LA STORIA – Napoli – Juventus, ecco i precedenti più emozionanti

LA STORIA – Napoli – Juventus, ecco i precedenti più emozionanti

Napoli – Juventus è il grande posticipo di oggi. Già, Napoli – Juventus è l’atto finale della domenica del pallone. Decisamente, un bel modo per concludere questa 18° giornata di campionato. Il grande libro della storia del calcio vedrà un nuovo capitolo di una partita, mai, banale. Anzi, ripercorriamo le…

Napoli – Juventus è il grande posticipo di oggi. Già, Napoli – Juventus è l’atto finale della domenica del pallone. Decisamente, un bel modo per concludere questa 18° giornata di campionato. Il grande libro della storia del calcio vedrà un nuovo capitolo di una partita, mai, banale. Anzi, ripercorriamo le pagine più emozionati dello scontro del San Paolo. Napoli – Juventus è, senza ombra di dubbio, un appuntamento da non perdere. Come tutti i grandi appuntamenti, però, bisogna farsi trovare pronti. Inammissibile voler assister alla partita del San Paolo senza la giusta preparazione. D’altronde, sarebbe come passeggiare per Philadelphia e capitare di fronte a quel palazzo con i mattoni rossi, chiamato Indipendence Hall. Non puoi ammirarlo e basta.

 

Devi, obbligatoriamente, sapere cosa è successo, perché  se no, il tipo accanto a te con la camicia a stelle e strisce in ginocchio, è solo un pazzo. Forse, lo è davvero, ma lì si è scritta qualcosa come la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Non può essere, solo, un edifico carino, ma è uno di quei luoghi dove è avvenuta la storia. Altrettanto è Napoli – Juventus. Non può essere, solo, una partita, perché nel passato sono accadute cose che l’hanno resa una grande classica del calcio italiano. Anzi, per Aurelio De Laurentiis “Napoli – Juventus è il vero derby d’Italia.” Non ci resta altro da fare che aprire il libro e sfogliare le 6 partite più spettacolari che il San Paolo abbia visto.

Il San Paolo ha visto passare diversi campioni nella sua storia. Quei giocatori che con il pallone deliziavano una delle platee più difficili e, allo stesso tempo, calorose del mondo. Già, ma un nome solo è rimasto nella storia di quella città. D’altronde, era, semplicemente, il più forte di tutti. Non ti punta, ma ti finta fuori dalle scarpe. Non calcia il pallone, ma dipinge qualcosa che, ancora, oggi ti lascia senza parole. Un piede sinistro che è stato immerso nel fiume Stige per renderlo il più forte di sempre. Come ha gestito questo talento, poi, è un’altra storia. In quel Napoli – Juventus, annata 1989/90, c’è tutta la maestosità del numero 10 azzurro. La capacità di essere un passo avanti rispetto agli altri e coordinarsi in un battito di ciglia per il vantaggio napoletano. Il raddoppio, poi, è un’inno alla bellezza per cui senti il rumore delle farfalle nello stomaco. No, siamo degli inguaribili romantici ed è impossibile non emozionarsi nel vedere certe giocate. L’uscita a piedi nudi, poi, è qualcosa che ti strappa più di un sorriso. Semplicemente, Diego Armando Maradona!

La memoria di un tifoso è una roccaforte di partite. Già, perché si possono dimenticare i nomi, gli anniversari o le persone, ma non i risultati della propria squadra. Semplicemente, è impossibile. Già, impensabile che un tifoso azzurro non ricordi quella notte. Missione, altrettanto, difficile per il rivale bianconero. D’altronde, in palio non c’erano i canonici 3 punti, ma la Supercoppa italiana del 1990. Il tabellino è l’inferno bianconero e, allo stesso tempo, il paradiso partenopeo. Dipende, solo, dai punti di vista. 5-1 finale e Diego alza la coppa. Pizzica le corde del cuore, poi, il duello dei numeri 10. QuelBaggio – Maradona che è qualcosa che emoziona ancora oggi. Il Raffaele di Gianni Agnelli lascia il suo ricordo con una punizione degna del soprannome affidatogli dall’Avvocato. Peccato che sia l’unico lampo in una notte da dimenticare per la vecchia Signora.

