LE VOCI – Tutta la verità sul futuro di Pirlo

LE VOCI – Tutta la verità sul futuro di Pirlo

Restare o non restare, questo è un problema per Pirlo. Talmente grosso che non provate a chiedere a lui o a Marotta, il rischio è quello di essere mandati a spigolare. Sul futuro del centrocampista è scattata una sorta di silenzio stampa bianconero o se preferite una storia delle tre…

Restare o non restare, questo è un problema per Pirlo. Talmente grosso che non provate a chiedere a lui o a Marotta, il rischio è quello di essere mandati a spigolare. Sul futuro del centrocampista è scattata una sorta di silenzio stampa bianconero o se preferite una storia delle tre scimmiette “io non vedo, io non sento, io non parlo”.

Il perché di questa situazione è abbastanza comprensibile. Andrea Pirlo sta decidendo e lo vuole fare senza pressioni, in assoluta tranquillità, quasi in solitudine, ben sapendo che questa scelta professionale sarà probabilmente l’ultima da calciatore.

Lo scenario è complesso e le offerte per Pirlo, come facilmente immaginabile, non mancano. Dalla Spagna (Real) e dall’Inghilterra (Tottenham) ci sono già contatti ufficiali. Altri i sondaggi.

Pirlo rimarrebbe volentieri anche alla Juventus, il problema sono i soldi, ma non soltanto questi. Pirlo vuole fortemente giocare, quando sta bene non capisce il turn-over, non ama essere sostituito, giocherebbe sempre. L’anno prossimo chiuderà con la nazionale per risparmiare energie e dedicarsi unicamente al club nel quale giocherà. Pirlo sa benissimo quali sono le regole di Conte, un allenatore ferreo che non guarda in faccia a nessuno. Alcuni momenti di “freddo” ci sono già stati, Pirlo non ha dimenticato la minaccia di Conte che dopo una sostituzione ha imposto a tutti di sedersi in panchina pena l’esclusione per un mese. Se Conte resterà alla Juventus, difficilmente resterà anche il centrocampista. Non perché il rapporto tra i due non sia buono, ma soltanto perché Pirlo teme di finire in panchina o di restare vittima del turn-over. Garanzie del posto fisso da Conte non le ha e non le avrà. Ma Conte resterà alla Juventus?

Questo è il grande interrogativo. Rispetto a un paio di mesi fa la situazione nei rapporti interni è migliorata, ma l’allenatore sogna sempre una grande squadra all’estero e i contatti non gli mancano. Molto dipenderà dai programmi bianconeri. La sensazione dell’allenatore è che vincere ancora con questo gruppo sarà difficilissimo se non ci saranno pesanti interventi sul mercato. La Juventus si è cautelata contattando da tempo Cesare Prandelli. Il Ct doveva diventare bianconero già nel 2009, scatenando le ire di Diego Della Valle, ora probabilmente corona il suo sogno: tornare a casa. Prandelli ha fatto parte della Juve per una vita (giocato poco per la verità) e il richiamo bianconero è sempre stato forte. Lo aveva cercato anche il Milan su consiglio di Sacchi, ma il ribaltone che sta per avvenire nel club rossonero con l’ingresso nella stanza dei comandi di Barbara Berlusconi con nuove figure manageriali ha fatto spostare l’attenzione su un allenatore più giovane e di provata fede milanista. Seedorf è in cima alla lista di Barbara, ma su questo nome è d’accordo anche Berlusconi.

Via libera, dunque, per Prandelli alla Juventus. Se Conte, però, dovesse decidere di restare accettando i programmi bianconeri non cambierebbe niente. E’ stato dato un ultimatum: decisione definitiva entro marzo. All’epoca la situazione Champions sarà più chiara e anche in campionato i valori saranno stati ampiamente espressi.

Tornando a Pirlo, se dovesse arrivare Prandelli resterebbe sicuramente. Con il Ct c’è un ottimo rapporto in nazionale, il buon Cesare non è allenatore modernissimo quando si parla di turn-over e Pirlo diventerebbe automaticamente un intoccabile.

Se dovesse andare all’estero, il centrocampista avrebbe confidato ad amici che il calcio inglese è quello che lo intriga maggiormente per il clima agonistico e per il modo di giocare diverso da quello italiano. Un altro che lo corteggia, però, è il suo amico Ancelotti che gli vorrebbe far chiudere la carriera al Real con una stagione (o due) alla grande. Vedremo. Giorni difficili, quindi. Comprensibile il silenzio e il rifiuto a tutte le domande sul caso. Pirlo non ha deciso, come può raccontare cosa farà?

La Juventus, però, nel caso in cui Pirlo decidesse di andar via si è già cautelata contattando Xabi Alonso in scadenza con il Real, un altro che vuol cambiare aria.

Marotta, però, sarebbe arrivato dopo la Fiorentina che ha individuato nello spagnolo il sostituto ideale per Pizarro che a fine stagione probabilmente tornerà in Cile. Macia, in Spagna ha grande ascendente, dopo aver portato a Firenze Borja Valero vuol provarci con un altro grande.

La Juve è alle prese anche con il futuro di Vucinic. Il montenegrino è troppo simile a Tevez. Si è visto che la coppia dei due piedi buoni ha scarsa forza penetrativa, giocano entrambi troppo lontani dalla porta. L’idea tattica buona sulla carta, non si è rivelata felicissima. Da quanto Llorente è tornato in forma ed ha ritrovato velocità, con qualche modifica negli schemi e nei movimenti, la Juventus ha più forza penetrativa. Giocando con il 3-5-2 la coppia è fatta e nel caso c’è sempre Quagliarella. Allora ecco l’alternativa di gennaio: vendere Vucinic e cercare un esterno di ruolo, buono per giocare nel 4-3-3. L’attenzione è caduta su Menez del Psg. L’ex romanista è in scadenza, gioca pochissimo e si può prendere a gennaio con una cifra abbordabile. Marotta sta lavorando, la vicenda è più di un’idea, il problema è vendere Vucinic a una cifra importante.

Si sono fatti avanti Tottenham (destinata gradita) e Newcastle (difficile che Vucinic accetti). Il discorso è aperto, ma la Juve è anche su Biabiany, altro esterno che piace molto a Conte, ma che costa anche molto. Otto milioni con un cartellino a metà fra Parma e Samp. Operazione complicata.

(fonte tuttomercatoweb.com)

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