LA SQUADRA – Vucinic l’incostante…

LA SQUADRA – Vucinic l’incostante…

Bivio- Vucinic , questa volta non si scappa. Ché se prima il montenegrino, di riffa o di raffa, un posto da titolare lo trovava sempre e comunque (la scorsa stagione ha infatti collezionato la bellezza di 43 presenze in bianconero, di cui 31 da titolare), quest’anno, il posticino, dovrà sudarselo,…

Bivio- Vucinic , questa volta non si scappa. Ché se prima il montenegrino, di riffa o di raffa, un posto da titolare lo trovava sempre e comunque (la scorsa stagione ha infatti collezionato la bellezza di 43 presenze in bianconero, di cui 31 da titolare), quest’anno, il posticino, dovrà sudarselo, accaparrarselo, difenderlo con unghie, denti e… gol. Già, non si scappa.
POKER Se c’è un titolare, un protagonista, un intoccabile là davanti, quello è infatti Carlos Tevez . Quanto al ruolo di spalla dell’Apache, beh, sarà bagarre tra quattro. Più o meno alla pari. C’è Fabio Quagliarella , “redivivo”: paradossalmente galvanizzato dall’addio soltanto sfiorato. C’è SebastianGiovinco , che comunque sia – espressamente richiesto da Antonio Conte – è e resta l’attaccante con la maggior valutazione tra quelli in organico (11 milioni la metà, 22 in totale). C’è Fernando Llorente , a lungo conteso, oggetto di una vera e propria lotta tra Juventus e Athletic Bilbao. Eppoi, appunto, c’è Mirko Vucinic. Che avrà pure qualità, doti tecniche e specifiche caratteristiche che agli altri mancano, ma che – dati alla mano – difetta in continuità. Non si scappa.

IL GRAFICO Non si scappa, si intende, perché se – in modo neutrale, oggettivo – si estrapolano i voti della scorsa stagione del montenegrino (tra campionato, Champions, Supercoppa, coppa Italia) e li si “traduce” in grafico, si scopre in maniera ancora più netta quanto è stato altalenante il rendimento della punta. Un range tra il 5 e l’8.5, vale a dire tra il decisivo/strepitoso ed il non pervenuto/dannoso. Otto, otto e mezzo; poi sei, un bel sette, ma a seguire tre cinque di fila. Avanti: un bel sette, bravo. Ma ecco un altro 5. Ancora 7, ci siamo! Ma no, di nuovo cinque… E avanti così.
PRETESA Continuità, ecco cosa pretende Conte da Vucinic. Pena, appunto, un po’ di panchina. Tanto più perché, se è vero che lo scorso anno, per lungo tempo, Vucinic ha avuto l’alibi della tendinopatia, quest’anno ha invece avuto modo di prepararsi al meglio. Altro motivo per cui Conte – e la piazza bianconera tutta – si aspetta un definitivo salto di qualità (già ad altissimi liveLLi, per carità…) della punta strappata nel 2011 alla Roma per 15 milioni di euro.
COPPIA (QUASI) FISSA Sulla carta la coppia composta da Tevez e Vucinic resta ovviamente quella che più si avvicina alla dicitura di “coppia titolare” di questa nuova Juventus. Questione di qualità, ma anche di caratteristiche individuali, che ben si sposano. Non a caso, finora, Conte ha sempre dato fiducia, sin dal primo minuto, al tandem argentino-montenegrino. Contro la Lazio in Supercoppa (Tevez-Vucinic per 90 minuti); contro la Sampdoria (Tevez-Vucinic fino al 44’st, poi sono subentrati loro Giovinco e Llorente); contro la Lazio in campionato (Tevez-Vucinic fino all’82’, allorché Quagliarella ha rilevato l’ex giallorosso); contro l’Inter (Tevez-Vucinic fino al 72’, quando – di nuovo -Quagliarella ha rilevato l’ex giallorosso).
PRESSIONE Non è un caso, insomma, che gli spazi di Vucinic si stiano riducendo in favore di quelli di Quagliarella. Eccezion fatta per la rete del 3-1 alla Samp, Vucinic non ha peraltro mai segnato. Ecco perché Conte intende stimolarlo, pungolarlo, spronarlo a dare il massimo. Il discorso del «quando scelgo la formazione titolare, guardo dal collo in giù» resta valido. Non si scappa.

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