LE VOCI – Biasin: “Per Llorente la Juve prepara un finale a sorpresa”

LE VOCI – Biasin: “Per Llorente la Juve prepara un finale a sorpresa”

Nel suo editoriale per Tuttomercatoweb, il giornalista di “Libero”, Fabrizio Biasin, si è soffermato – tra le altre cose – sulla situazione di Fernando Llorente. Ecco le sue considerazioni: Mio nonno è il classico vecchio rompixxxxxxxx. E poi è un cacciapxxxx di dimensioni bibliche. Al pranzo della domenica ne ha…

Nel suo editoriale per Tuttomercatoweb, il giornalista di “Libero”, Fabrizio Biasin, si è soffermato – tra le altre cose –  sulla situazione di Fernando Llorente. Ecco le sue considerazioni:

Mio nonno è il classico vecchio rompixxxxxxxx. E poi è un cacciapxxxx di dimensioni bibliche. Al pranzo della domenica ne ha per tutti: guarda il tg delle 13 e commenta le notizie, anche quelle del Tg BauMiao.
Caso Concordia. Nonno: “Ma cosa fanno quei pirla? Io sì so come si tira su il traghettone. Mica ci vuole tutta quella gente orcozio!”. Io: “Sì va bene nonno, sei bravo solo tu…”. Nonno: “Ero sul Titanic io! Chiedilo alla nonna!”. Io: “La nonna è muta da dodici anni”.
Post gara Inter-Juve: “Mazzarri è un cacasotto! Doveva mettere Milito e Andrea Seno porca schifa!”. Io: “Nonno, Andrea Seno ha smesso duemila anni fa”. Nonno: “Zitto tu, che ti piaceva Stramaccioni. Taci”.
Parte il Gp di Misano: “Valentino Rossi si è rimbambito, io col MotoGuzzi col cavolo facevo passare Marquez, gli davo la sportellata come dice Guido Meda”. Io: “Sì nonno, hai tre diottrie ma ‘ndo cavolo vuoi andare?”. Nonno: “Passami la salsa verde che il bollito di tua madre fa schifo”.
L’altro giorno in particolare si è fissato con Chris Horner, il 41enne vincitore della Vuelta. L’ho stuzzicato da par mio: “Uè nonno, quello lì a 41 anni va su che pare uno stambecco, tu te la fai nel pannolone plof plof”. Nonno: “Zitto infame, che se va bene c’ha il petrolio nelle vene. E ora vai fuori dalle balle che gioca il Milan”. Non ho avuto cuore di spiegare a caro nonno che stava guardando una replica. Io: “Nonno, secondo me Kakà non segna”. Nonno: “Zitto tu che è il Ricky-day, lo ha detto Galliani, bestia di un nipote”.
Ora, detto che nonno al gol del 2-2 di Balotelli è entrato in stato di coma apparente, mi son concentrato sul bollettino medico di casa Milan. Causa numero uno della serie di incidenti, strappi, fratture, rotture varie occorse ai diavoli: sfiga atavica. Causa numero due: errori di qualche genere in sede di preparazione atletica (sarà mica che gli scatti sulla collinetta di Milanello visti e rivisti durante la sosta, in fondo non facciano troppo bene?). Di sicuro c’è che a tre giornate dal via del campionato per Allegri sono guai seri. La rosa è ridotta ai minimi termini e – personalissimo giudizio di chi scrive – è stata mal assemblata a prescindere dagli infortuni. Per dire: se ho le scarpe quasi bucate e un vestito molto bello, io compro un paio di scarpe nuove, non un altro abito. In casa rossonera hanno deciso di puntare sulla collezione di abiti da gran sera ma ora si trovano con i piedi al freddo. Attorno a Kakà si è fatto un gran parlare (complimenti vivissimi per la scelta di sospendersi lo stipendio), ma solo mio nonno poteva credere al brasiliano che torna a casa e risolve tutti i problemi. Se Emanuelson gioca in continuazione dopo essere stato scartato, se trova spazio il mai utilizzato Zaccardo, se domani in panchina ci saranno svariati ragazzini significa che sì, la iella si è messa di mezzo, ma anche che non si è deciso di allestire una rosa con sostituti all’altezza.
Il problema è serio, ma Allegri ha dimostrato di saper superare momenti anche peggiori.

Pensavo tra me e me e nonno caro si è messo ha sbraitare. Nonno: “Hai visto ‘sti minxxxxx, in venti contro uno si son messi, se c’ero io vedi che fine facevano”. Io: “Nonno, fai il bravo che ti viene una sincope e smettila di stare su Facebook che tanto non ci crede nessuno che hai la faccia di Brad Pitt (nonno ha il profilo con la faccia di Joe Black di “Vi presento Joe Black”)”. Nonno: “Fatti i cavoli tuoi”. In realtà non ha detto cavoli.
Incuriosito dalla foga bestiale di nonno, ho dato un’occhiata al pestaggio di San Siro. Roba da medioevo, e fa specie che certe cose vengano archiviate quasi come fossero la normalità. Per fortuna a San Siro non c’era Thohir, altrimenti sai che figura di palta col futuro patron. Che poi, futuro patron… Qui son quattro mesi che attendiamo annunci, annuncini, notizie, e più passano i giorni più sembra chiaro a tutti quanti che qualcosa s’è inceppato.
I bene informati sostengono che Moratti si sia ringalluzzito non poco. Merito dei risultati targati Mazzarri (non che abbia fatto una rivoluzione Copernicana, semplicemente ha messo 11 cristiani al loro posto), merito di figliol Angelo Mario, che sta gestendo tutto il cucuzzaro in prima persona e in fin dei conti ha capito che non c’è tutta questa fretta per arrivare a una conclusione. La sensazione è che l’affare si farà, ma non come lo immaginiamo. Thohir (e non i cinesi, al massimo interessati a una partnership di secondo piano), avrebbe già deciso di gestire il marchio Inter (e solo quello) per provare a guadagnarci qualche soldino. La gestione “di campo” resterebbe nelle mani dei “Moratti’s” che cederebbero quote poco alla volta.
Ho provato a spiegare questa cosa a nonno, e lui: “Ne inventi di cazzate tu…”. E poi: “Vammi a prendere la calzamaglia di Alvarez nell’armadio che qui fa freschino”.

Che poi quel vecchio trombone ha massima stima soprattutto per Antonio Conte e le sue teorie. Dice di conoscerle tutte. Io: “Nonno, tu che sai tutto mi dici perché Llorente non gioca mai neanche se in partitella manca il portiere e lui porta il pallone da casa e offre le caramelle Goleador a tutti?”. E lui: “Vedrai, giocherà”. Su questa cosa io e lui non siamo per nulla d’accordo. La sensazione, crescente, è che Conte abbia già stilato la sua personale classifica di gradimento: Tevez non si tocca, Vucinic se appena-appena sta in piedi gioca, Quagliarella gli sta un po’ sulle balle ma è la prima alternativa, Giovinco avrà il suo spazio perché piace al mister (ma prima deve fare tutti i compiti a casa e recitare a memoria il “Fra Martino Campanaro”), Llorente… Llorente c’è ma è come il giubbotto di marca che ti ha regalato la mamma. Devi far finta che ti piace tanto perché mamma altrimenti ci rimane male, ma in realtà lo seppelliresti nell’armadio insieme alla cintura “Charro” e alla felpa “Lonsdale” che non metti dai tempi del liceo. E allora qualche occasione lo spagnolo l’avrà, magari già stasera in Danimarca, ma giusto per salvare le apparenze. A gennaio si vedrà: al momento la soluzione più probabile è che Conte chiederà a Marotta di rifilare Fernando al miglior offerente (Barcellona?) in cambio di una punta all’altezza. Il sogno è Sanchez (panchina per il cileno nelle ultime due partite), ma vai a capire se in Spagna accettano.

Chiusura su Napoli e Roma, costruite con giudizio e in vetta non per caso. Nonno: “Alla fine Zeman ha trovato la quadra”. Io: “Nonno vai alla bocciofila, ora in panca c’è Garcia con l’accento sulla a”. Nonno: “Mi prendi per il cxxx? Taci che inizia Toro-Milan, è il giorno di Kakà…”. E vabbè…

(fonte tuttojuve.com)

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