La Juve “2” fa una figuraccia. Festa Parma, che impersa. Ora testa alla Champions

La Juve “2” fa una figuraccia. Festa Parma, che impersa. Ora testa alla Champions

Dall’esaltazione per la partita perfetta di Firenze in Coppa Italia alla depressione per la sconfitta contro l’ultima in classifica. Un risultato che sposta poco in prospettiva tricolore, visto che la Juve alla peggio conserverà un rassicurante +11 sulla Roma, ma che nessun avrebbe voluto a pochi giorni dalla Champions. Vincere…

Dall’esaltazione per la partita perfetta di Firenze in Coppa Italia alla depressione per la sconfitta contro l’ultima in classifica. Un risultato che sposta poco in prospettiva tricolore, visto che la Juve alla peggio conserverà un rassicurante +11 sulla Roma, ma che nessun avrebbe voluto a pochi giorni dalla Champions. Vincere aiuta a vincere, ripetono sempre i bianconeri, e battere il Parma prima del Monaco avrebbe fatto sicuramente bene all’autostima juventina. Invece la banda di Allegri ha pagato l’approccio molle e svagato ed è stata punita dalla rete di Mauri e da una squadra nient’affatto rassegnata, che pur in mezzo a mille guai societari sta comunque onorando il campionato.

 

 

FUORI I BIG — La Juve oltre a Pogba si presenta senza Tevez, Pirlo (recuperati ma rimasti a Vinovo a preparare l’andata dei quarti di Champions, Buffon (virus intestinale) e Barzagli (affaticamento muscolare). Quindi difesa a quattro, con Ogbonna al posto di Bonucci, e doppio

 

 


trequartista come a Firenze: Coman e Pereyra alle spalle di Llorente. Il Parma non ha Lucarelli (squalificato) e gli indisponibili Galloppa e Mariga. Avvio noioso, con la Juve che sembra la fotocopia di quella vista a Palermo: lenta e con poche idee, con la testa più all’Europa che a un campionato praticamente già archiviato. Tra tre giorni c’è la gara con il Monaco, logico che i bianconeri giochino con il freno a mano tirato. Nel primo tempo lo juventino più pericoloso è Vidal (che però prima aveva perso parecchi palloni): al 32′ colpo di testa del cileno su punizione di Marchisio, Mirante si salva solo con un grande intervento di piede. Poi altri due tiri in due minuti, uno deviato e l’altro fuori.

MAURI GUASTAFESTE — Il Parma ci prova con Belfodil, ma senza trovare la porta. La prima volta che ci riesce però fa gol: palla persa dai bianconeri, contropiede e sul cross di Belfodil, Mauri la mette dentro e poi festeggia baciando la maglia. Parma in vantaggio al 15′ del secondo tempo e Allegri furibondo. Così il tecnico manda in campo Morata al posto di Pereyra (sperando che gli risolva la partita come a Palermo) e poi Pepe per Sturaro. L’idea del tecnico è quella di giocarsi il tutto per tutto con un 4-2-4. Alla fine dentro anche il baby Vitale, ma non serve a nulla. Stavolta l’assenza di troppi big si fa sentire. Male Coman e Llorente (guardato a vista da Santacroce), pessimo l’approccio di tutta la squadra. La voglia del Parma di pensare solo al calcio ha fatto la differenza. Ora la Juve dovrà leccarsi le ferite in fretta e preparare con un altro spirito la sfida al Monaco.

 

Gazzetta.it

 

Juvenews.eu

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