Sfidavo Maradona nel salotto di casa quando sognavo di diventare calciatore.” Già, certe cose le hai nel sangue fin da piccolo. Non sappiamo se Alessandro Del Piero faceva come Kobe Bryant. Il piccolo di Kobe che, guardando la tele, se il padre giocava, lui lo imitava in salotto. Se il signor Joe si accomodava in panchina, lui si sedeva sul divano. Mente tutta da studiare quella del Black Mamba. Resta il detto che è un giovane Del Piero  quello che illumina il Napoli – Juventus della 3° giornata di campionato della stagione 1994/95. Un gol che, solo, la storia lo eleggerà come il gol alla Del Piero. Qualcosa di inarrivabile bellezza. Già, è lui la stella più bella di quella notte di settembre. D’altronde, “è un destino, forse, per chi porta il numero 10.

Si dice che la prima volta non si scorda mai, ma, se per quello, nemmeno l’ultima. Già, il mondo bianconero deve riavvolgere il nastro fino al Napoli – Juventus del 30/09/2000. Tanto per cambiare, a decidere quella partita, fu una giocata di Alessandro Del Piero. Certo, porta diversa. Come, diverso è il suo taglio di capelli. Peccato che, identica, sia la meraviglia che confezione al San Paolo. Un destro a giro di rara bellezza che ti fa ricordare, come se ce ne fosse bisogno, quanto pazzesco era quel ragazzo. D’altronde, nello stadio di Diego, se porti quel numero, non puoi fare altro che lasciare tutti senza parole! Tanta lana Alex!

Il calcio è una scarica di emozioni che non possono lasciarti indifferente. Impossibile rimanere impassibili davanti allo spettacolo del Napoli – Juventus, annata 2011. Non è stata una partita, ma uno spot, stupendo, del nostro calcio. Qualcosa non adatto ai deboli di cuore. Si parte con Hamsik che viene richiamato mentre stava esultando, perché il rigore era da ribattere. Dove stava andando, poi, resta un mistero. Ovviamente, la replica finisce alta e WM chissà che scusa stava, già, pensando. Si, ma è lo stesso numero 17 a sbloccare la partita. Il San Paolo esplode al raddoppio di Pandev. Matri accorcia, ma, sempre, il giocatore macedone gonfia la rete con una giocata di illegale bellezza. Tutto sembrerebbe portare alla prima sconfitta dell’era Conte. Appunto, sembrerebbe, perché quella Juve non perderà mai. Il motivo è, abbastanza, semplice. Il verbo mollare non è che non esiste, ma, a Vinovo, non è contemplato. Estigaribbia la accorcia e, poi, Simone Pepe la fissa su un 3-3 incredibile. 90 minuti che sono un inno alla bellezza del gioco del calcio. Perché amiamo questo sport? Semplice, perché regala notti come queste!

Certo, in quel di Doha, si è registrata l’ultima volta che le due squadre hanno incrociato i tacchetti, ma, al San Paolo, l’ultimo atto è stato un altro. Stessi tifosi ad esultare, ma Benítez, questa volta, rifila lo schiaffo all’Antonio nazionale. Il suo Napoli ha fatto impazzire il pubblico di casa. “È come vincere lo scudetto” ha, addirittura, dichiarato il cantore Auriemma. Forse, dichiarazioni esagerate, come sopra le righe sono state le sue esultanze. Certo, il gol che metta al sicuro il risultato è qualcosa che alza, nettamente, l’indice dello spettacolo. Buffon non si butta nemmeno, quasi impietrito dalla bellezza del destro belga. Ecco, togliete, invece, il quasi per quanta riguarda Antonio Conte. Il regista si diverte, e non poco, a inquadrare il volto pietrificato dell’allenatore bianconero. È spettacolo, anche, questo.

Certo, il libro della storia ha, altre, pagine, ma queste sono quelle che più grondano emozioni e brividi, infiniti, lungo la schiena. Cari calciofili, non resta altro da fare che mettersi comodi, perché il bello sta per arrivare. Buon Napoli – Juventus a tutti! (http://buzznews.it/)

Juvenews.eu

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