano otto squadre che potevano vincerla. Noi abbiamo battuto un grande Real Madrid nei quarti di finale, ma poi abbiamo incontrato il Nantes in semifinale…Insomma non dico che fosse facile, ma forse non c’erano tutte queste corazzate.

Oggi la Juventus, giustamente, pare da outsider, un gradino sotto Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco, ma se la gioca con tutte, anche perchè ha la mentalità giusta. Secondo me devono essere più gli altri a temere la Juventus che la Juventus degli altri. Poi nella Champions gioca molto il sorteggio dopo il primo turno, se ti capita subito un avversario tosto e proprio in quella settimana hai un calo, esci”. Ancora una battuta sul derby d’Italia con l’Inter, gara in cui si è visto un Pirlo un po’ sottotono. “Sicuramente è una cosa inusuale, ma non c’è allarme perchè magari non è ancora al centro per cento e poi secondo me è dovuto anche al fatto che l’Inter se l’è giocata bene in quella zona del campo e hanno fatto una pressione notevole. Ma possiamo stare tranquilli, non credo  che sia l’inizio di un problema Pirlo”. La gara con l’Inter cosa ha mostrato? “Ha detto che l’Inter di Mazzarri è già l’Inter di…Mazzarri, nel senso che in poco tempo già riesce a muoversi come fanno le sue squadre, è diversa rispetto allo scorso anno, più attenta, più organizzata a livello difensivo, gioca un calcio più sereno, è molto aggressiva. Ho visto Alvarez recuperare più palloni sabato sera che in un anno e mezzo in Italia. L’Inter è destinata a migliorare col tempo. La Juventus è la Juventus di Conte, nel senso che io trovo spettacolare che dopo due scudetti consecutibi la squadra abbia sempre questa fame, questa cattiveria. La Juventus non ne è uscita ridimensionata, anche se ha perso la testa della classifica. Il pari ha fatto bene ad entrambe le squadre. Questo è un campionato equilibrato”.  Da Pirlo e l’Inter, si passa ad un altro centrocampista, il francese Paul Pogba, alla sua seconda Champions dopo l’esperienza dello scorso anno. “La responsabilità è dura da gestire quando è tutta sulle tue spalle, ma quando di fianco ti ritrovi Buffon, Pirlo, Tevez, credo che uno possa assorbirla con più tranquillità. E oltretutto mi sembra uno disinvolto, con fiducia nei suoi mezzi. Si vede che è un giocatore destinato a grandi cose”. Dal centrocampo si sposta al suo reparto, quello l’attacco, ed in particolare su Carlitos Tevez. “Tevez mi piace: è un guerriero mostruoso. Incarna l’ideale del giocatore juventino, combatte, ha classe, si mette a disposizione della squadra, non ti lascia mai in dieci. Sembra nato con la maglia bianconera addosso”. Punti in comune? “ Lo spirito è quello. Io dico sempre che l’atteggiamento difensivo di una squadra dipende dagli attaccanti, se gli altri li vedono farsi il mazzo si caricano in modo incredibile. Ecco, Tevez fa esattamente quello”.  Come giudica Llorente, è già un caso? “Non è una situazione piacevole, sicuramente, perchè tutti vorrebbero giocare. Però credo che Llorente abbia capito che Conte è un allenatore che non ha pregiudizi, un allenatore che si conquista attraverso l’impegno e quello che si fa durante la settimana. E poi quando hai la possibilità di avere un’opportunità per giocare. Credo che Llorente debba tirarsi su le maniche, lavorare e convincere di essere all’altezza. Lasciamogli un po’ di tempo. Anche Zidane nei primi sei mesi ha fatto fatica, anche Platini, dunque, non giudichiamolo oggi, diamogli un po’ di tempo”. L’ultima domanda è sulla Nazionale di Prandelli. “E’ una squadra di cui essere orgogliosi. Per me in Brasile arriverà terza. Finisce così: Argentina, Brasile, noi e per il quarto posto Colombia o Belgio”.

(fonte tuttojuve.com)

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