La Juve si inchina. Festa granata, dopo 20 anni torna a vincere un derby

La Juve si inchina. Festa granata, dopo 20 anni torna a vincere un derby

Vent’anni e 17 giorni dopo la famosa doppietta di Rizzitelli, il Toro torna a battere la Juve in un derby. Erano disposti a tutto, i cavalieri di Ventura, pur di evitare che i bianconeri potessero avere anche una sola possibilità di festeggiare lo scudetto a casa loro, all’Olimpico. E con…

Vent’anni e 17 giorni dopo la famosa doppietta di Rizzitelli, il Toro torna a battere la Juve in un derby. Erano disposti a tutto, i cavalieri di Ventura, pur di evitare che i bianconeri potessero avere anche una sola possibilità di festeggiare lo scudetto a casa loro, all’Olimpico. E con una rimonta tutta cuore conquistano questo 2-1, stesso risultato dell’andata ma di segno opposto. La Juve è soprattutto Pirlo, fantastico come all’andata, quando “purgò” i rivali cittadini con un tiro all’ultimo secondo. Ma non basta nemmeno lui, stavolta. Dovrà far festa da un’altra parte.

VIOLENZA — L’aria che si respira nelle ore che precedono il calcio d’inizio non è delle migliori: l’elettricità negli animi granata esonda fuori dallo stadio e si lascia dietro una lunga scia di vetri rotti, fino al momento dell’ingresso nelle curve. La Juve, scossa dal lancio di sassi, uova e oggetti che ha bersagliato il pullman della squadra, parte piano, mentre la tensione tra i tifosi prosegue con lanci di bengala tra settori antagonisti. Robaccia. Che diventa ancora più grave quando si passa alle bombe carta: un gruppetto di feriti finiscono all’ospedale, consueto tributo all’imbecillità.

CHE PIRLO — Poi, in qualche modo, si prova a pensare al calcio, mentre il cielo di Torino regala l’unico raggio di sole di un pomeriggio grigio. Il Toro è carico e intraprendente, parte all’assalto con Quagliarella, ma rischia grosso già al 10’, quando Pirlo dimostra di essere già in “forma Real” e serve a Matri un assist che avrebbe meritato miglior finalizzazione. È la chance più chiara fino all’episodio che sblocca la gara: Gazzi regala una punizione dal limite che Pirlo, al minuto 35, indirizza dove Padelli può solo guardare.

 


LAMPO DARMIAN — Il Toro non merita lo 0-1 e spinge a testa bassa alla ricerca del pari. Se fino a quel momento lo aveva fatto soprattutto a destra, con Bruno Peres a sfidare Padoin e Sturaro, un istante prima dell’intervallo sfonda a sinistra: Darmian segue la minaccia che Quagliarella sta portando dalle parti di Buffon, la difesa bianconera gli lascia strada e l’azzurro trova l’inserimento vincente, dando un dispiacere al suo capitano in Nazionale. Si va al riposo sull’1-1.

 

 

SORPASSO — La ripresa inizia di nuovo nel segno di Pirlo: bis su calcio piazzato, Padelli ancora immobile, stavolta è il palo a salvare i granata. E al 12’ si ribalta tutto: Darmian ancora decisivo, sul pallone in mezzo all’area Quagliarella brucia i centrali e segna il 2-1 col marchio dell’ex, facendo esplodere l’Olimpico. Da questo momento, il derby diventa meraviglioso per intensità e occasioni, da una parte dell’altra. Non ci sarà più un attimo di respiro.

 

 

GRAN FINALE — Potrebbe allungare il Toro con Bruno Peres, Quagliarella e con Martinez, che segna in fuorigioco. Ma potrebbe pareggiare più volte anche la Juve: Matri colpisce il palo di testa e poi di piede, Padelli vola sul tentativo di Sturaro, liberato dall’ennesima visione principesca di Pirlo. I minuti corrono veloci per i bianconeri all’assalto disperato, per i granata invece sono lunghissimi, durano vent’anni… nell’attesa che li separa dal trionfo finale ripassano nella loro mente tutte le immagini di beffe, delusioni e giornate amare. Ma al triplice fischio di Tagliavento possono urlare al cielo la loro gioia, sventolando le sciarpe al vento. E tuffandosi in una domenica pomeriggio che, lo speriamo davvero, sia soltanto di gioia, perché di violenza ne abbiamo già vista abbastanza.

 gazzetta.it

Juvenews.eu

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