LE VOCI – Giovinco-gol col Toronto (appena atterrato) e pronostico: “Vince Allegri 2-1”

LE VOCI – Giovinco-gol col Toronto (appena atterrato) e pronostico: “Vince Allegri 2-1”

Le voci giovinco

LE VOCI – Torna dalla Nazionale, rassicura l’allenatore, lo vanno a prendere all’aeroporto e subito allo stadio: gol da cineteca a chiudere il tour-de-force. Giovinco esalta i suoi tifosi, e sulla Gazzetta dello Sport ecco la lunga intervista rilasciata dalla Formica Atomica:

Una giornata fantastica durata almeno sei ore in più per via del fuso orario. Stanco?
«Macché. Sono partito da Roma a mezzogiorno, atterrato alle 16.30, mi sono venuti a prendere e mi hanno portato allo stadio (calcio d’inizio alle 19, ndr). Meno male che avevo dormito in aereo e poi le difficoltà le ho avute in Italia, dove per dor­ mire ho dovuto farmi dare un aiutino».

Dica la verità, lei sperava di giocare dall’inizio.

«Assolutamente sì. Avevo dato la piena disponibili­ tà (con una serie di messaggini all’allenatore, ndr). Se è il mio gol più bello? Difficile dirlo, dipende dalle situazioni. Però me lo sono rivisto in tv: sì,

molto molto bello. Anche perché pesante: la socie­ tà andrà ai playoff. Dunque non è un gol qualun­ que».

Ma qual è il significato della sua celebrazione? Quel dito che sembra mescolare qualcosa nel palmo della mano.
«Stirring the Pot, cioè il gesto di mescolare dentro una pentola. Lo fanno i Blue Jays del baseball, quando segnano punti pesanti. Ho voluto imitarli. E poi pochi minuti prima del mio ingresso in cam­ po avevano appena ottenuto in rimonta la quali­ ficazione alla finale dell’American League (Pennant, ndr), che gli sfuggiva dal 1993 e lo stadio era esploso. È la prima cosa che mi è venuta in mente per festeggiare: apprezzatis­ sima».

Il Toronto in questo momento è la quarta forza del campionato, seconda all’Est: che possibilità ha di vincere la Mls?
«È difficile, perché siamo giovanissimi. Ma proprio per questo capaci di far succedere di tutto. E quando giochiamo in casa di­ ventiamo molto pericolosi».

Si immaginava di venire nella Mls e fare tuto questo sconquasso in appena sette mesi?
«Me lo auguravo, ma un impatto simile non me lo aspettavo neppure io».

È la chiara dimostrazione che un attaccante per rendere al meglio ha soprattutto bisogno di giocare con continuità.
«Se si riferisce al fatto che in Italia facevo panchi­ na, è una cosa che non mi interessa. Sto talmente bene qui che non penso più a ciò che è accaduto in

passato. Purtroppo è andata in questo modo. Il mio percorso evidentemente doveva passare di qua. Se chiudi una porta poi si spalanca un portone».

Come il suo ritorno in Nazionale. Non era così scon- tato spuntare una convocazione a Conte giocando nella Mls?
«Anzi, era piuttosto difficile riconquistarla. È il se­ gnale che il mister guarda tutti. E poi è fondamen­ tale farsi trovare pronti. Se mi ha fatto promesse? Nessuna, non è nelle sue corde».

Ora pare che Giovinco faccia gola a molte in Europa, persino al Barcellona.
«L’ho letto, ma sto bene qua. L’unico progetto che ho in testa a gennaio è andare in vacanza: è un anno e mezzo che non vado in ferie».

Inter-Juve che partita sarà?

«Una partita difficile, ma spero che i miei ex com­ pagni riescano a battere i nerazzurri. Sarebbe im­ portante per risalire qualche posizione in classifi­ ca. Compromesse possibilità di scudetto in caso di sconfitta? È troppo presto per dirlo. Certo il distac­ co dal vertice si allungherebbe, ma la stagione è davvero all’inizio».

L’ha seguita la sua Juve in questo campionato?

«Non tutte le partite, spesso ho gli allenamenti che interferiscono con gli orari. La squadra è cambiata parecchio e la partenza di uomini importanti per il gioco dell’anno passato, come Tevez, Pirlo e Vidal, è un vuoto pesante da colmare. Ora si muove in modo diverso ed è normale che ci voglia tempo per assimilare gli schemi. Insomma, occorre avere un po’ di pazienza. So che a Torino tutti sono abituati

bene, ma bisogna capire le circostanze».

Juve-Inter, aprile 2009: lei entra nel finale al posto di Del Piero con i nerazzurri in vantag- gio per 1-0. Si ricorda il lieto finale?

«Me lo ricordo bene. Ho fatto l’assist per il pari di Grygera negli ultimi secondi. Anche se il passaggio era da calcio d’angolo».

È vero che la scorsa estate era stato vicino a trasferirsi all’Inter?

«Non ne so niente».

Domenica dove la vedrà?

«Dipende dall’orario dell’allenamento. Magari a casa o con alcuni compagni al pub».

Le mancano partite con questa atmosfera un po’ speciale?
«Certo. Però c’è la Nazionale in cui si possono

vivere emozioni forti come in certe gare di A».

I suoi attaccanti preferiti di Inter e Juve?

«Icardi e Morata. Perché sono dei grandi».

Pronostico secco.

«Spero vinca la Juve. Diciamo 2­-1».

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