LE VOCI – Nedved: “Torino è casa mia…”

LE VOCI – Nedved: “Torino è casa mia…”

TORINO – (calcionews24.com) «Posso vedere le montagne e sono circondato da alberi che mi ricordano la mia infanzia a Skalna, dove sono cresciuto andando a rubare la frutta con il mio amico Tomas. Vivere in un bosco mi riporta alle mie origini, è per questo che sto tanto bene qui».…

TORINO – (calcionews24.com) «Posso vedere le montagne e sono circondato da alberi che mi ricordano la mia infanzia a Skalna, dove sono cresciuto andando a rubare la frutta con il mio amico Tomas. Vivere in un bosco mi riporta alle mie origini, è per questo che sto tanto bene qui». Pavel Nedved, nel corso di una lunga intervista al Financial Times, ha svelato alcuni particolari retroscena, legati anche al suo arrivo alla Juventus

CHE SPAVENTO – «Un giorno mia moglie mi telefonò allarmatissima – spiega il ceco -, mi disse che un uomo aveva bussato dalla finestra del retro, era entrato e mi aspettava seduto al tavolo della cucina. Non aveva capito chi fosse ed era un po’ spaventata. Me lo feci descrivere e la tranquilizzai: era Umberto Agnelli, che viveva poco lontano da me, alla Mandria: amava passeggiare nel bosco e ogni tanto si affacciava nel retro di casa mia.

 

Ci considerava parte della sua famiglia, mi ha aiutato tantissimo, specialmente nel nostro primo anno a Torino ed è diventato un amico molto importante». Nel calcio italiano, però, non tutto funziona: «Lavorare duramente e fare i sacrifici devono essere dei passaggi naturali se si vuole migliorare o ottenere qualsiasi tipo di successo: nel calcio o nella vita. In Italia ce n’è troppo nei media e ovunque. Non c’è Paese che vive il pallone come voi. Forse perfino un po’ esagerato».

Juvenews.eu

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