LE VOCI – Conte: “Nazionale scelta di cuore, poi torno ad allenare il club”

LE VOCI – Conte: “Nazionale scelta di cuore, poi torno ad allenare il club”

In attesa della sfida del 31 marzo contro l’Inghilterra, nella cui cornice avverrà anche il ritorno di Antonio Conte allo Juventus Stadium, l’allenatore della Nazionale ha parlato del suo presente e del suo futuro in un’intervista esclusiva per il settimanale “Chi”. Conte ha tracciato un bilancio dei suoi primi mesi…

In attesa della sfida del 31 marzo contro l’Inghilterra, nella cui cornice avverrà anche il ritorno di Antonio Conte allo Juventus Stadium, l’allenatore della Nazionale ha parlato del suo presente e del suo futuro in un’intervista esclusiva per il settimanale “Chi”. Conte ha tracciato un bilancio dei suoi primi mesi da c.t. dell’Italia: “Sicuramente ora svolgo una tipologia di lavoro diversa rispetta al passato: prima avevo un contatto quotidiano con i giocatori e con il profumo dell’erba, ma ho deciso con il cuore e sono andato a scegliere la Nazionale in un momento non semplice, mi auguro che sia la cosa giusta. Ora penso solo all’Italia, quando scadrà il mio contratto (31 luglio 2016, dopo l’Europeo di Francia, ndr) vedrò cosa fare. Potrei cimentarmi all’estero o magari sposare qualche bel progetto in Italia…”.

 

 

ATTRITI E SPERANZE — I primi mesi sulla panchina della Nazionale non sono stati semplicissimi, più che per i risultati per il rapporto, a volte conflittuale, che si è instaurato con i club italiani soprattutto rispetto alla questione degli stage (il mese scorso febbraio Conte ha fatto saltare quello previsto per gli azzurri vista la poca disponibilità delle società a concedere i giocatori): “A me piace lavorare, vorrei lavorare, e mi sono accorto che in questa veste è più difficile farlo con una certa continuità e questo mi ha, fra virgolette, un po’ ‘deluso’. Da me ci si aspetta sempre il massimo risultato. Non è che chiedo troppo ma so anche che, nell’immaginario collettivo, se una squadra prende Conte deve vincere. Negli ultimi sei anni ho vinto cinque campionati (tre di A e due di B, ndr), e la mia storia porta ad avere pressioni”.

JUVE E SACCHI — Domani i bianconeri sfideranno il Borussia Dortmund per centrare il passaggio ai quarti di finale: “Bisogna avere pazienza e anche l’umiltà di capire che oggi ci sono squadre di altri Paesi con più esperienza e più soldi che, per ora, la fanno da padroni. Detto questo, in Champions puoi andare avanti anche se hai un sorteggio favorevole, se non becchi il Bayern o il Real sino alla finale”. Un pensiero anche sulla polemica che ha interessato un altro ex c.t. della Nazionale come Arrigo Sacchi, accusato di razzismo dopo le frasi sui troppi stranieri nei vivai delle nostre squadre: “Rispetto al 2006, quando l’Italia vinse il Mondiale, Lippi poteva scegliere fra un 64% di giocatori italiani; oggi ho a disposizione un 33-34%. Questo dato ti fa capire la difficoltà che ho nel selezionare i giocatori, è un grido che lanciamo da tempo ma non viene recepito. Dispiace per Sacchi, per come è stato trattato, perché conosco la persona e il suo intendimento non era razzista, ma ho capito che in Italia tante volte ci facciamo male da soli”. (gazzetta.it)

Juvenews.eu

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