L’AVVERSARIO – Pioli: “La Juventus resta la più forte insieme alla Roma”

L’AVVERSARIO – Pioli: “La Juventus resta la più forte insieme alla Roma”

L’AVVERSARIO – Pioli: “La Juventus resta la più forte insieme alla Roma”

pioli

TORINO – Stefano Pioli, attuale tecnico della Lazio, ha parlato ai microfoni de “Il Corriere dello Sport” in merito all’andamento di questo campionato di Serie A. Ecco le parole di Pioli: “Punto molto sui rapporti, sulla professionalità e sul cercare di far giocare bene la mia squadra – spiega -. Mi dipingono come una ‘brava persona’? Credo a volte si confonda l’educazione e il rispetto con la mancanza di personalità. E’ un errore. Credo di avere il carattere giusto, non serve fare dei proclami o dichiarazioni che possono piacere ai media e ai tifosi. Qual è il salto di qualità per arrivare ai livelli dei Capello, dei Lippi, degli Ancelotti?  I grandi allenatori sono considerati grandi quando cominciano a vincere qualcosa. Se voglio essere considerato grande anche io devo cominciare a vincere qualcosa. E’ quello che vorrei fare e con tutto il cuore vorrei riuscirci con la Lazio. Mi trovo bene qui. Sono contento, orgoglioso di essere l’allenatore della Lazio, di questi colori, di questi tifosi. Il sogno, l’obiettivo è vincere qualcosa. Potevamo già farlo, non ci siamo riusciti, è stato un peccato. Una grande stagione come quella passata andava completata con una vittoria. E penso la Coppa Italia avevamo dimostrato di poterla meritare. Purtroppo è sfuggiata, ma voglio continuare a pensare in grande. Vincere significa vincere una competizione, qualunque essa sia. Sarebbe importante per il nostro lavoro, per quello che cerchiamo di costruire. La Coppa Italia o altro. Se riusciremo a dare il massimo, potremo giocarci le nostre carte in tutte e tre le competizioni. Quest’anno possono vincere lo Scudetto cinque o sei squadre?  Penso sia troppo presto. La classifica sarà giusta guardarla a febbraio, non prima. Gli equilibri ci sono, ci vuole poco tra vincere e perdere una partita. Le squadre forti ci sono e saranno loro ad arrivare nelle prime posizioni. Noi possiamo competere con queste squadre forti. Il Napoli è da scudetto?  Il Napoli era già una squadra forte anche l’anno scorso, come noi aveva mancato i preliminari. Ha grande qualità. Juve, Roma, Napoli e forse Inter hanno qualcosa in più delle altre. Poi ci siamo noi e la Fiorentina. C’è un lotto di squadre di alto livello. Perché il Napoli, con tre punti in meno della Lazio, può pensare allo scudetto e la Lazio no? Questo non lo dico io, lo dite voi, quando fate le interviste o chiedete i pronostici. Il Napoli ha ricevuto tantissimi voti dagli addetti ai lavori, la Lazio solo uno. Credo nella mia squadra, ma credo anche ci siano dei valori da rispettare. Mancini arriva e si fa comprare quindici giocatori? Non mi permetto di giudicare. Se Mancini l’ha fatto, è perché riteneva che andasse fatto. Io ha dato le indicazioni che ritenevo giuste e in relazione alle possibilità della società. La Juve resta la più attrezzata per lo scudetto?  Al momento la Juve è la squadra più forte del campionato insieme alla Roma. Mi viene rimproverato di perdere nei grandi appuntamenti? Abbiamo perso due finali, non le abbiamo perse con il Canicattì, ma con la Juve, è normale si possa dire che Pioli non ha vinto. E’ la verità. Abbiamo sempre perso con la Juve, questo mi dà fastidio, credo per come l’abbiamo giocata si potesse vincere la finale di Coppa Italia. Quale partita vorrei rigiocare tra le due finali con la Juve, il derby del 24 maggio e il preliminare di ritorno con il Bayer? Il preliminare e non deve essere per mancanza di rispetto, sono convinto che la squadra presentata a Leverkusen fosse competiviva. Ma quella partita vorrei rigiocarla con la squadra al completo. Felipe Anderson? Quello che diventerà Felipe è difficile prevederlo, vale per tutti in giovani. Ha qualità tecniche e fisiche. Continuo a dire che è un ragazzo volenteroso, lui lo sa, lavoriamo in campo e davanti ai video, nelle scelte di gioco può migliorare. Quando parlo con il mio ds, non mi interessa se un giocatore è destro, mancino, alto o basso. Gli chiedo se è un giocatore intelligente. Servono giocatori intelligenti. Il calcio è semplice, ma le situazioni in campo cambiano velocemente. Sei in possesso, non lo sei, sei in inferiorità numerica e così via. Chi legge più velocemente, ha dei vantaggi. Felipe è un giocatore intelligente per capire quando deve puntare l’uomo o scaricare la palla, deve migliorare nel gioco senza palla. Questo vale per Candreva, per Kishna, per Keita, tutti dotati di grande velocità. Se sapranno andare senza palla diventeranno ancora più forti. Chi è il giocatore più decisivo del campionato italiano? In questo momento dico Higuain. Può fare la differenza, la squadra che ce l’ha a disposizione parte quasi con un gol in più. Chiedere il rinvio del derby prima della trasferta in Norvegia?  So che la risposta non vi piacerà. Prima del derby e del Rosenborg ci sono cinque partite. Noi volevamo tornare in Europa, ora ci siamo e non ci lamenteremo mai di giocare partite così importanti e ravvicinate. Il derby lo prepareremo al meglio, non ci sono dubbi. L’orario? Credo proprio che lo giocheremo alle 15. Quali sono i miei allenatori di riferimento? Allenatori di riferimento no. Se mi chiedete quello quello che mi piace di più per come fa giocare la squadra e quello che rappresenta, dico Guardiola. Il suo calcio mi piace tantissimo. Lo conosco. Grande persona, grande allenatore. In Italia ce ne sono tanti bravi, non ho un nome solo. La scuola di Coverciano è ottima, ti dà tanto, siamo molto preparati, a volte pensiamo di esserlo anche troppo. Perché Guardiola?  Mi piace la sua filosofia, l’identità della squadra. Non mi piacciono gli schemi, il giocatore in campo deve essere libero ma deve sapere che suona in un’orchestra, non è uno sport individuale. Guardiola non dà punti di riferimento, vuole fare la partita e controllarla. Non significa non difendere. Controllare la partita significa spostare il baricentro in avanti, avere idee, giocatori in movimento e una squadra che porti soluzioni in possesso palla e che lavori insieme. Nel suo piccolo, la Lazio sta cercando di fare questo. Voglio giocatori che prendano iniziativa, quelli di qualità devono entrare in possesso palla più volte nella metà campo offensiva, non nella nostra. L’obiettivo è divertire i nostri tifosi. Non basta giocare bene, ma bisogna accompagnare il gioco con il risultato. Questo fa la differenza. Ma giocare bene significa avere più possibilità di fare risultato”. 

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