L’AVVERSARIO – Sarri in conferenza: “Napoli-Juve ha una storia a sé”

L’AVVERSARIO – Sarri in conferenza: “Napoli-Juve ha una storia a sé”

Sarri

NAPOLI –  Ecco le parole della vigilia. Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Juventus, in programma domani sera al San Paolo domani sera alle 20:45.

LA JUVE – “Non ho visto una squadra spenta contro il Carpi, non ho visto una squadra con poca intensità come ho sentito i miei dati non mi dicono questo, la squadra ha fatto 12km come media per giocatore, miglior media stagionale. Il Carpi ci ha creato difficoltà perché non ci ha dato spazi, ma ho visto comunque una buona squadra. Non ha perso la testa, restando lucida fino alla fine Io sono sereno, non ho cambiato idea rispetto al passato, la pressione è tanta ma fa parte degli aspetti di questo lavoro con cui uno deve convivere. Chi rischia di più tra me e Allegri? Stiamo parlando di una partita che verrà giocata a settembre e non la metterei giù così drastica. Domani non mi importa nulla della classifica, la sfida di domani è qualcosa a parte e dobbiamo giocare per qualcosa di diverso perché i napoletani tengono moltissimo a questa partita e spero di trasmetterlo ai giocatori. Noi vogliamo fare sempre la partita, così come la Juventus, verrà fuori una partita aperta in cui una delle due prenderà il sopravvento ma penso che succederà in maniera naturale”.

CRISI – “Io emozionato? Se fossi stato emozionato ogni qualvolta me lo avete detto voi sarei svenuto. C’è una tensione normale, mi aspettavo uno stadio più pieno e spero di trasmettere la passione dei tifosi ai giocatori e spero di far contenti i nostri tifosi perchè il retropensiero dei nostri tifosi è lo stesso di quello che ho io. Io guardo la realtà e in questo momento è uno scontro diretto per la medio-bassa classifica. Loro hanno vinto 4 Scudetti consecutivi, sono vice-campioni d’Europa, hanno scritto la storia del calcio italiano in passato e la stanno scrivendo anche in questi anni, noi siamo partiti con un progetto nuovo da 70 giorni e al momento gli obiettivi delle due squadre sono distanti. La Juve ha fatto una buona partita con il Frosinone, non è in crisi. Non abbiamo subito gol nelle ultime tre? Non diciamo nulla che porta sfiga”.

FUTURO  – “La squadra fisicamente inizia a stare bene e siamo in una fase di consolidamento che non ci permette di ruotare molto i giocatori ma ho visto una squadra con un buon piglio e questo mi fa ben sperare. Gabbiadini? L’altra sera non ha giocato da centravanti, secondo me non è quella la sua posizione ideale ma la sua condizione sta crescendo, è un giocatore forte e 5 metri avanti e indietro cambiano poco, se vuoi la mia idea personale ti dico che Gabbiadini è un attaccante da due punte e non da tre punte. Abbiamo dei centrocampisti centrali che sono bravi se giocano in un centrocampo a 3 e che potrebbero soffrire in un centrocampo a 2 e penso che vedere sempre una soluzione come quella vista a Carpi non è pensabile. Tattica? Si deve andare oltre ogni cosa, questa è una partita da anima e da cuore”.

HIGUAIN  – “De Laurentiis mi ha definito doctor? Mi stava prendendo per il culo. Mi sento un allenatore da campo, ci sono allenatori bravi ad ottenere subito il 99%, ci sono gli allenatori da campo che se ce la fanno alla fine ottengono il 101%. Domani non ci saranno i tifosi della Juventus? Dispiace, io non sono per le pene collettive, perché  se tra i tifosi della Juve ci sono dei delinquenti devono andare in galera, gli altri invece devono avere la possibilità di andare allo stadio liberamente, per me hanno solo il difetto di tifare Juventus (ride, ndr). La Juventus è una squadra fortissima in grado di vincere 10 partite consecutive, sull’Inter invece non lo sappiamo ancora perchè siamo all’inizio. Noi abbiamo potenziale, abbiamo difetti grossi ancora da limare e dobbiamo continuare a lavorare per vedere chi siamo. Domani dobbiamo fare una partita per rendere orgoglioso il pubblico in qualunque modo vada la partita, poi ci saranno partite ‘normali’ in cui verificarci. Higuain? Può essere determinante sempre e comunque, anche in una sfida come quella. Jorginho? Ci ha dato qualcosa di importante fino a questo momento, avevo pochi dubbi che a 3 si trovasse bene e me lo ha confermato”.

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