LE VOCI – Biasin: “Conte ha un piano che qualcuno non gradirà”

LE VOCI – Biasin: “Conte ha un piano che qualcuno non gradirà”

La prima firma delle pagine sportive di “Libero”, Fabrizio Biasin, si è addentrato nelle vicende di Inter, Milan e Juve nel suo editoriale settimanale per Tuttomercatoweb. Ecco le sue considerazioni: Non so come dirvelo, cari lettori, ma mi sono seriamente rintronato. Colpa mia, per carità. Mi spiego: orfano del calciomercato…

La prima firma delle pagine sportive di “Libero”, Fabrizio Biasin, si è addentrato nelle vicende di Inter, Milan e Juve nel suo editoriale settimanale per Tuttomercatoweb. Ecco le sue considerazioni:

Non so come dirvelo, cari lettori, ma mi sono seriamente rintronato. Colpa mia, per carità. Mi spiego: orfano del calciomercato ho ritrovato un po’ di tempo libero e mi sono imbattuto in una notifica assai colorata chiamata “Candy Crash Saga”. Ho pensato: “Chissà che colossale puttanata” e, ignaro, ho scaricato codesta luminosa applicazione. Ebbene, da quel giorno vedo caramelle che mi sorridono ovunque, pure dal dentista. E zuccheri, e liquirizie, e vado in totale sollucchero, e sento voci di un tizio che pare Sandro Ciotti che dice: “Delicius!”, o “Divine!”, o “testa di calamaro vuoi smetterla di giocare che sembri un invasato?”.

Fatto sta che a dieci giorni dalla fine del mercato uno spera di farsi un po’ i fattacci suoi. Che ne so, gradirebbe applaudire l’Italia prandelliana che finalmente riesce a mettere in campo quei due ganassa di Balotelli e Osvaldo. Oppure vorrebbe spulciare i dati sul monte ingaggi con la possibilità di scoprire che finalmente in Serie A i soldi non li buttano più dalla finestra, ma li investono con un minimo di intelligenza. O desidererebbe godersi semplicemente un po’ di calcio giocato e capire davvero come hanno operato i gran signori del mercato.

E invece la perfida nuvola fantozziana arriva sul Nord Italia e distrugge tutti i piani come neanche due caramelle ciccione scoppiate all’unisono, del genere, per capirci, che ti fanno provare godimento fisico.

Partiamo da Milano, sponda rossonera. Tutti aspettano Kakà, e si fa male Abate in Nazionale. Tutti guardano Kakà (sabato a Chiasso) e si fa male Silvestre. Tutti parlano di Kakà – Galliani in testa – e si fa male De Sciglio. Che poi quella del terzino più bravo, più carino e più educato del mondo è vera sfiga. Non s’è mica fatto male in allenamento, né in un incidente di gioco. A Milanello bocche cucite, ma sembra che il baby-Maldini sia stato vittima di uno di quegli incidenti che capitavano al pesce lesso Pato. Ve li ricordate? “Pato si gratta al ginocchio: lesione al menisco”. Oppure: “Paro imita i cantanti di Io Canto: corde vocali lacerate”. Ecco, una roba del genere. Con Abate fermo 20 giorni e il Napoli in arrivo, Allegri non sa più che pesci pigliare. O meglio, pescherà Zaccardo dal fondo della panchina. Appena 45′ da gennaio in maglia rossonera per l’ex Parma che per un pelo non finiva a Napoli l’ultimo giorno di mercato in cambio di Cannavaro: «Teniamolo che può giocare pure a destra», ha pensato il lungimirante Allegri. E ha avuto ragione. Certo che se a Mexes o Zapata, a furia di veder Kakà, viene il mal di pancia, allora sono cavoli amari per tutti. Max non può nemmeno attaccarsi alla caramella multicolor Ambrosini, utilizzabile all’occorrenza in difesa, ché l’ex capitano s’è accasato a Firenze con tanto di polemica. Forse i tifosi che a gran voce invocavano un centrale, invece dell’ennesimo belloccio offensivo, non avevano tutti i torti: «Con Kakà e Saponara siamo fortissimi davanti, attaccheremo molto», assicura Galliani. Nel frattempo Abbiati si tocca i cosiddetti.

Anche alla Juve s’è fatto il botto, ma non più sul mercato. A Varsavia Vucinic viene chiuso come crema del Ringo da due biscottoni polacchi – scusate, è l’effetto Kakà – e esce in barella. L’Italia bianconera a quel punto vorrebbe punire il granata Glik con la visione perpetua dell’immortale “Alex l’Ariete” con Alberto Tomba, ma il ragazzo si giustifica prontamente: «Non sono stato io, è stato quello di Avetrana». E subito, Zì Miche: “È vero, sugno statu io”.

Tutti apparentemente calmi, insomma, tranne Antonio Conte. Lui sì che voleva un attaccante. Anzi, ce l’aveva già: proprio quel Matri lì, ora in rossonero con le meches e la caramellissima Fede Nargi. Gliel’hanno venduto per rispettare il budget, e gli tocca farsi andar bene Llorente. Al momento il pennellone spagnolo ad Antonio è piaciuto come un chilo di trippa mischiata all’Ovomaltina.

La verità è che il centravanti spagnolo avrebbe bisogno almeno di un mese in campo per entrare in forma, ma la Signora – legittimamente – non aspetta nessuno. Conte potrebbe riesumare Quagliarella o puntare ancora sul suo pupillo tascabile, Giovinco, ora impegnato a scegliere le cose per l’imminente inizio della scuola. Pare che il campioncino abbia optato per l’astuccio della Pimpa e lo zaino di “Cattivissimo Me 2”. Con Caceres e Marchisio ko – e la Champions che s’avvicina – anche Conte si sta grattando come e più di Allegri.

Nella lista dei devoti ci vanno pure i tifosi interisti: aspettano l’apparizione della madonna di Giacarta, Erick Thohir, ma l’epifania tarda. Massimo Moratti al momento si gode l’Inter risparmiosa – tetto ingaggi sceso a 95 milioni – e rimanda il giorno dell’addio. O perlomeno rinforza la propria posizione di uomo “di campo”: Thohir a quanto pare non ha alcuna intenzione di metter becco nella gestione della squadra (anche perché non la conosce) e preferisce accontentarsi dello sviluppo del marchio.

Jonathan, Nagatomo e Alvarez, pescati a bere succhi di frutta marca “Lourdes”, fanno volare l’entusiasmo, ma meglio non illudersi. Le prime uscite hanno raccontato di un’Inter rigenerata, ma la creatura di Mazzarri è un malato di polmonite che ha preso le prime pastiglie di antibiotico: si rischia la ricaduta. Per capirci: l’Inter di Walter è ancora al maledetto Lago di limonata della Saga (come me) o è già ai Ghiacci deliziosi (livello 246)? Lo scopriremo sabato pomeriggio.

Chiusura con gli stipendi della Serie A: sono solo 12 i paperoni che guadagnano più di 4 milioni all’anno, nel 2010 erano 18. De Rossi è il re, incassa 6,5 milioni a stagione. Ora, mi domando, quanti martelli lecca lecca può comprarsi mannaggia a lui? (Per donarmi una vita o degli psicofarmaci… Twitter: @FBiasin).
Ps. Ieri mattina ho incontrato altri 160 ragazzi che sognano di fare questo bistrattato ma sempre bellissimo mestiere. A loro va il mio propiziatorio inculoallabalena! Guai a voi se vi arrendete…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy